Le 10 regole per una spesa perfetta

Le 10 regole per una spesa perfetta

Ecco il vademecum degli esperti per fare una spesa sana e intelligente

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Caucasian woman shopping in drugstore
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Cresce sempre più l’attenzione verso una spesa consapevole e attenta. I consumatori sono più informati e ci tengono a non incappare in errori e fregature. Fare la spesa bene è un'arte, a partire dalla lista. Per la spesa sana ed etica un'opzione sempre più diffusa sono i mercati contadini in città: anche in quel contesto ci sono delle regole da seguire. E a maggior ragione ve ne sono quando ci troviamo tra le corsie di un supermercato: anchi lì possiamo lasciarci guidare dagli occhi e dal naso, ma dobbiamo essere consapevoli di alcune cose basilari.

A dar manforte ci sono gli esperti, a partire da quelli del Ministero della Salute, che già da qualche anno hanno messo a punto una lista di consigli utili per un acquisto responsabile. Che rafforziamo e integriamo con qualche osservazione del dottor Alberto Fiorito, medico esperto in nutrizione.

"La prima regola? Leggere le etichette, non illudersi di comprare una cosa al posto di un'altra - osserva Fiorito - "Ci sono ingredienti nascosti da sigle. Per esempio ci sono enormi quantità di zucchero nei cereali per bambini, sotto forma di sciroppo di glucosio, fruttosio... Se i genitori se ne accorgessero veramente, non li comprrebbero mai! Fino a quando non ci saranno leggi che garantiscono la qualità di ciò che si porta in tavola, il cittadino deve sostituirsi. Facendo scelte consapevoli".

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Parliamo di etichette, dunque. Ecco come leggerle, secondo il Ministero.

1 Occhio allo “stato fisico”. Accanto alla denominazione, ovvero il tipo di prodotto, deve essere indicato se l’alimento è in polvere, ricongelato, liofilizzato, surgelato, concentrato, affumicato… anche i trattamenti che ha subito devono essere riportati con precisione. Per esempio, per i prodotti congelati prima della vendita e che sono venduti decongelati sarà obbligatoria la dicitura “decongelato”.

2 Scadenza e durabilità. Per evitare rischi per la salute, ma anche sprechi, distinguiamo le due indicazioni che possiamo trovare sulla confezione del prodotto.  
Data di scadenza: nel caso di rapida deperibilità la data è preceduta dal classico “Da consumarsi entro” che rappresenta il limite oltre il quale il prodotto non deve essere usato.
Termine minimo di conservazione (TMC): nel caso di alimenti che possono essere conservati più a lungo si troverà la dicitura “Da consumare preferibilmente entro” che indica che il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche come il sapore e l’odore, ma può essere consumato senza rischi per la salute.

3 Pubblicità o informazione ? Quando leggiamo in etichetta notizie tipo “a basso contenuto di grassi”, “fonte di acidi grassi omega-3” o “ricco di fibre” dobbiamo tener conto che sono informazioni nutrizionali che il produttore decide di valorizzare per indirizzare le scelte del consumatore.

4  Elenco degli ingredienti. Sono tutte le sostanze impiegate nella produzione. Il prodotto che compare per primo è quello presente in percentuale più elevata e così via a scendere. Anche i prodotti sfusi e i cibi serviti nei ristornanti devono riportare obbligatoriamente queste indicazioni. Nel caso siano presenti oli vegetali o grassi vegetali ci sarà un apposito elenco che ne indicherà l’origine specifica (come per esempio olio di palma, olio di cocco, grassi idrogenati ecc.)

 5  Paese di origine o luogo di provenienza. Questa indicazione, già obbligatoria per alcuni prodotti come carni bovine, pesce, frutta e verdura, miele, olio extravergine d’oliva, viene estesa anche a carni fresche e congelate delle specie suina, ovina, caprina e avicola.

 6  Informazioni sul produttore e l’importatore. Anche queste indicazioni sono riportate sulla confezione.  

7  Netto o sgocciolato? Prestare attenzione a questa indicazione relativa al peso può evitare di incorrere in brutte sorprese, perché la dimensione della confezione non sempre corrisponde alla quantità di prodotto in essa contenuto.

8  Dichiarazione nutrizionale. Sono obbligatorie le indicazioni su valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. La dichiarazione nutrizionale può essere integrata con l’indicazione sugli acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, amido, fibre. Il valore energetico è riferito a 100 g o 100 ml dell’alimento oppure alla singola porzione.

 9  Gli allergeni. Una delle novità più importanti riguarda l’indicazione degli allergeni che devono essere evidenziati in etichetta con carattere diverso rispetto agli altri ingredienti.

10  Come conservare o utilizzare un alimento. Le condizioni di conservazione devono essere indicate per consentire una conservazione e un uso adeguato degli alimenti dopo l’apertura della confezione.

Patrizia Zanette
12 giugno 2014
aggiornato da Stella Rita
marzo 2018

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