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News ed EventiCultura del ciboSenape: tutti gli abbinamenti gourmand possibili

Senape: tutti gli abbinamenti gourmand possibili

Forte, dolce, piccante: ogni tipologia di questa salsa conosciuta fin dai tempi dei Romani, ha il suo perfetto abbinamento, scopriamo quale

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La senape ha una presenza immediata e inequivocabile: quel pungente aroma di semi tostati, con la sua nota acuta che anticipa il piccante, è capace di trasformare anche la preparazione più semplice in qualcosa di memorabile. Non è una salsa di accompagnamento, è un ingrediente che prende posizione nel piatto, e per questo merita di essere scelto con cura e conoscenza.

Le origini

Originaria dell'Asia centrale, la senape è documentata in cucina già nell'antichità romana: Columella nel I secolo d.C. ne descriveva l'uso per conservare le verdure, mentre Plinio il Vecchio la classificava tra le piante medicinali più preziose. Ma è nel Medioevo borgognone che la senape di Digione trova la sua identità moderna, quando i monaci cistercensi iniziarono a produrla sistematicamente con il verjuice — succo acido di uva acerba — al posto dell'aceto. Il marchio Doc, riconosciuto nel 1937, cristallizza una tradizione di quasi otto secoli. Meno noti ma ugualmente radicati sono i senapi del nord della Francia, come quella di Meaux "all'antica", dove i semi sono spezzettati grossolanamente per conservare quella consistenza granulosa che i francesi chiamano moutarde à l'ancienne.

La formula

Per quante siano le varietà, tutte condividono la stessa base: una miscela di grani neri e bianchi, prima ridotti in farina e poi diluiti con aceto, vino bianco, spezie e altri aromi oppure con mosto di vino rosso, come nel caso della bordolese. Nasce così una crema che qualche volta è morbida e liscia, altre granulosa perché, come in quella di Meaux, detta "all'antica", i semi sono spezzettati grossolanamente e si sentono in bocca. Anche la piccantezza varia. Della senape di Digione, che vanta il marchio Doc dal 1937, esiste un tipo "forte", più asciutta e acuta al palato, e un tipo più morbido, dolce e aromatico.

Gli abbinamenti

  • Senape di Digione all'aceto balsamico: scura e aromatica grazie all'aggiunta di aceto balsamico, questa variante sviluppa una dolcezza tannica che si sposa, oltre che con tutte le carni, con la grassezza del salmone affumicato, tagliato a fette spesse.
  • Senape di Digione classica: mediamente forte, ha un'acidità ben calibrata che contrasta e valorizza la ricchezza del tuorlo. Perfetta per accompagnare e farcire le uova sode.
  • Senape gialla: la senape classica, cremosa e brillante, insaporita dalla curcuma, quella adatta a wüsterl e hot dog, ma anche a tranci di tonno freschi.
  • Senape al miele: perfetta per insaporire i popcorn, perché il miele attenua la piccantezza della senape e aggiunge una nota floreale che trasforma i popcorn in uno snack da aperitivo ricercato.
  • Senape rustica: caratterizzata dalla presenza di una parte di semi gialli e neri ancora intatti, risulta croccante ma non troppo piccante e si accompagna perfettamente con crostini rustici, spalmati di burro a freddo.
  • Senape al pepe verde: il pepe verde, a differenza di quello nero essiccato, conserva una freschezza erbacea che si combina con la piccantezza della senape creando un condimento vivo e non aggressivo. Piccante, ma con una nota fresca, dà risalto alle verdure crude. Usatela per condire un pinzimonio 
  • Senape con aglio e aneto: ha un gusto deciso che regge il confronto con cibi saporiti, ad esempio i formaggi forti a pasta dura come gruyère, sbrinz e le tome di montagna stagionate.

Incorporare la senape in cucina

Ora che sapete tutto quello che c'è da sapere, vi proponiamo una piccola selezione di ricette da arricchire con la senape (quella consigliata, oppure quella che più preferite!) 

Domande frequenti

Si può preparare la senape in casa?

Certamente, ed è pure personalizzabile! La base è semplice: semi di senape (neri per il piccante, gialli per la delicatezza) ammollati per una notte in aceto bianco o vino, poi frullati con sale e aromi a piacere. Vi suggeriamo di aggiungere un cucchiaino di miele per ammorbidire il sapore e di far riposare la senape almeno 48 ore prima di consumarla: i solfuri responsabili dell'amarezza iniziale si disperdono con il tempo, lasciando emergere il carattere aromatico pieno.

Come si conserva la senape una volta aperta?

La senape in barattolo, una volta aperta, si conserva in frigorifero fino a 6 mesi senza perdere le sue qualità principali. L'aceto che fa parte della ricetta agisce da conservante naturale. È importante però richiudere sempre bene il vasetto e usare un cucchiaio pulito per evitare contaminazioni che potrebbero alterare sapore e durata. Se sulla superficie compare un sottile strato più scuro, si tratta semplicemente di ossidazione: è sufficiente mescolare prima dell'uso.

La senape è adatta a chi segue una dieta vegetariana o vegana?

La senape nella sua forma base (semi, aceto, sale, aromi) è naturalmente vegana. Fate attenzione però alle versioni commerciali, che potrebbero contenere derivati animali come miele o albumina d'uovo (le senapi al vino spesso vengono chiarificate con quest'ultima).

A cura della redazione

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