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Luoghi e PersonaggiCosa vedere a Pilsen, la capitale boema della birra

Cosa vedere a Pilsen, la capitale boema della birra

Dai bagni nella birra ai 13 km di gallerie storiche: un itinerario tra architettura rinascimentale, musei e grandi birrifici

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Facilmente raggiungibile da Praga, Pilsen è la meta ideale per una gita fuori porta o per un weekend alternativo. Unisce l'eleganza dell'architettura boema a un'eredità gastronomica unica, capace di far risalire le proprie radici ben prima della nascita delle moderne fabbriche della birra.

Storia e monumenti nella Piazza della Repubblica

Pilsen oggi fa rima con birra, ma le origini di questa specializzazione risalgono, pare, già alla fine del Trecento. In quel periodo in tutta Europa poter contare sulla presenza di un mercato annuale dove scambiare merci come spezie e tele o animali veniva considerato di grande prestigio da parte delle autorità cittadine. Nel 1363 l’imperatore Carlo IV aveva concesso al borgomastro di svolgere il mercato nell’immensa piazza, che si sarebbe poi chiamata Repubblica, nel centro della città negli otto giorni precedenti e negli otto successivi alla celebrazione di San Bartolomeo, patrono di Pilsen, che cade il 24 agosto. Nacquero per quell’occasione le prime pilsnerkas, le antenate delle attuali birrerie. Oggi gli angoli della piazza sono occupati da tre moderne fontane che rappresentano i fiumi (Mže, Úhlava, Úslava e Radbuza) convergenti nel Berounka accanto alla città. Vale la pena spendere qualche minuto all’interno della cattedrale, al centro della piazza, intitolata a San Bartolomeo per le impressionanti vetrate artistiche, da poco restaurate, e la statua in stile gotico della Madonna realizzata in pietra marna.

Tra palazzi storici e la SPA alla birra

A sinistra l'ingresso della SPA alla birra, a destra la tinozza in cui fare il bagno (riempita con birra ovviamente)

Fuori, con il naso all’insù, non si fa fatica a comprendere l’importanza architettonica e storica del luogo con i palazzi che vi si affacciano. Si può dedicare qualche minuto alla visita della Casa dal Rosario d’oro, Dům u Zlatého růžence, dalla facciata color rosa acceso, all’angolo con via Dřevěné, e del municipio rinascimentale ricco di stemmi storici. Proprio accanto al municipio c’è l’ingresso della SPA Beerland dove concedersi un bagno in tinozze di birra abbeverandosi nel contempo da giganti boccali delle versioni bionda e scura. “Per avere il massimo del risultato a favore della pelle, afferma la responsabile Kristýna Karafová, arricchendosi di vitamina B, bisogna fermarsi ancora mezz’ora stesi nella paglia di orzo”. Tre graziose camere sono a disposizione per chi volesse trascorrere la notte (disponibili per gli ospiti sapone e shampoo alla birra) al costo di 80 euro a persona in camera doppia con colazione.

Museo della Birra, i sotterranei e la cultura boema di Pilsen

È tanto importante l’arte brassicola per la città che le è stato eretto un museo in uno degli edifici più antichi del centro, a pochi passi dalla cattedrale, accanto alla cosiddetta Torre dell’Acqua. Chi apprezza il tema può conoscere la storia della produzione della birra dall’antichità ai giorni nostri, sorseggiando alla fine una birra non filtrata. L’edificio è anche punto di partenza, accompagnati da una guida, di un viaggio sotterraneo: una vera e propria città sotterranea che si snoda lungo un reticolo di 13 km di camminamenti, di cui 900 m percorribili, dove la birra riposava, ma anche dove si stivavano le derrate alimentari e si eseguivano lavori artigianali. Vale la pena trovare il tempo per una visita al Museo della Boemia occidentale, che raccoglie interessanti esempi di porcellane rococò, classiche e d’art nouveau e bicchieri in vetro dall’epoca barocca agli anni Cinquanta del XX secolo passando per lo stile Biedermeier.

Dal colosso Pilsner Urquell ai microbirrifici artigianali

A sinistra il monumentale Pivovar Gate (Porta del Birrificio), l'iconico arco di trionfo d'ingresso al celbre Birrificio Pilsner Urquell. A destra il camioncino della Pilsner

Imperdibile per gli amanti della Bionda la visita guidata presso la Pilsner Urquell. Tutto ebbe inizio nel 1842 con l’arrivo del bavarese Josef Groll, che adattò al proprio gusto l’acqua povera di sali minerali di Pilsen e il luppolo boemo. Ottenne una birra dai profumi erbacei e di crosta di pane con un leggero retrogusto amaricante. Dopo oltre centottanta anni il mastro birraio Jiři Fusek sovrintende alla produzione di un colosso di quasi 360 milioni di litri l’anno, all’interno del gruppo Plzeňský Prazdroj: con i marchi Kozel e Gambrinus si superano i 10 milioni di ettolitri all’anno. Al termine della visita ci si può fermare presso il ristorante per una sosta rigenerante e acquistare campioni di birra da portare con sé.

Per gli amanti dei piccoli numeri viene in soccorso il birrificio della famiglia Holub a Radobyčice, che si raggiunge sulla ciclabile alla periferia di Pilsen. Il microbirrificio è nato dalla ristrutturazione di un fienile di 200 anni e nella sala degustazione accoglie 25 persone più un giardino per 50 e le birre sono imbottigliate in plastica riciclata. Da provare la rossa.

Dove mangiare, dormire ed eventi da non perdere a Pilsen

spätzle ai funghiSpätzle

Se, dopo l’acquisto di birra, si vuole preparare a casa o mangiare al ristorante uno spuntino tutto ceco, bisogna passare da questi luoghi.

  • Dalla macelleria di David Plzák, a pochi passi dalla cattedrale. Da provare la salsiccia essiccata di carne di manzo e giovenca (hovězí klobása) con un impasto di semi di cumino, pepe e aglio, infine affumicata con legno di ciliegio.
  • Dall'hotel Purkmistr, appena fuori Pilsen. Un’ottima scelta per trascorrere la notte, dove il bagno nella birra è quasi d’obbligo, ma si può scegliere anche quello alla lavanda, alle rose, al cioccolato e alla canapa. Nel ristorante zuppa di gulash e spätzle ai funghi. Se invece volete degustare la birra a casa, vi consigliamo di provare la Pilsner Urquell con sfogliette al radicchio.

Settembre è il mese adatto per visitare Pilsen con il Busker Festival (dal 3 al 6) e il famoso Festival dei microbirrifici d’Europa (il 18 e 19). Musica dal vivo, degustazioni di birra e spettacoli teatrali sono invece la colonna portante dei festeggiamenti popolari che celebrano la produzione della prima cotta della Pilsner Urquell il 3 ottobre.

Birra in cucina: la tradizione boema

Il luppolo boemo gode di grande fama tra i birrai di tutto il mondo e quello della cittadina di Rakovník, 70 km a nord est di Pilsen, è citato in un antico proverbio: “Unus papa Romae, una cerevisia Raconae”, ovvero “Un solo papa a Roma, una sola birra a Rakovník”. Un tempo consumata in grandi boccali di legno e terracotta, la Bionda è ovunque servita in boccali di vetro, ma non di rado entra a far parte delle ricette locali.

Il più noto ricettario della cucina boema, che ancora ai giorni nostri si trova negli scaffali delle cucine familiari, venne scritto da Magdalena Dobromila Rettigová, donna di buona borghesia, nel primo ventennio dell’Ottocento. Successivamente Marie Svobodová pubblica nel 1894 il monumentale Scuola di cucina mentre nel 1905 Anuše Kejřová manda alle stampe il primo ricettario dedicato alla classe operaia, Cucina economica, con oltre mille ricette (consultate sul nostro sito la ricetta originale della zuppa di birra Pilsner). Grande successo infine ha avuto durante il periodo del socialismo reale la sobria raccolta di ricette salva tempo (per l’epoca) della cuoca Juliana Anna Fialová, Cuciniamo anche dopo il lavoro.

Come arrivare a Pilsen

Si raggiunge Pilsen dall’aeroporto di Praga (Easyjet da Malpensa; Rynair da Bergamo, Bologna, Treviso e Ciampino; Eurowings e Wizzair da Fiumicino). Da Praga noleggio automobile da Car Jet.

Riccardo Lagorio

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