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Branded ChannelPic nic? No, pic nice

Pic nic? No, pic nice

Un’esperienza nuova, chic e indimenticabile. Da fare lungo la Strada del vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia. Tra i vigneti delle cantine storiche, i boschi e i prati di piccoli agriturismi sino al mare che lambisce i casoni. Dove trovare pronti cibi e vini eccellenti, racchiusi in eleganti cestini di vimini, tra comodi cuscini e tovaglie sull’erba

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Lo possiamo chiamare come vogliamo: pic nic, pic chic, o, come succede in Friuli Venezia Giulia, pic nice. Alla fine gira tutto intorno alla stessa identica ossessione: prendere un'abitudine vecchia come il mondo, quella di mangiare seduti sull'erba e spogliarla di ogni minima scomodità per farla diventare qualcos'altro. Un piccolo evento privato, quasi un lusso personale. Perché, diciamolo chiaramente, la borsa termica con i contenitori di plastica ha stancato. Il vero picnic oggi è un’altra cosa, un rito silenzioso che serve soprattutto a riprendersi il proprio tempo e fermarsi a guardare la luce che cambia. Significa stare in un posto, non solo consumarlo. In Friuli Venezia Giulia questa idea funziona benissimo a patto di lasciar fare a chi il territorio lo conosce davvero. Parlo di cantine storiche o di piccoli agriturismi che ti tolgono di dosso tutto il fastidio dei preparativi. Tu arrivi e trovi già tutto lì, senza aver mosso un dito. E tutto funziona. Cammini tra i filari dei Colli Orientali, oppure ti ritrovi in una radura in Carnia o vicino al Tagliamento, e c'è questo salotto steso sul prato. No frills, ma dettagli giusti.

Tra calici e prosciutto

Tre calici di vino rosso su una balla di fieno con un talloncino giallo "Io sono Friuli Venezia Giulia".ⒸFabrice Gallina

C'è chi ci vede una declinazione più nice e punta tutto su una atmosfera rilassata ma curatissima, dove la logistica scompare e restano solo le cose fatte bene. Cuscini veri, teli e coperte da stendere sull’erba e un cestino che sembra una mappa dei sapori locali. C'è il San Daniele DOP affettato come si deve, i formaggi delle malghe carniche che sanno di montagna, il frico e la gubana. Poi versi un calice di Friulano o di Malvasia, freschi al punto giusto, e ti metti comodo lasciando che la natura faccia da sfondo. Senza il fastidio di dover organizzare nulla perché qualcun altro, dietro le quinte, ha già pensato a tutto il resto. È questa formula "chiavi in mano" a trasformare una sosta green in un'esperienza totale, dove lo stress logistico scompare per lasciare spazio solo alla convivialità e al legame autentico con il paesaggio friulano.

In mezzo ai vigneti

ⒸFabrice Gallina

Questo è il Pic Nice targato FVG (www.turismofvg.it/it/enogastronomia/pic-nice): un’esperienza che cambia forma a ogni chilometro, una mappa di possibilità che va ben oltre il solito prato. Ci sono i vigneti, certo, ma anche i boschi, i fiumi che sanno di mare ma anche le isole segrete che sembrano galleggiare fuori dal tempo. Se, per esempio, cercate la quiete classica dei Colli Orientali, a Tricesimo l’azienda Le Due Torri mette a disposizione i suoi filari con tre varianti di cestino (classico, vegetariano o baby) e le bottiglie della Linea Classica. Poco più in là, a Prepotto, Spolert Winery punta su una merenda panoramica molto libera: ci si siede dove si vuole tra le vigne e le colline, si scelgono quattro assaggi di vino e, quando si riconsegna il cesto, c'è un caffè caldo che aspetta al banco. Se invece si preferisce la storia antica, a Palazzolo dello Stella (nella tenuta di Ca Modeano) il picnic si fa all'ombra di alberi secolari, proprio accanto a una chiesetta consacrata del Rosario, alternando sorsi di vino a passeggiate nel parco.

Il fascino dei vecchi casoni

Veduta aerea di un casone tradizionale con tetto in paglia su un isolotto della laguna di Grado e una piccola imbarcazione ormeggiata.

Si cambia completamente scenario, quando l'acqua diventa protagonista. A Grado l'esperienza Laguna Segreta rompe gli schemi: si sale in barca tra i canali meno battuti, si naviga fino alla zona di Marina de Macia, tra vecchi casoni e un’antica strada romana, per poi sbarcare su un’isola-eden. Lì il picnic recupera storie antiche – come il vino della sabbia citato dal poeta Biagio Marin – e include la visita a una fattoria biologica e alla sua "biblioteca dei prosciutti". Sul Carso triestino, a San Dorligo della Valle, la Cantina Parovel (con i suoi 120 anni di storia) organizza il picnic lungo il fiume Rosandra, dove la Bora incontra la brezza marina. Si può scegliere la versione tradizionale o quella gourmet: entrambe mettono nel cesto i vini autoctoni Barde (dalla Vitovska al Refosco) e gli oli extravergine Tergeste DOP (tra cui l'Ul'ka, presidio Slow Food), ma la versione gourmet aggiunge chicche come il carpaccio di zucchine e la ricotta fresca con il miele. Per chi cerca formule più informali, l'appuntamento è da Selce Farmhouse a Bagnaria Arsa. Qui la parola d'ordine è spontaneità: niente postazioni, vi danno una focaccia artigianale, un telo e la libertà di perdervi (letteralmente) nel loro labirinto di mais al tramonto. Se l'idea è quella di una merenda o di un aperitivo flessibile, la Cantina Trezero (a Valvasone Arzene) fornisce cesto di vimini, cassetta di legno da usare come tavolino e una certezza: la bottiglia non finita si porta a casa. Nel cesto finiscono crostini con mostarda di mirtilli, giardiniera e piccoli assaggi locali.

Boschi, prati e radure

Tavolino da picnic allestito all'aperto al tramonto con piatti e depliant informativo "Io sono Friuli Venezia Giulia".ⒸFabrice Gallina

Infine, per un’immersione totale nel bosco, la Tenuta Della Casa a Cormons organizza il suo Brunch nella Foresta. Vi consegnano mappa e cestino all'ora di pranzo e vi lasciano sparire tra gli alberi, dove troverete tavoli di legno nascosti o radure perfette per il plaid. Il menu è una transizione continua tra bosco e artigianato: mini croissant con pancetta e salsa di fichi, uovo sodo delle loro galline, misticanza con frutta fresca e vino della casa. Se invece puntate dritti verso sud, ad Aquileia, l’azienda Tarlao schiera la sua proposta Assapora: ci si siede all’ombra di un grande noce circondati dalle vigne, dimenticando il tempo tra un hamburger gourmet, un'insalata di farro e un plum-cake alle pesche. Dalle vigne del Collio alle acque della laguna, queste formule "chiavi in mano" trasformano la natura in un'esperienza totale e senza sforzo. Un invito a muoversi senza fretta tra i sapori di una regione che sa accogliere con discrezione.

Photo credits copertina: ⒸFabrice Gallina

Enrico Saravalle
Enrico Saravalle

Enrico Saravalle è giornalista di vasta e varia cultura, che ama viaggiare, mangiare e usare mouse e tastiera per raccontare luoghi, esperienze e sapori ad ogni angolo del globo. Quando non è in giro per il mondo si divide tra Milano e la Sicilia.

Enrico Saravalle è giornalista di vasta e varia cultura, che ama viaggiare, mangiare e usare mouse e tastiera per raccontare luoghi, esperienze e sapori ad ogni angolo del globo. Quando non è in giro per il mondo si divide tra Milano e la Sicilia.

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