A polpa scura oppure rossa e croccante, i frutti delle campagne tra Modena e Bologna sono irresistibili. Perfetti per i dolci ma anche per insoliti piatti salati
La più pregiata è la Mora o Moretta, quasi nera, dolcissima e succosa. Ma ci sono anche i Duroni, l’Anella, il Ciliegione. Perché Vignola, cittadina ai piedi dell’Appennino emiliano sulla sponda sinistra del fiume Panaro, è uno dei centri d’eccellenza per la produzione delle ciliegie che, insieme alle susine e altri frutti, sono il fiore all’occhiello delle produzioni locali.
Una prelibatezza apprezzata in tutta Europa di cui i vignolesi vanno giustamente fieri, tanto da renderle omaggio con l’itinerario gastronomico "Strada dei vini e dei sapori Città Castelli Ciliegi", 250 chilometri da Modena e Bologna tra borghi storici e aziende agrituristiche. A primavera, poi, è il momento della "Festa dei ciliegi in fiore", con sfilata di carri allegorici; mentre a giugno tutta la città si anima con "Vignola è tempo di ciliegie".
Benché così diffusa, la coltivazione cerasicola nella valle del Panaro risale ai primi del ‘900, quando soppiantò quella dei gelsi e la bachicoltura dopo il crollo del prezzo della seta.
Tra le altre varietà coltivate nel comprensorio di Vignola troviamo:
Dalla polpa succosa e zuccherina, le ciliegie di Vignola sono perfette per realizzare tanti squisiti dessert: dalle torte, come crostate, strudel, cheese cake, zuppa inglese, tronchetti, clafoutis e crumble, alle focacce e ai pani dolci; dalle tartellette e crêpes a budini, bavaresi, zuppe fredde e gelati.
Le ciliegie, ottime cotte con il Barolo, o "spiritose" (cioè in vaso con Sherry, alcol, zucchero e chiodi ai garofano), si prestano a molteplici usi:
Marina Cella,
aggiornato maggio 2026