Agnelli, capretti e maiali: cambia l’etichetta

Agnelli, capretti e maiali: cambia l'etichetta

Dal primo aprile, anche per le carni ovine, caprine e suine sarà obbligatorio indicare il Paese in cui gli animali sono stati allevati e macellati. Un passo decisivo verso la trasparenza in applicazione del Regolamento europeo sulla materia

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Shopper Selects Meat in Supermarket
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La carne di agnello, capretto e maiale, a partire da mercoledì 1° aprile, avrò una carta d'identità come quella bovina e quella di pollo. L'entrata a pieno regime del Regolamento europeo in materia stabilisce che anche sulle etichette delle carni ovine, caprine e suine (fresche, refrigerate e surgelate) venga riportato il luogo in cui l'animale è stato allevato e quello in cui è stato macellato.

D'ora in avanti, i consumatori troveranno sulle etichette le diciture "Allevato in…" e "Macellato in…" seguite dal nome del Paese o dei Paesi interessati. Potrà comparire anche la scritta "Origine…", ma solo se l'animale è nato, allevato e macellato in unico Stato. La norma non riguarda i macinati; in questo caso, siccome possono essere un misto preparato con carni di provenienza diversa, la normativa prevede che si specifichi solo se gli animali sono stati macellati in Paesi dell'Unione Europea o in Paesi terzi; nel caso siano utilizzate carni di provenienza Ue e carni di provenienza extra Ue, l'etichetta riporterà l'una e l'altra.

Dalla nuova regolamentazione rimangono ancora escluse la carne di coniglio e quella di cavallo, ma anche le carni suine trasformate in salume. Quest'ultimo aspetto, in particolare, viene lamentato dai produttori italiani, i quali denunciano che l'invasione di materia prima proveniente dall'estero è arrivata al punto che due prosciutti su tre sono fatti in Italia utilizzando maiali stranieri. Sui salumi, l’eventuale obbligo di indicare l'origine dell'animale utilizzato dipenderà dagli studi di impatto che la Commissione Europea sta realizzando e dalle successive valutazioni politiche degli Stati membri.

Il regolamento prevede specifiche casistiche sui tempi di permanenza in un determinato Paese e sul peso raggiunto dall’animale, per poter indicare in etichetta quale è il luogo di allevamento e di macellazione. Tutto questo rappresenta solo un passo sul cammino verso una trasparenza ottimale iniziato nel 2002 in seguito all’emergenza “mucca pazza” che portò a una severa normativa sulle etichette della carne bovina.

Oltre a quelle sulla carne, a breve arriveranno anche novità per i "prodotti ortofrutticoli di IV Gamma": insalate in busta, verdure in vaschetta e macedonie fresche. Dal 12 agosto entreranno in vigore nuove norme su produzione, distribuzione ed etichettatura; saranno obbligatori il doppio lavaggio dei prodotti, la conservazione a 8° di temperatura lungo tutta la filiera produttiva, l’impiego di confezioni protettive ed ecocompatibili e l’indicazione di informazioni aggiuntive in etichetta.

Per esempio, sull’insalata dovrà essere scritto che è “Lavata e pronta al consumo” e sul minestrone che è “Lavato e pronto da cuocere”: questo per distinguerli da prodotti freschi e confezionati che non appartengono alla IV Gamma. Dovranno inoltre essere fornite indicazioni sulla conservazione e sull’uso dei prodotti, specificando che vanno consumati entro la data di scadenza e non oltre i due giorni dall’apertura della confezione.

Alessandro Gnocchi
30 marzo 2015

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