Tre esperti dell’alimentazione ci raccontano come raggiungere un buon equilibrio tra il cibo crudo e quello cotto che portiamo in tavola
È meglio consumare cibi crudi o cotti? Questa domanda divide spesso gli appassionati di benessere. Se da un lato il crudismo promette di preservare l'integrità degli alimenti, dall'altro la cottura offre vantaggi inaspettati. In questo articolo, tre esperti del settore ci aiutano a capire come bilanciare crudo e cotto per massimizzare i benefici nutrizionali.
Il consumo di alimenti crudi è fondamentale per mantenere intatto il patrimonio nutritivo dei cibi. Quando superiamo i 53°C, infatti, molte proprietà iniziano a degradarsi.
Secondo gli esperti di alimentazione naturale, il cibo crudo è "vivo". Gli enzimi presenti negli alimenti freschi e non cotti aiutano il corpo a digerire meglio e a rigenerare le cellule. La cottura distrugge questi enzimi, costringendo l'organismo a un lavoro extra per la digestione.
Mangiare crudo non significa solo assumere più vitamine (come la C e quelle del gruppo B, sensibili al calore), ma anche migliorare l'energia quotidiana. Masticare cibi crudi richiede più tempo, il che favorisce il senso di sazietà e aiuta a mantenere il peso forma.
Nonostante i benefici del crudo, la cottura non va demonizzata. In alcuni casi, il calore agisce come una "predigestione" necessaria.
Sicurezza e assimilazione: la cottura elimina eventuali batteri e rende più assimilabili alcuni nutrienti che, nel cibo crudo, rimarrebbero intrappolati nelle fibre vegetali.
Qualità della vita: un pasto caldo ha un valore psicologico e conviviale importante, contribuendo alla qualità della vita e al piacere del cibo.
Per gli esperti di naturopatia, l'ideale sarebbe comporre il piatto per il 70-80% di cibi crudi. Questo permette di fare il pieno di "molecole della giovinezza". Un piccolo trucco? Iniziate ogni pasto con una piccola porzione di verdura cruda per preparare lo stomaco alla digestione.
Secondo i nutrizionisti, non esiste una regola valida per tutti, ma è importante variare. Sebbene le vitamine termolabili si perdano con il calore, la cottura può rendere più biodisponibili altri elementi. Il consiglio è di alternare i metodi di preparazione per non privarsi di alcun beneficio.
Gli esperti sottolineano che la dieta deve adattarsi alla persona. Mangiare crudo deve essere un piacere, non un obbligo. Integrare germogli, semi e verdure croccanti nella dieta quotidiana è il modo più semplice per migliorare il benessere senza rinunciare ai piatti cucinati.
In sintesi, la sfida tra cibi crudi e cotti si vince con l'equilibrio.
Preferite il crudo per frutta, verdure a foglia e semi.
Scegliete la cottura (preferibilmente dolce o al vapore) per cereali, legumi e alcuni ortaggi che richiedono il calore per essere digeriti.
Portare in tavola un mix di consistenze e temperature è la strategia migliore per un'alimentazione sana, gustosa e ricca di nutrienti.
con la consulenza di
Alberto Fiorito, medico omeopata e nutrizionista, Francesco Balducci, nutrizionista ed esperto in medicina antiaging e Rosita Emma Carli, naturopata
aggiornato gennaio 2026