Ecco le erbe del detox di primavera

Ecco le erbe del detox di primavera

Tarassaco, cicoria, cardo mariano, crescione e curcuma: cinque piante da usare in cucina, per eliminare tossine e rigenerare il nostro organismo.

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Sale&Pepe

Il crescione, un depurativo naturale, la curcuma regina tra le spezie, il cardo mariano disintossicante e antiossidante, il tarassaco, l’erba del nostro prato anti-ritenzione per eccellenza. E ancora, l’amara cicoria. Abbiamo parlato dei drink per depurarci nel pre-primavera. Ecco ora le piante che ci aiutano al detox, preparandoci alla leggerezza dell'estate.

Si tratta di piante che possiamo mangiare - per esempio in una bella insalata - ma anche bere, in tisane o infusi caldi ma anche fresche in centrifughe oppure in acque aromatizzate homemade dall'azione idratante e disintossicante.

Partiamo dal tarassaco (nella foto), una pianta officinale popolare al punto da avere numerosissimi e fantasiosi nomi nella tradizione regionale: da dente di leone a dente di cane, oppure insalata dei porci o ancora soffione, ma soprattutto piscialletto, l'epiteto che meglio esprime le sue conseguenze diuretiche. E infatti il tarassaco, tra le sue varie proprietà medicinali (tra cui quella digestiva e anti-gonfiore della radice), ha proprio quella di combattere la ritenzione idrica. La cellulite è avvisata. Perfetto per insalatine primaverili, che possono essere arricchite anche con i petali colorati dei suoi fiori. I cui boccioli possono essere messi sott'aceto come i capperi.

Il tarassaco è detto anche cicoria selvatica. La cicoria comune, comunque, quella amarognola che si può consumare sia cruda in insalata, che cotta, è una pianta altrettanto preziosa per la depurazione e disintossicazione, dell'intestino, del fegato e dei reni (oltre che avere effetti digestivi e lassativi). Le sostanze che stimolano queste funzioni sono concentrate nelle radici, è vero, ma con il consumo regolare delle sue foglie si ottengono gli stessi effetti.

Ad andare in aiuto all'organismo, e sopratutto al fegato sovraccarico da pesantezza alimentare e bagordi alcolici invernale, da che mondo è mondo nel Mediterraneo si usa il cardo mariano, che davvero stimola l'eliminazione delle tossine. Potete usarlo in infuso e decotto, ma anche – senza andare in contraddizione con la depurazione alcolica! - ricavarne un ottimo liquore. Abbiamo comunque una notizia: il cardo mariano si usa anche in cucina: tutta la pianta, dalle radici alle foglie ai fiori, può essere consumata, sia cotta che cruda. Le foglie (come per le piante sopra, da raccogliere prima della fioritura), private della costola centrale sono ottime in insalata. Il top però sono i capolini floreali, che paiono un incrocio tra una puntarella (cicoria asparago) e un carciofino in miniatura (infatti dentro hanno la pelurietta, e in cucina si usano come i carciofi).

Il crescione è anch'essa una pianta dalle ricchissime proprietà terapeutiche. Ne esistono più varietà: quello d'acqua (il più comune da consumare in insalata), quello inglese e quello selvatico dei prati. Quasi un antibiotico naturale (e, pare, afrodisiaco), è perfetto per il Detox: è depurativo, disintossicante e diuretico. E digestivo. Cinque “D” al prezzo di una! Dal sapore pungente e vagamente acidulo, il suo uso in cucina è tramandato nella storia: quello inglese, usato come erba aromatica piccantina e profumata, è goloso come condimento, a partire dai primi piatti. E ricordate: si può anche bere in succo!

La curcuma, pianta d'origine asiatica, è una spezia “madre” a livello fitoterapico, nel senso che le sue proprietà benefiche quasi non si contano. Ecco quelle che ci interessano per il detox: la curcumina è antiage perchè antiossidante, anti-gonfiore, perchè riduce l'aria nello stomaco e nell'intestino, digestiva, perchè stimola la secrezione della bile, che aiuta a “mangiare” i grassi, combatte il colesterolo cattivo e abbassa lo zucchero nel sangue. La sua radice che macchia di giallo-arancio le dita si può gratuggiare fresca sui cibi, e anch'essa è deliziosa come base per una bevanda sana e rinfrescante.

Tutte queste piante, tranne l'ultima (che viene peraltro adesso coltivata anche da noi, e con ottimi risultati, da qualche produttore audace), si possono facilmente raccogliere in una gita fuori-porta. Dà molta soddisfazione: occhio però a non confondere le piante con altre simili solo nell'aspetto, e naturalmente a evitare i luoghi inquinati.

Carola Traverso Saibante
Foto: Wikimedia/Archenzo
13 aprile 2016
aggiornato aprile 2019

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