Cibi non sicuri, gravi rischi per la salute

Cibi non sicuri, gravi rischi per la salute

L’Oms ha lanciato un allarme inquietante: virus e batteri provocano più di 200 malattie. Ecco le misure per evitare i rischi

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Close-up of woman's hands in rubber gloves using spray cleaner.
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Due milioni di persone muoiono ogni anno a causa del cibo poco sicuro. È il monito lanciato dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, in occasione dell’imminente Giornata mondiale della salute in programma per il prossimo 7 aprile.

Cibi contaminati da batteri, virus, parassiti e sostanze chimiche sono responsabili di oltre 200 malattie, che vanno dalla dissenteria al cancro.

Certo, la maggior parte dei decessi si verifica nelle zone più sfortunate della Terra, dove ben 1 milione e 500mila bambini sono uccisi dalle malattie diarrotiche, collegate a cibi e acqua contaminati. Qui gli interventi necessari dovrebbero essere energici e radicali, per affrontare alla base le cause che provocano questa orribile ecatombe.

Ma anche nelle regioni più fortunate del Pianeta, come nelle nostre cucine, non bisogna abbassare la guardia.

L’Oms ha sottolineato alcune regole valide per chiunque si trovi a maneggiare cibo, dai coltivatori e allevatori ai distributori, dai negozianti ai consumatori.

La regola principe è quella della pulizia. Sembrerebbe banale, ma non è mai tempo sprecato ricordare di lavarsi le mani prima di maneggiare il cibo. L’igiene non deve essere indirizzata solo alle nostre appendici, ma anche a tutte le superfici e gli strumenti che entrano in contatto con gli alimenti. È inutile disinfettarsi le mani, se poi appoggiamo il cibo su un tagliere sporco o su un piano di lavoro che crediamo di avere pulito con una spugnetta usata da settimane.

Nelle nostre case vivono milioni di animali domestici, che sono golosamente attratti dalla nostra attività ai fornelli. Non facciamo salire i gatti sul piano di lavoro e non accarezziamo il cane mentre affettiamo le verdure. Li coccoleremo dopo…anche con un piccolo avanzo.

Altra regola da non dimenticare è quella di tenere rigorosamente separati i cibi cotti da quelli crudi. Questi ultimi potrebbero contaminare con la loro “naturale” carica batterica quelli che la cottura ha “sterilizzato”. Seguendo questo principio, è essenziale cuocere a lungo carni (specialmente il pollame), uova e frutti di mare. Minestre, zuppe e stufati devono superare in cottura sempre i 70°.

Non lasciate cibi cotti a temperatura ambiente per più di 2 ore e mettete subito in frigo, a una temperatura di almeno 5°, tutti gli alimenti deperibili appena acquistati. Attenzione anche allo scongelamento degli alimenti surgelati. Non lasciateli scongelare a temperatura ambiente, ma in frigo.

Impiegherete più tempo, ma non sarà tempo sprecato.

Mauro Cominelli
31 marzo 2015

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