Mai più apericena: vogliamo la merenda

Mai più apericena: vogliamo la merenda

C’è chi dice che comunque la si chiami è un po’ la stessa cosa. Ma in realtà, pur essendo parenti, la merenda e l’apericena sono diversi per concezione, stile e ingredienti. Ecco qualche idea per la merenda, che non vuol essere apericena.

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Sale&Pepe

178678Tendenza apericena

Che la tendenza sia ormai l’apericena, neologismo che indica la cena a buffet che si consuma nei locali all'ora dell'aperitivo, è risaputo. In realtà la scheda della Crusca per questo neologismo dilagante, per alcuni fastidioso, non è ancora arrivata, ma il concetto di pausa enogastronomica prima della cena (o addirittura in sostituzione) non ha in realtà molto a che fare con la vecchia merenda. Non lo ha nel senso che gli ingredienti più assidui di questi due momenti sono spesso differenti e non lo ha nelle modalità, nei tempi e nel significato.

178675Il movimento della merenda

E ci sono quelli che rivogliono la merenda, sulle orme della merenda sinoira dei contadini piemontesi, fatta di cibi semplici e di lentezza in un orario per nulla casuale, per favorire poi una cena frugale, leggera e salutare nel momento in cui si era più orientati verso il giaciglio che verso il desco. Per certi aspetti è un movimento culturale quello della merenda ed è interessante analizzare le ovvie similitudini tra merenda e apericena, ma anche le differenze sostanziali. Magari per rilanciare la prima.

Fascino della merenda di fine sera

Nel Piemonte rurale infatti la merenda di fine sera, prima dell’ultimissima dose di lavoro nei campi, aveva ovviamente un forte valore simbolico e la differenza con l’apericena attuale è profonda, anche per un valore culturale. Oggi, oscurata dall’apericena, le cui varianti sono ormai imbarazzanti e vanno da aperiterme a aperifish per arrivare all’aperimessa, la vecchia merenda salata mantiene comunque una tradizione in alcuni bar/ristoranti/locande delle realtà locali più raccolte e genuine: dal salame ai fritti, dai sottaceti al formaggio, le idee per una merenda gustosa e creativa (che non sia apericena) sono moltissime. Ed è prevedibile che i posti da merenda tornino in auge.

I posti da merenda

Prima che i pasti diventassero un’occasione social e non una necessità nutritiva, il concetto di aperitivo-cena esisteva già, ma questa pausa veniva declinata diversamente. Molto dopo la merenda sinoira piemontese, ma molto prima dell’avvento dell’apericena (o aperifish, aperiterme e aperimessa), esisteva semplicemente la merenda, da consumare in quei posti diffusi in certe località dell’entroterra dove si poteva sostare, avvolti da un confortevole panorama, per un fave-e-salame con bicchiere di vino, magari una partita a carte. E se le vecchie merende, sull’onda della rivincita del vintage, stessero tornando? Non più apericena, momento mondano in cui nel buffet dilagano spritz e tartine, ma pane contadino, formaggio, fiasco di vino, salame.

Idee originali

In Alto Adige accostano ai salumi di propria produzione i sottaceti, mentre in Liguria si possono trovare cucculli e focaccia, la frittata è un evergreen come lo è il vecchio e intramontabile pane con l’olio, magari addirittura la soma d’aj, ricetta tipica piemontese, costituita da una fetta di pane sfregata di aglio e cosparsa d'olio d'oliva. Il tutto, ça va sans dire , accompagnato da un vino di produzione propria. Nel pinerolese per esempio si usava bere il picheta. Ma in realtà il fiasco di vino va sempre bene. Purché non sia uno spritz.

Emanuela Di Pasqua,
15 ottobre 2019

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