Dissetanti, rinfrescanti e dal gusto gradevole, sono facilissime da realizzare e altamente decorative
Potremmo definirle le cugine analcoliche della sangria. Le acque aromatizzate, in fondo, si basano sullo stesso principio: una fresca infusione a freddo di frutta e spezie. Quello che cambia è il liquido. Da una parte vino e brandy, dall’altra acqua fresca. Arricchita al più da un po’ di succo di limone, ma è un dettaglio trascurabile.
Quando si parla di acqua aromatizzata si intende, in genere, dell’acqua minerale, naturale o gassata, resa più profumata e gradevole grazie all’aggiunta di ingredienti freschi lasciati in infusione per un certo tempo. A differenza di succhi, centrifughe o spremute, non abbiamo qui a che fare con una bevanda densa o nutriente in senso stretto. Le calorie sono pressoché nulle e il gusto resta delicato. Anche la proporzione tra la base liquida e gli ingredienti solidi è essenziale. Non si tratta infatti di una macedonia liquida, né di una limonata. L’aroma di frutta, verdura, erbe e spezie si sente, ma il sorso resta pulito. Non a caso, sono preparate solitamente con due o tre ingredienti, in modo da non appesantire la composizione.
Fondamentalmente, le acque aromatizzate dissetano, reidratano e rinfrescano a zero calorie (o quasi). Poi, come raccontiamo in questo articolo dedicato all’acqua aromatizzata fatta in casa, apportano anche piccolissime quantità di sostanze salutari, rilasciate dagli ingredienti aggiunti. Di base, però, quando prepariamo una bevanda di questo tipo vogliamo rendere più gradevole l’acqua. Facendola, già che ci siamo, anche più bella. Preparate in caraffe di vetro e comunque trasparenti, le acque aromatizzate sono infatti anche estremamente decorative, perfette da mettere a tavola soprattutto nella bella stagione, per un pranzo come per un aperitivo in terrazza.
Per preparare l’acqua aromatizzata si usa di solito l’acqua minerale naturale fredda. Liscia e dal gusto neutro, non copre gli aromi e non teme di perdere frizzantezza. Al momento della preparazione può essere sia a temperatura ambiente, per poi essere messa in frigo, sia già fredda. L’acqua frizzante non è vietata, ma tende a modificare la percezione degli aromi e, se lasciata troppo a lungo a riposo a contatto con frutta ed erbe, può perdere vivacità. Non a caso, quando si preparano i cocktail, la si aggiunge solo all’ultimo.
Paragonabili a tisane a freddo, le acque aromatizzate riescono bene quando riuniscono ingredienti capaci di rilasciare profumo e aroma con facilità. Erbe e frutta sono le aggiunte classiche, anche se non mancano gli ortaggi e, per dare una sferzata aromatica, le spezie. Tra la frutta, mele, arance e limoni fanno la parte del leone. Gli agrumi, in particolare, sono un grande classico, dato che tra scorza e succo sono una vera miniera di sapore e freschezza. Dal canto suo, la frutta estiva è impareggiabile per dare note morbide e dolci oltre che regalare una colorazione intensa alla bevanda, in particolare quando entrano in gioco i frutti di bosco. Sbizzarritevi quindi con limone, lime, arancia e pompelmo, ma anche con fragole, lamponi, mirtilli, pesche, albicocche e melone.
Passando agli ortaggi, protagonista assoluto è il cetriolo, che abbandona questa volta compagnia di liquori e distillati per infilarsi, anziché in Moscow Mule o in un Pimm’s, in una caraffa di acqua fresca. Seguendo lo stesso principio e ispirandovi ai classici della mixology, potrete giocare anche con l’aggiunta di coste di sedano o, per dare colore più che sapore, a bastoncini di carota. Poi, via libera a una radice passe-partout come lo zenzero, ai baccelli di vaniglia e alle bacchette di cannella, così come alle erbe più fresche e profumate: dalla menta al basilico, dal rosmarino al timo. Non sottovalutate infine anche le potenzialità dei fiori, dalla lavanda ai fiori di sambuco ai petali di rosa, da scegliere sia per la bellezza, sia per l’aroma. A patto ovviamente che siano edibili e che non esageriate con le dosi.
Preparare le acque aromatizzate è semplice, ma prestando attenzione ai dettagli i risultati saranno nettamente migliori. Il primo passaggio sarà quello della preparazione di frutta, erbe e ortaggi.
Come già detto, l’acqua aromatizzata non deve sembrare una macedonia. Evitate però anche il minimalismo, che una sola fettina o fogliolina profumata fanno tristezza. Regolatevi insomma sulla base dei vostri gusti e sull’intensità degli ingredienti. Se proprio volete una proporzione, contate circa 150-200 g di frutta e ortaggi per litro di acqua.
Le combinazioni possibili tra frutta, erbe e ortaggi sono potenzialmente illimitate, ma alcune funzionano meglio di altre per equilibrio e freschezza. Per esempio, quelle proposte nel nostro servizio sui mix perfetti per l’estate abbinano il cetriolo alla pesca e alla menta, gli agrumi al rosmarino e i lamponi alla vaniglia e all’erba limoncina. La regola generale è cercare un equilibrio tra una componente fresca o acidula, una più morbida e una aromatica.
Accanto alla freschezza, tra i vantaggi delle acque aromatizzate c’è la loro semplicità di preparazione, l’estrema versatilità e la possibilità di realizzarle con ingredienti facilissimi da trovare. Anche così, però, è possibile commettere degli errori.
Le acque aromatizzate danno il meglio di sé quando sono fresche di giornata. Ciò significa che potrete conservarle per circa 24 ore, specie se le avete preparate con ingredienti molto delicati come fragole, pesche, anguria o melone. In alcuni casi potete lasciarle riposare qualche ora in più, ma l'aroma tende comunque a cambiare e la frutta a perdere consistenza. Per non rischiare di rovinare tutto e mantenere il sapore ottimale, filtrate l’acqua dopo il tempo di infusione desiderato. In tal modo verrà a mancare l’elemento decorativo, ma la bevanda manterrà al meglio il proprio aroma.
Camilla Marini