Sciopero dei supermercati, ripensando la domenica

Sciopero dei supermercati, ripensando la domenica

L’annunciata mobilitazione nazionale dei dipendenti della grande distribuzione fa riflettere. E l’opinione pubblica si divide sulla spesa domenicale e i negozi aperti non stop.

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In effetti negli ultimi tempi i supermercati ci avevano abituati bene e per gli stakanovisti, quelli della spesa all’ultimo momento, i nottambuli, gli infermieri, i medici, le casalinghe alternative e una lunga lista di categorie la chiusura dei negozi in certi orari non era quasi più un problema. Ma questo sciopero rilancia certi interrogativi o quantomeno pone il problema del prezzo di alcuni servizi.

I cassieri e i dipendenti delle Coop, Esselunga, Carrefour, Bennet, Auchan, ecc questa volta infatti non ci stanno e decidono di sposare lo slogan “Fuori tutti”. Ovvero tutti fuori dai supermercati sabato 7 novembre e a quanto promettono anche il 19 dicembre, proprio in pieno shopping natalizio, per sottolineare l’importanza del proprio servizio dando un disagio, nel pieno spirito dello sciopero.

La notizia infatti è ufficiale: sabato si terrà uno sciopero nazionale dei lavoratori di supermercati e delle catene di grande distribuzione. Il tema della questione è il rinnovo dei contratti nazionali di settore e la richiesta di difendere diritti e salario. In un’era in cui si sta normalizzando l’apertura dei supermercati alla domenica e molti si stanno attrezzando ad aprire 24 ore su 24, i cassieri e i dipendenti aumentano le proprie richieste, avanzando istanze  precise a fronte di un atteggiamento giudicato troppo rigido da parte della Federdistribuzione e della Coferesercenti. La manifestazione nazionale è indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e riguarderà gli addetti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione.

E intanto ci si chiede se sia giusto chiedere (per usare un eufemismo) a un dipendente di lavorare la domenica. Sale&Pepe ha lanciato sul proprio profilo Facebook (clicca qui) un sondaggio, sull’onda delle provocazioni lanciate dal movimento che vuole abolire l'apertura dei supermercati la domenica. “Fate l'amore non fate la spesa...”: questo è lo slogan dell’iniziativa per la quale sono già state raccolte migliaia di firme. In generale la maggior parte dei commenti (quasi tutti femminili) sono contrari all’apertura domenicale e ricordano un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui si viveva e si mangiava ugualmente, anche con i supermercati chiusi la domenica. Ma come sempre l’opinione pubblica è divisa, anche a seconda della categoria e della percezione individuale.

Per Luca Guerra, uno dei pochi uomini che commenta, “È giusto!”, perché facendo il panettiere è normale e poi “ho visto che tenendo chiuso la domenica c’è più gente durante la settimana”. Alessandra Troiano invece fa notare quanto queste consuetudini abbiano un impatto sulla famiglia e sulla società ed empatizza senza se e senza ma con i dipendenti dei supermercati: “provate a lavorare tutte le domeniche a orari differenti senza poter mai sedere con la famiglia a tavola, senza riuscire ad andare al cinema oppure a vedere la recita dei figli o una partita”.

Edoardo Canale evoca i tempi andati e vorrebbe tornare indietro: “Sono un quasi cinquantenne e sono cresciuto in epoche dove non esistevano aperture domenicali. Non ricordo, per questo, di avere avuto particolari problemi ... esistenziali. Al contrario ho un'immensa nostalgia di quelle riunioni familiari domenicali”.

Più pragmatico e poco antropologico-sociologico il commento di Cristina Longo, che scrive: “io ho bisogno del supermercato aperto la domenica”. Mentre Manuela Marmocci ne fa una questione di do-ut-des: “se le domeniche e le feste fossero pagate in modo più equo scoccerebbe meno”. Vero è che il mondo sta andando i questa direzione, che piaccia o meno, fa notare Bianca Maria Zay: “Ma guardate il resto del mondo!! Guardate a Milano”.

Ma poi Enzo Zulian cita l’Austria e dice: “Qui in Austria la domenica è tutto chiuso. E tutti vivono felici e contenti”. Grazia Brioschi fa notare che non siamo proprio nell’epoca delle suffragette e ci sono turnazioni, riposi, ecc: “Sono per l'apertura domenicale e festiva. Non sono sempre le stesse persone a lavorare di domenica, ci sono i turni!”.

Lucrezia Raffaelli invece la butta un po’ sul drammatico e scrive: “Ci sono persone che durante la settimana non possono andare a fare la spesa perché lavorano come muli e l'unico giorno disponibile per loro è la domenica : cosa dovrebbero fare? Non dare da mangiare alle loro famiglie?”.

Sdrammatizza Luisa Temponi che di domenica chiuderebbe e scrive “non ditemi che proprio quel giorno vi manca qualcosa”. E infine Lisa Jane Toy, riprendendo lo slogan “Fate l’amore non fate la spesa", nota con amarezza e ironia: “Eh... Ma poi, di fatto, di tutto si fa tranne che l'amore di domenica!”.

Emanuela Di Pasqua,
6 novembre 2015

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