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Celiachia in aumento, come cambia la dieta?

Celiachia in aumento, come cambia la dieta?

Aumentano i casi di celiachia, ma proporzionalmente anche l’offerta di prodotti certificati si è ampliata e mangiare fuori casa non è più un problema. Una corretta alimentazione è centrale per il benessere del celiaco

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I numeri della Relazione Annuale al Parlamento sulla Celiachia sono chiari: in Italia i casi di celiachia continuano a crescere, attestandosi a oltre 182 mila, con una netta prevalenza di casi registrati tra la popolazione femminile (nel 2015 infatti sono state 129.225 le donne, 53.633 gli uomini cui è stata fatta una diagnosi di celiachia). Si tratta di cifre che colpiscono, specialmente se si tiene conto che la celiachia riguarda circa l’1% della popolazione e che dal 2012 al 2014 i casi sono aumentati del 15%; il Ministero della Salute stima che almeno 600 mila persone in Italia potrebbero esserne affette.

Arrivare a una corretta diagnosi non è semplice e non esiste una specifica fase della vita in cui la celiachia insorga, al contrario i sintomi (spesso non riconosciuti) possono comparire senza preavviso: “La celiachia è una delle patologie permanenti più frequenti che può manifestarsi in qualsiasi fase della vita, dallo svezzamento fino alla terza età. La dieta “senza glutine” è l'unica terapia capace di garantire al celiaco un perfetto stato di salute. È stata inoltre identificata da pochi anni una ipersensibilità al glutine “non celiaca” che sembra essere addirittura più frequente della celiachia. Il regime alimentare senza glutine può essere scelto anche da chi non ha problemi di celiachia: il glutine, infatti, non ha un valore nutrizionale ed eliminarlo non toglie nulla di essenziale alla propria dieta” ha spiegato a margine di un incontro sul tema il prof. Alberto Ravelli, medico pediatra presso gli Spedali Civili di Brescia, specializzato in gastroenterologia pediatrica e malattie del fegato e del ricambio.

Una corretta alimentazione è quindi centrale per il benessere del celiaco, che dopo la diagnosi si trova a dover modificare radicalmente la propria dieta, eliminando tutti i cibi contenenti glutine, ossia tutti quelli a base di frumento, orzo, segale, farro e kamut. Negli ultimi anni però la gamma di alimenti gluten free si è molto ampliata e parallelamente ne è aumentata la qualità, permettendo così di superare le privazioni alimentari e trovare alternative che non costringono a rinunciare al gusto e al piacere di stare in tavola. Resta cruciale il tema della sicurezza alimentare e del controllo dei processi produttivi, particolarmente delicato in relazione ai pasti consumati fuori casa.

Proprio per rispondere all’esigenza dei celiaci di consumare anche fuori casa dei pasti in tutta sicurezza, IBIS - brand storico nel settore dei salumi e degli snack controllato da Italia Alimentari (Gruppo Cremonini) - ha lanciato recentemente una nuova linea di tramezzini gourmet senza glutine, la cui produzione è realizzata in un reparto completamente separato dal resto delle attività, certificato e autorizzato a confezionare snack gluten free, e che saranno acquistabili non solo nella grande distribuzione e nei negozi specializzati, ma anche nei punti vendita Chef Express di tutta Italia presso autostrade, aeroporti e stazioni ferroviarie.

Claudia Minnella
giugno 2017

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