Pane: si spreca ancora, ma un po’ meno

Pane: si spreca ancora, ma un po' meno

Ogni giorno, in Italia, se ne buttano 13 mila quintali sui 72.000 prodotti. Colpa delle cattive abitudini e delle esigenze di marketing. Ma stiamo imparando a diventare più virtuosi

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Con il pane invenduto ogni giorno da una delle 41.000 panetterie italiane, si potrebbero sfamare in media 10-12 persone, arrivando a un totale che sfiora il mezzo milione di bisognosi. Anche se, negli ultimi tempi, nel nostro Paese i consumatori sono molto più attenti alla spesa e cercano di limitare gli sprechi, si continua a buttare ancora troppo cibo, compreso il pane. Ogni anno, una famiglia getta complessivamente nella spazzatura alimenti ancora buoni per un totale di circa 330 euro.

Secondo l’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori), che fornisce questi dati elaborando quelli forniti dalle associazioni di categoria, ogni giorno rimane invenduto oppure viene acquistato e non consumato circa il 18% del pane fresco prodotto: vale a dire ben 13.000 mila quintali sui 72.000 sfornati. Così, a fine anno, l’ammontare dello spreco, in euro, arriva oltre i 43 milioni.

Il settore in cui risulta più difficile porre argine a questo fenomeno è quello della grande distribuzione, che rappresenta il 40% del mercato. Supermercati, ipermercati e discount sono praticamente costretti, per così dire, a “preventivare” lo spreco in quanto, per esigenze di marketing, devono presentare fino all'ora di chiusura gli scaffali sempre colmi di numerosi formati di pane appena sfornato. In tal modo, circa il 25% del prodotto di giornata viene buttato perché invenduto. E bisogna anche rilevare che l’operazione di smaltimento (di cui in genere si occupano i panificatori che forniscono i punti vendita) ha un costo che, fatalmente, incide sul prezzo finale del prodotto.

In ogni caso, nonostante questi dati facciano una certa impressione, va segnalato che gli italiani hanno fatto registrare un’inversione di tendenza. Complice la crisi, ma anche grazie a un’effettiva attenzione virtuosa, si stanno abituando a gettare meno cibo e, quindi, anche a riutilizzare il pane. Circa la metà, si è abituata a mangiare quello del giorno precedente scoprendo che, quando è di buona qualità, basta semplicemente riscaldarlo in forno per mettere in tavola un prodotto gradevole. Quasi un quinto, se prevede di non usarlo a breve termine, lo surgela. Poi c’è chi lo grattugia o chi (soprattutto se vive in campagna) lo impiega come mangime per gli animali.

Alessandro Gnocchi
11 gennaio 2016

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