Lezione di Aimo Moroni al Master della Cucina Italiana

Lezione di Aimo Moroni al Master della Cucina Italiana

Una giornata di studio e alta cucina: si è chiuso il 4 luglio il Master della Cucina Italiana con una lectio magistralis del Maestro Aimo Moroni. Ora gli studenti sono pronti per i 4 mesi di pratica e apprendistato

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“Come Prometeo per puro amore ha donato il fuoco agli uomini, così Aimo è destinato a dare come tutti i poeti, senza chiedere nulla in cambio, perché la sua gioia e ragione di vita è nella scoperta della gioia donata ai Clienti, unico segno che non è passato per questa Terra invano. Aimo è un Buono in maniera assoluta, non per debolezza ma per scelta. Non amare quest’uomo equivale a dimettersi dalla razza umana”.

59695È con queste parole scritte tanti anni fa dall'amico fraterno Franco Angelini, dopo aver goduto a cena dell'arte culinaria di Aimo Moroni, che ha inizio la lectio magistralis di quest'uomo, padre nobile della cucina italiana.
Le parole, lette dalla giovane assistente Marta, descrivono un amore incondizionato per la cucina alla quale ha dedicato 67 anni della sua vita. E che traspare in ogni suo gesto e parola come quando, parecchi minuti prima dell'inizio della cerimonia conclusiva del Master della Cucina Italiana 2014, che ha diplomato o, meglio, consegnato a 20 allievi il “bilancio delle competenze acquisite”, entra nelle cucine operative.

“Maestro” è la parola che riecheggia e “Cuoco” è come ama essere chiamato. Non Chef. E questo la dice lunga circa la sua umiltà in un mondo, quello della cucina odierna, esasperato dal protagonismo e dal chiacchiericcio sterile.
Saluta i ragazzi, li rassicura, si complimenta, appoggia delicatamente la mano sulle braccia coperte dalle giacche linde, indossate con malcelato orgoglio ma anche con la consapevolezza che in queste ore si determina un nuovo inizio per ognuno di loro.

59696Raccomanda di non smettere mai di studiare, di ricercare, di continuare in quella maieutica personale che trasforma un lavoro in una missione.
“Fare il cuoco non è un lavoro ma una scelta di vita! Dovrete lasciare i libri ed uscire per scoprire la materia prima, imparare a conoscerla e ad amarla, ad emozionarvi toccandola, entusiasmandovi di come riuscirete a trasformarla solo perché in voi vi è conoscenza profonda e curiosità, che non dovrà mancare mai”.

Le parole che aveva dedicate ai ragazzi, così intense, diventano poi tesoro per tutta la platea di giornalisti, esperti del settore enogastronomico e naturalmente i parenti, accorsi a festeggiare gli obbiettivi raggiunti dai loro “ragazzi”.

Aimo Moroni continua nella lectio che diventa in realtà una chiacchierata tra amici, dove le confidenze e gli aneddoti tradiscono una vita vissuta molto più che a 360°: non con la smania di arrivare ma con il desiderio di donare. E suggerisce agli allievi, che durante i cinque mesi di corso hanno saputo formare un gruppo, una brigata eterogenea ed entusiasta (per quanto diversissime siano le singole storie personali), una frase che per Aimo è stata la chiave di volta di una vita dedicata alla cucina: “Il talento da solo vale poco. Ciò che separa il talentuoso dalla persona di successo è il duro lavoro”.

Racconta di quando tutte le mattine andava al mercato e si lasciava sedurre da primizie ed eccellenze, propostegli da coltivatori ed allevatori sapienti, con le quali tornava in negozio (proprio così, Aimo il suo ristorante lo chiama “negozio”) e faceva impazzire la brigata perché bisognava riscrivere il menù per la serata. Esatto, riscrivere: quest'uomo, dallo sguardo sorridente ed azzurro più del cielo, ogni giorno, per 40 anni, ha scritto a macchina i menù, duplicandoli grazie a delicate veline ed eteree carte carbone.

I ricordi e le raccomandazioni, tra le quali, rammentare agli allievi che hanno il suo numero di cellulare e lo possono chiamare in qualsiasi momento, giungono verso la conclusione e, prima di dare la parola a tutti i docenti che hanno saputo trasmettere agli allievi la chiave “per aprire la mente”, Aimo Moroni conclude con una frase che è il mantra di una vita: “Ci vuole Amore! Questo non è un mestiere è una scelta di vita che fa felici migliaia di persone. Buon lavoro. E che il Signore vi aiuti”.

Anna Maria Pellegrino
5 luglio 2014

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