Dalle altane veneziane alle scogliere della Costiera e delle isole: un tour tra tavoli panoramici ed eccellenze culinarie da provare almeno una volta
A Roma o a Venezia si potrebbe fare un tour… Mangiare in terrazza ogni sera per due settimane e godersi la vista del Cupolone o del Canal Grande davanti a un calice e con quelli a cui vuoi bene. C’è tutto in una serata in terrazza: panorami mozzafiato, mare, montagna, colline, laghi, rocce, scogli, porti. E tanto romanticismo, fascino, talvolta la musica in sottofondo. Ma a tutto ciò bisogna abbinare una cena di qualità. E in questo lungo viaggio che tocca le grandi città, ma anche Alghero, Castelsardo, Matera, Numana, Positano, Portofino, parliamo di quel che significa vivere un’esperienza da sogno. Con vista, certo, ma pure di piatti e portate indimenticabili. Tanto da volerci tornare…
@Otium Rooftop In città a Torino… con rooftop e piscina a sfioro dal meraviglioso fondale. Meglio di così. L’Otium gode di una terrazza panoramica e solarium. E una cucina aperta tutto il giorno. Ci sono menu dedicati a ogni momento della giornata. A partire dalle colazioni, incuriosiscono la frittatina all’amatriciana, i tajarin alla Nerano, gli spaghetti con vongole veraci zafferano e limone, il maialino in crosta di nocciola, spuma di tonno e scarola. Tantissima fantasia nei dessert. Merita il brise, albicocca, cioccolato bianco e croccante alla mandorla.
È per tanti la più suggestiva e affascinante terrazza d’Italia. Vuoi una cena romantica? Vai allo Splendido… Dall’hotel (Belmond) ti conduce una navetta e dalla collina di Portofino scorgi il golfo. Premesso: il prezzo medio è di 160 euro… Ma fa parte del gioco, anzi dello Splendido Dav… Consigli per la cena in cui c’è la mano dello chef Corrado Corti? I fusilli all’astice con bisca e broccoli, gli gnocchi alla zucca di Rocchetta, l’omaggio a Lia Taylor con gli spaghetti ai tre pomodori, l’omaggio al territorio con il minestrone alla genovese con pesto di basilico, il vitello tonnato o i pesci alla griglia. E tanta piccola pasticceria.
Dal ristorante panoramico del famoso cinque stelle si domina Milano, si intravede anche il Duomo. “Viaggio d’estate” è il percorso gastronomico ideato dallo chef Andrea Calia di Dio con la supervisione di Vincenzo Lebano. Il progetto vuole reinterpretare la tradizione italiana in chiave contemporanea. Con nuovo proposte ispirate al mare e ai sapori di stagione. La sezione dolci è curata dal pastry chef Francesco Gramuglia. Perché non provare la ricciola alla brace o gli spaghettoni Masciarelli “Miseria e nobiltà” con pane atterrato e caviale di aringa, o la spigola all’acqua pazza. Per concludere con un sorbetto limone e vaniglia. Da segnalare la collaborazione con Veuve Cliquot champagne fondamentale anche per la creazione della drink list fior alta da Andrea Griggion.
Una terrazza, anzi due… Dal tredicesimo piano, a due passi dalla stazione centrale, si domina la città, dal quarto piano, dove è posizionato il Rivington, è come stare in terrazzino…. Ma tutto è più raccolto e con un menu newyorkese dove si spazia dall’hamburger alle ribes, dalla strip al surf and turf, il classico piatto con astice e filetto. Pe concludere con l’amatissima cheese cake. Tutto sotto la regia dello chef Roma Radisson. Ve ne abbiamo parlato anche qui.
Venezia vista dall’alto è ancora più bella. La terrazza Gabrielli dell’omonimo Starhotels col suo bar panoramico è un luogo ideale da vivere d’estate. Qui veniva anche Franz Kafka. In più c’è il giardino interno, uno dei pochi privati della città lagunare. Alla guida del ristorante c’è lo chef veneziano Mirko Pastorello. La sezione mixology è affidata a Diego Filippone, sempre veneziano. Tra i piatti, a prezzi altissimi, meritano una particolare attenzione le capesante arrostite con fiori di zucca, i tagliolini alla busara di crostacei con cialda di gambero rosso di Mazara crudo, scampi e gamberi scottati, bisque di astice e pomodorini confit, i Risi e bisi con asparagi di Bassano e olio di maggiorana, il lingotto al cocco e lime.
Affacciato sul Canal Grande, ammirando il campanile di San Marco. Basterebbe questo piccolo grande particolare per godersi un pasto da sogno in un’atmosfera unica. Lo chef Giancarlo Bellino pensa alla cucina, che segue la tradizione veneziana, ma non solo. Tra le proposte gli scampi in saor e i bottoni di branzino burro al limone e caviale. Insomma, piatti eleganti che esaltano le materie prime, tutte di alta qualità.
Qui siamo nel veronese, nella terra del Bardolino, tra le bellezze del Lago di Garda. Al ristorante di Cordevigo si mangia in terrazza all’interno di una dimora a cinque stelle. Una location tra il verde dei filari, il profumo del giardino e l’immancabile piscina. Si punta su piatti estivi: il magatello di vitello con salsa tonnata e capperi del Gargano, il carpaccio di manzo con erbe amare, olio extravergine di produzione propria, Monte Veronese stagionato e senape. Occhio al piatto vegetale con rapa rossa e kiwi salato. Il resto è la poesia del paesaggio.
Il Grand Hotel Minerva progettato negli anni Sessanta da Carlo Scarpa ed Edoardo Detti dispone di rooftop e piscina e si affaccia sui tetti di Firenze e su piazza Santa Maria Novella. Con lo sguardo che si apre sulla cupola del Brunelleschi. Un incanto. Si può anche semplicemente fare un aperitivo (fino alle 21.30) con menu à la carte. Il ristorante La buona Novella propone i grandi classici della cucina toscana, ma anche hamburger di manzo, vegetariani o di rana pescatrice. Da segnalare la parmigiana di melanzane contemporanea. Se siete in città e avete il tempo di provare anche altri indirizzi, abbiamo preparato una guida per voi su dove e cosa mangiare a Firenze.
Un ristorante con terrazza-piattaforma sulla spiaggia. Fai il bagno e sali a mangiare sulla palafitta, accolto dalle stelle di Moreno Cedroni e dalla cortesia della moglie Mariella. Siete davanti al mare di PortoNovo, a pranzo c’è una carta, la sera il menu è degustazione (susci memories e susci vietnamita). Siamo sopra i 100 euro. Ma l’esperienza è unica. Ovviamente si punta sul mare: se si va sulla carta (assolutamente alla portata) i must sono la ricciola con uovo centenario al latte di cocco, il polpo con pappa al pomodoro, burrata e bottarga di muggine, il riso ai tre sughi: pesto, frutti di mare, funghi e mango fermentati, la sogliola al cartoccio con zenzero, lemongrass, erbe aromatiche e melanzana arrostita.
Nel centro storico di questa località di mare del Conero a pochi passi dalla piazzetta ecco la Terrazza. E il nome dice tutto. La panoramica sulla riviera sud del Conero è proprio mozzafiato. Gianluca Balducci punta sul pesce e sulle paste fatte in casa. Da provare i passatelli con sugo bianco di pesce, ma anche i paccheri Felicetti con tonno fresco alla cacciatora. Tra i secondi spiccano l’ombrina al sentore di brace e limone e la cotoletta di merluzzo con chutney di ananas.
La terrazza Modius ha creato un format denominato “Estate italiana”. E Roma dall’alto non ha bisogno di presentazioni. Perché tutto sa di storia. Tutto nasce in collaborazione con Ciampini Roma e il punto di forza è il gelato da gustare in terrazza. L’allestimento è stato pensato col mitico carretto che contiene i gusti iconici della notissima insegna. Il gusto del 2026 è “Roma Antica”, in onore al nome dell’hotel. Un inedito e raffinato incontro tra pesca e pinoli. Oltre ai gelati una ricca drink list. E dalle 18.30 il dj set ispirato alle sonorità degli anni Settanta e Ottanta.
Il locale più iconico di Ponza ha cambiato location nel corso degli anni ed è davvero un belvedere. La vista sull’isola è spettacolare. Come per altri ristoranti, ma l’Acqua Pazza, stellato sotto la guida di Patrizia Ronca e del marito Gino Pesce, che sta in sala, rappresenta il simbolo gastronomico di Ponza. Anche per i prezzi, sopra i 100 euro. Immancabili i tortelli di dentice con salsa di pomodoro cruda, le linguine con dentice, limone e basilico, i fusilloni con burro salato, bottarga di tonno e black lime. Uno spazio per il dessert con caffè, nocciola e arancio.
Dal 10° piano il Golfo di Napoli è uno splendore. In questo rooftop con piscina annessa c’è spazio soltanto per i clienti dell’hotel Romeo che possono godersi una cena romantica e, naturalmente, di altissimo livello e pure a un costo particolarmente elevato. Il club sandwich costa 37 euro… Spiccano gli spaghetti ai tre pomodori, corbarino, caramella e datterino giallo. Le linguine con bisque di gamberi e dragoncello, il polpo alla griglia e il babà tradizione. Ma l’hotel è anche a Roma, dove prende il nome di Romeo Roma, sempre con terrazza che affaccia su piazza del Popolo e che concede l’entrata anche agli esterni. Qui funziona l’aperitivo in una partnership con Krug. Champagne a volontà e una serie di stuzzichini che accompagnano.
Le camere sulle terrazze come le piscine e la vista di Positano dal centro storico. A 70 metri dal mare. L’esperienza è a 5 stelle, ma da sogno. E quella al ristorante La Sponda vale la pena. Ovviamente dalla terrazza. Qui è il regno di Gennaro Russo e della sua brigata. Ogni piatto andrebbe provato. Dai calamaretti ripieni ai tonnarelli di pasta fresca all’aragosta. Dai rigatoni al ragù napoletano con filoche di carne, polpettine e involtini di manzo agli scampi arrostiti con flan di carote all’arancia e caviale Calvisius. Una sinfonia gastronomica.
In un palazzo antico di una delle famiglie più aristocratiche della città nasce questo ristorante che gode di una splendida vista sui meravigliosi Sassi di Matera. Alla guida della brigata c’è Michele Castelli che ha fatto un'importante esperienza con Bottura prima di tornare al “suo paese”… Del cibo stellato meglio non perdere le mafalde gratinate al ragù di cortile e spuma di mimar alla salvia, i tubettini con emulsione di molluschi e sugo di albicocca, la cotoletta di faraona con salsa alla cacciatora e la coda di rospo gratinata con burro bianco e pomodoro secco.
Il Grand Hotel Timeo è stato il primo albergo di Taormina, costruito a pochi passi dalle architetture antiche. Dalla terrazza c’è l’Etna all’orizzonte, qualcosa di straordinario. Il ristorante Otto Geleng è stellato. Sì comincia dal mattino con le brioche con la granita e i cannoli. Si mangia anche la pizza, ma il punto di forza è il josper col grill per carne e pesce.
Affacciati sul porto di Alghero tra barche e tramonti. Una goduria. Un ex cestista, Emiliano Salvatore, si è buttato in questo progetto, dove qualità e materie prime sono tutto. Spesa dai piccoli produttori, verdure dall’azienda “l’Orto sotto casa”, le carni dall’azienda della famiglia Milia di Bortigali, il pesce dai pescherecci della cooperativa Giovanni Nonno di Alghero, la carne sarda. Tradizione sì, ma anche raffinatezza. Da provare i crudi di mare, la fregola con zuppetta di pesci di scoglio, molluschi e crostacei, l’aragosta alla catalana (ad Alghero le aragoste ci sono).
Una vista panoramica su tutta questa cittadina del sassarese dove la gastronomia è una fede. Ma. L’Incantu ha il privilegio di una terrazza e di trovarsi all’interno del complesso Bajaloglia. Cucina ricercata, con tanta attenzione al pescato locale. Come le ostriche di San Teodoro. Da provare il carpaccio di polpo alle fragole di campo, i paccheri con triglie, cappone e crema di basilico, la calamarata con cozze e pesto e pachino di Sardegna. E tenetevi uno spazio per la degustazione di mini dessert.
Francesco Velluzzi, per quasi tutti Bibi, è nato a Cagliari nel 1966. A Milano dal 1992 per scrivere di basket, dal 1997 è alla Gazzetta dello Sport ma ha scritto e lavorato anche per Corriere della Sera, Radio Rai e Rtl 102,5. Giornalista per passione, si occupa tanto di calcio, ma per non vivere di solo pallone, adora imparare con il food! Ama – da buon sardo – il maialetto arrosto, ma pure il ragù, il polpo e la zuppa inglese. Ha scritto anche due libri: “Mio marito è un calciatore” edito Sonzogno e “I peccati di gola dei campioni” per Trenta Editore
Francesco Velluzzi, per quasi tutti Bibi, è nato a Cagliari nel 1966. A Milano dal 1992 per scrivere di basket, dal 1997 è alla Gazzetta dello Sport ma ha scritto e lavorato anche per Corriere della Sera, Radio Rai e Rtl 102,5. Giornalista per passione, si occupa tanto di calcio, ma per non vivere di solo pallone, adora imparare con il food! Ama – da buon sardo – il maialetto arrosto, ma pure il ragù, il polpo e la zuppa inglese. Ha scritto anche due libri: “Mio marito è un calciatore” edito Sonzogno e “I peccati di gola dei campioni” per Trenta Editore