Liberi tutti! Oggi è il No Diet Day

Liberi tutti! Oggi è il No Diet Day

Da 25 anni il 6 maggio si celebra l’International No Diet Day, una giornata contro l’ossessione per le diete che, oltretutto, da recenti studi pare non funzionino

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Woman enjoying dessert at a restaurant, Los Angeles, California, USA
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La giornata libera da diete nasce il 6 maggio del 1992 da un’idea di Mary Evans Young, ex anoressica e fondatrice dell’associazione “Diet Breakers”. A convincerla a passare all’azione è stato il disgusto provato davanti alle torture che le donne infliggevano al proprio corpo attraverso gli interventi chirurgici per la riduzione del peso e il dolore provato per il suicidio di una ragazza di 15 anni che si considerava grassa.
Accettazione dei propri chili, sensibilizzazione sulle discriminazioni vissute da chi è sovrappeso e consapevolezza della grande probabilità che tutte le diete falliscano sono gli obiettivi della giornata. Molto meglio adottare stili di vita salutari senza l’ossessione per le taglie o i chili di troppo.

Nel corso degli anni abbiamo visto sbocciare e sfiorire una quantità inverosimile di diete. Scarsdale, Atkins, dissociata, Weight Watchers, dieta Zona, Dukan, cronodieta, quella del biscotto, della luna e del gruppo sanguigno, fino alla più attuale dieta Paleo che punta sulle abitudini alimentari degli uomini primitivi che, come tutti sanno, non brillavano certo per longevità.

Ma oggi anche i più fanatici possono prendersi una pausa e festeggiare la liberazione dai vincoli restrittivi imposti dal regime alimentare mangiando un bel piatto di pasta alla carbonara o una sfiziosa fetta di torta Sacher. Dolci e felici trasgressioni!

Ma perché ci sono molte probabilità che le diete falliscano?
La risposta arriva da Traci Mann, docente di psicologia all’Università del Minnesota, che studia abitudini e regimi alimentari da oltre 20 anni. I risultati della sua ricerca, condotta presso la facoltà di Salute e Alimentazione, spiegano perché il successo delle diete non è assicurato.
Anzi il buon risultato dura dai 6 ai 12 mesi, poi riprendere il peso perso sembra essere un destino ineluttabile. E non è mancanza di auto-controllo o di forza di volontà.

È che dopo la dieta, nel lungo periodo, avvengono molti cambiamenti biologici capaci di influenzare il peso corporeo.
Primo fra tutti quello neurologico. Quando si è a dieta si diventa più attenti al cibo: il cervello diventa ipersensibile all’argomento accrescendo l’appeal alle pietanze prelibate. Così, inevitabilmente, il cibo inizia ad assume un valore di ricompensa al quale poi è molto difficile resistere.
Poi ci sono i cambiamenti ormonali. Con la perdita del grasso corporeo cambia la quantità di vari ormoni: quelli che aiutano a sentirsi sazi diminuiscono, mentre aumentano quelli che fanno sentire la fame.
Il terzo cambiamento è quello biologico: il metabolismo rallenta e il corpo si adatta a utilizzare un numero minore di calorie; purtroppo quelle rimaste vengono subito immagazzinate come grasso.

Una buona alimentazione è comunque importante e ci può regalare l’elisir dell’eterna giovinezza. Basta fare attenzione ogni giorno a ciò che si mangia senza essere ossessionati dalla bilancia. Un regime alimentare a base di frutta, verdura, cereali integrali e grassi di buona qualità è la regola da seguire. Il piatto perfetto, secondo l’Harvard Medical School di Boston, dovrebbe essere composto per metà da frutta e verdura, scegliendo solo quella di stagione e variando i colori. Sempre presenti a ogni pasto cereali e derivati integrali, inclusi pane, pasta, riso, orzo e farro. E poi le proteine: pesce azzurro e legumi tre volte alla settimana; carne bianca, uova e latticini (freschi e magri) due volte alla settimana. La carne rossa va limitata e aboliti i salumi. Il tutto da condire con olio extravergine d’oliva e insaporire con spezie ed erbe aromatiche.

Monica Pilotto
6 maggio 2015

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