La dieta conta bocconi fa dimagrire senza impazzire

La dieta conta bocconi fa dimagrire senza impazzire

Non promette di farvi diventare acciughe in pochi giorni come certe spam di facebook, ma è un sistema per perdere 2 chili al mese senza cambiare abitudini alimentari

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Non vi chiede di rinunciare ai piatti preferiti, di fare attenzione a carboidrati o grassi, né di contare le calorie.

Eppure a dimostrare l'efficacia di questa semplicissima dieta, che chiameremo "conta bocconi" è stata una ricerca della Brigham Young University di Provo, nello Stato americano dello Utah.

Al gruppo di volontari coinvolti è stato chiesto di mangiare i piatti di sempre, ma contando i bocconi di cibo e le sorsate di bibite di ogni giornata. Una volta individuato il numero esatto, è stato quindi chiesto loro di tagliare il 20-30% delle cucchiaiate e delle bevute di liquidi diversi dall'acqua.

La perdita di circa 1,8 chili in un mese di tutti i partecipanti all'esperimento ne ha decretato il successo, dimostrandoo che una lieve riduzione delle porzioni è addirittura più efficace di tante, tantissime diete che puntano alla modifica radicale del tipo di alimentazione.

A questa verità solo apparentemente semplice e scontata, ma invece quasi rivoluzionaria, stanno giungendo conferme da ogni dove.

Ai ricercatori dello Utah hanno fatto un'eco involontaria, infatti, quelli della Clemson University del South Carolina che, attraverso un altro studio, sono giunti a decretare che il dimagrimento ha successo introducendo ogni giorno 100 bocconi, ipotizzando per ciascuna forchettata un apporto medio di 11 calorie per la donna e di 17 calorie per l'uomo (che fa bocconi più grandi ma consuma anche più energia).

Poco diverse anche le conclusioni dell'Università del Rhode Island secondo la quale masticare lentamente e introdurre bocconi più piccoli non solo porta a ridurre il peso nella maggioranza dei pazienti, ma anche il rischio di reflusso acido di cui molti soffrono.

Per facilitare questo stile di alimentazione è stata anche messa a punto una app che effettua il calcolo dei bocconi al posto vostro e una forchetta che vibra se viene usata per portare il cibo alla bocca troppo spesso (l'ideale è che trascorrano almeno 10 secondi tra un "viaggio" e l'altro).

Una conclusione idealmente simile, infine, è anche quella a cui è appena giunto l'interessante studio di Theresa Marteau, docente dell'Università di Cambridge, in Inghilterra. La ricercatrice ha dimostrato come il problema dell'obesità che affligge tanti inglesi sarebbe facilmente risolvibile riducendo imballaggi e stoviglie oggi in uso nel Paese.

La sua ricerca, infatti, di cui oggi parla l'Independent, ha paragonato le porzioni in uso negli anni Cinquanta e quelle distribuite attualmente in mense e fast food, ma anche la misura delle confezioni di cibo vendute dai supermercati e quella di piatti, tazze e pacchetti, arrivando a decretare che non la natura degli alimenti, ma la quantità ha fatto moltiplicare gli obesi.


"Una semplice diminuzione di porzioni e confezioni di appena il 12-16% sarebbe sufficiente a normalizzare in gran parte la situazione", ha decretato la Marteau, "ma è necessario che l'industria alimentare sia sottoposta a una regolamentazione legislativa perché è assai improbabile che le aziende si muovano autonomamente in questo senso, rinunciando all'enorme promozione che deriva loro dalle porzioni giganti".

Daniela Falsitta,
3 dicembre 2015

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