​Il porceddu sardo sarà a Expo2015

​Il porceddu sardo sarà a Expo2015

Via libera al porceddu sardo all’Esposizione Universale, mentre i romani festeggiano il ritorno della tradizionale pajata

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Sale&Pepe

Una bistecca di caimano, un filetto di pesce palla e un cartoccio di insettini fritti. No! Non è l'elenco degli ingredienti di una immaginifica pozione magica, ma, piuttosto, una minima suggestione di quanto si potrà vedere – e assaggiare – a Expo 2015. A questa stupefacente lista di portate da oggi si può aggiungere un meno esotico porceddu sardo.

Sì, perché questo piatto simbolo della cucina pastorale sarda rischiava di rimanere escluso dalla grande kermesse mondiale del cibo a causa di un vecchio divieto dovuto alla peste suina. Per fortuna un accordo siglato dal ministero della Salute con la Regione Sardegna permette di portare dall’isola a Milano maialini precotti a 80° per permettere la degustazione esclusivamente all’interno della manifestazione.

Una buona notizia per chi ha avuto già il piacere di godere dell’intensa morbidezza di questo maialino da latte, cotto lentamente sullo spiedo e aromatizzato con mirto e rosmarino, un sapore arcaico e speciale, che vale veramente la pena di assaggiare.

Il via libera al porceddu ad Expo arriva in un momento felice per i gournet italiani. È infatti di poche settimane fa l’ok dell’Unione Europea alla pajata romana. Dopo 14 anni di assenza sulle tavole dei romani per l’emergenza della mucca pazza, la tradizionale compagna dei rigatoni tornerà nelle macellerie e nei ristoranti delle Capitale. In questi anni le interiora del vitello che costituiscono la pajata erano state sostituite con quelle dell’agnello, ma i romani, che non volevano rinunciare ai loro sapori tradizionali, hanno sostenuto una strenua battaglia, che ha finalmente dato i suoi frutti. La modifica del regolamento comunitario per la prevenzione della Bse – in Italia non sono stati più registrati casi di mucca pazza dal 2009 - ha riammesso la colonna vertebrale dei bovini e l’intero pacchetto intestinale. Alla notizia i romani hanno reagito con gioia, preparando una maxipajata, mentre alcuni dei ristoratori storici la stanno reinserendo nei menu.

Quando si tutela la storia della nostra cucina e gastronomia, non c’è niente di meglio che festeggiare mangiando! Lo faremo certamente ad Expo anche con un assaggio di porceddu!

Livia Fagetti
15 aprile 2014

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