Come lavare l’insalata (e non solo) in modo sicuro

Come lavare l’insalata (e non solo) in modo sicuro

Un sondaggio italiano evidenzia gli errori casalinghi e promuove le insalate in busta. Ecco come trattare frutta e verdura

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Lettuce leaves in a strainer
Sale&Pepe

Da chi pulisce la mela strofinandola con le mani a chi invece lava le insalate in busta già lavate, la gamma di abitudini nel trattare frutti e ortaggi è vastissima e non priva di paradossi. È quanto emerge da un’indagine dell’Izs (Istituto zooprofilattico sperimentale ) delle Venezie condotta su 200 famiglie italiane e quattro stabilimenti di produzione. Come riportano oggi le pagine del Corriere della Sera, ecco i risultati del sondaggio, raccontati dal dottor Renzo Mioni dell’Izs: il 18% non lava frutta e verdura e del rimanente 82% la metà usa solo acqua, circa 1 quarto utilizza il bicarbonato, circa 1 quarto usa disinfettanti a base di cloro, una minima percentuale utilizza sale o aceto. Sorprendentemente alta la percentuale, circa il 50%, di quanti lavano di nuovo le insalate in busta già lavate.

Qual è il modo migliore per lavare i vegetali?

1) Innanzitutto il lavaggio deve avvenire subito prima del consumo. Mettere in frigo verdura e frutta già lavati non serve: il frigo non è un ambiente sterile quindi gli alimenti si “sporcano” al suo interno, inoltre l’umidità che rimane sui vegetali dopo il lavaggio può far sviluppare muffe.

2) Il disinfettante migliore è il bicarbonato, innocuo, inodore e insapore, oltre che più efficace di aceto o sale. I prodotti a base di cloro hanno odore sgradevole e sono di fatto una soluzione eccessiva. Sono consigliabili solo per le donne in gravidanza non immuni alla toxoplasmosi e alle persone immunodepresse.

3) Il lavaggio ideale è in una bacinella di acqua possibilmente non ghiacciata con 2 cucchiai di bicarbonato. Dopo un ammollo di 15-20 minuti è bene strofinare i vegetali con le mani e quindi sciacquare bene.

Le insalate già lavate in busta sono sicure?

La risposta è sì (anche in questo caso fanno eccezione solo donne in gravidanza non immuni alla toxoplasmosi e alle persone immunodepresse).
Il processo industriale prevede 2-3 lavaggi con acido acetico o peracidi, l’asciugatura in appositi tunnel di ventilazione, la confezione e la distribuzione entro 24 ore.

Si tratta di prodotti sicuri e non solo non serve lavarli di nuovo, ma può essere addirittura controproducente: una sciacquatina nel lavandino rischia di “sporcarli”. Senza contare che costano di più rispetto alla verdura non lavata e hanno lo scopo di far risparmiare tempo, quindi non ha molto senso pagare per un servizio che poi viene ripetuto a casa.

Il problema di questi prodotti piuttosto delicati, semmai, è la conservazione: il tempo tra l’acquisto e l’arrivo in frigorifero deve essere minimo e vanno rispettate le date di scadenza, per evitare il formarsi di condensa e quindi di muffe.

Attenzione anche a non fare confusione tra prodotti di quarta gamma e prodotti prima gamma (vedi tabella sotto): esistono alimenti, come certe verdure in foglia (spinaci, coste e via dicendo), che pur essendo confezionati in busta appartengono alla prima gamma, cioè non sono lavati. Per essere certi che un prodotto appartenga alla quarta gamma bisogna che sulla confezione sia scritto esplicitamente che è stato lavato ed è pronto per il consumo.

Ecco una tabellina della catalogazione dei vegetali in commercio:
Prima gamma: ortofrutta fresca tradizionale.
Seconda gamma: ortofrutta e verdure in conserva proposte in barattolo.
Terza gamma: frutta e verdure surgelate.
Quarta gamma: ortofrutta fresca, lavata, confezionata e pronta al consumo.
Quinta gamma: frutta e verdure cotte e ricettate, confezionate e pronte al consumo.

Cristiana Cassé
20 ottobre 2015

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