La plastica non plastica del domani, per difendere i mari e i pesci

La plastica non plastica del domani, per difendere i mari e i pesci

I nostri mari sono divenuti ormai un vero e proprio cumulo di plastica che, quando non strangola i pesci, finisce nelle nostre reti e nei nostri piatti, con enormi danni. Ma in futuro la plastica diventerà commestibile e buona.

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Cosa c’è di più buono, sano e nutriente del pesce in cucina? Ricco di acidi grassi saturi e omega 3, ingrediente ricorrente di ogni ricetta di popolazione longeva, il pesce (e in cucina si intendono anche molluschi e crostacei) è tra gli ingredienti base della dieta mediterranea quello più consigliato da nutrizionisti e dietologi, proprio per le sue notevoli proprietà. Rappresenta, infatti, una delle maggiori fonti di proteine con in più il vantaggio della maggiore digeribilità e della bassa concentrazione di colesterolo. Peccato che il mare sia letteralmente invaso da montagne di plastica e quando si calano le reti in certi posti si raccoglie più plastica che vita marina.

Ma esattamente quanta plastica c’è nell’oceano? Per la prima volta la scienza l’ha pesata e resa nota grazie a una ricerca pubblicata su PlosOne (clicca qui) in cui gli scienziati dagli Stati Uniti, Cile, Australia e Nuova Zelanda hanno monitorato per sei anni le sezioni nord e sud di Atlantico e Pacifico, l'Oceano Indiano, le coste australiane e il golfo del Bengala, quantificando in 269mila tonnellate l’ammontare di plastica che inquina i mari e la catena alimentare del pianeta.

Colpa dell'industria alimentare, specialmente gli imballaggi di cibi e bevande, e poi anche il settore dell'abbigliamento. I pezzi di plastica più grossi strangolano gli animali, come le foche, o le tartarughe, mentre i frammenti più piccoli vengono ingeriti dai pesci, e arrivano agli esseri umani attraverso la catena alimentare.

La bella notizia però è che qualcosa si sta muovendo e, oltre a un continuo richiamo a un atteggiamento più eco-friendly da parte delle nuove generazioni, esistono persone impegnate nella ricerca di nuovi materiali, di plastiche che non siano plastiche insomma, magari addirittura commestibili, già che gli imballaggi, si è capito, spesso tocca mangiarli.

E perché la zuppa di pesce non si trasformi in una zuppa di plastica sono allo studio soluzioni innovative. Come l'acqua e l'agar-agar, una polvere che si ottiene dalla lavorazione dell'alga rossa: questa è la ricetta del nuovo materiale progettato da Ari Jònsson, studente 32enne dell'Accademia d'Arte di ReykjavIk che ha fatto uno studio sulla bottiglia ecologica e commestibile.

E sempre su questo fronte una piccola azienda di birre in Florida, la Saltwater Brewery, ha creato (clica qui) degli anelli per tenere unite le birre in lattina utilizzando una plastica commestibile per gli animali. Spesso questi oggetti infatti finiscono in mare causando problemi sia per l’inquinamento sia per tartarughe e pesci che vi rimangono intrappolati. Ma i nuovi anelli potranno essere ingeriti dagli stessi animali e non saranno nocivi.

Questi sono solo due esempi: è anche grazie ai nuovi materiali intelligenti e puliti dunque che potrebbe avvenire una svolta. E la zuppa di pesce potrà tornare a essere zuppa di pesce.


Photo credits: Anthony/Flickr

Emanuela Di Pasqua
13 luglio 2016

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