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News ed EventiCultura del ciboPomodori, vini e cozze: le eccellenze dei Campi Flegrei

Pomodori, vini e cozze: le eccellenze dei Campi Flegrei

Dalla forza del suolo vulcanico al fascino della storia antica, un itinerario che racconta l’anima autentica dell’agro napoletano

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Plasmati dal fuoco e dal respiro vulcanico, i Campi Flegrei offrono un affascinante viaggio nel mito, dominato dalla suggestione dell'Antro della Sibilla a Cuma. Lì dove il tufo si stringe in gole oscure per aprirsi nei luoghi dove la sacerdotessa raccoglieva i destini del mondo su foglie al vento. La porta del mondo dei morti si trova a pochi chilometri dal Lago d'Averno, dove, tra vapori sulfurei e crateri spenti, la mitologia colloca l’accesso agli Inferi. 
È proprio in questi territori dell’agro napoletano nascono alcuni prodotti agroalimentari d’elezione come il pomodoro cannellino, le cozze e il Piedirosso.

Il pomodoro che cresce tra le rovine

filari di pomodoro cannellino

Al di là delle leggende che ammantano Cuma, la storia la indica come la più antica e settentrionale colonia magnogreca, fondata intorno alla metà dell’VIII sec. a.C. da coloni provenienti dall’isola di Eubea. In quel periodo, il Monte di Cuma si presentava come uno sperone che si protendeva sul mare dominando tutta la pianura circostante. Qui s’impianta l’Acropoli della città greca, ma già l’abitato indigeno preellenico sfruttava la naturale protezione che questo luogo offriva. Anche quello che, nel 1932, gli archeologi identificarono come l’Antro della Sibilla in realtà è un’opera a carattere difensivo realizzata tra il IV e il III sec. a.C., probabilmente in connessione con un intervento di rafforzamento delle fortificazioni dell’Acropoli. L’Antro rimane comunque l’attrazione più conosciuta del Parco Archeologico di Cuma, che niente ha però da invidiare alla Città Bassa, il cuore civile e commerciale dell'antica colonia greco-romana, dove nel Foro si affacciano il Capitolium, dedicato alla triade capitolina, insieme all'Aula Sillana e agli altri edifici monumentali di età augustea e flavia, da poco fruibili anche di sera grazie a un nuovo impianto di illuminazione.

E proprio all’interno del Parco, a ridosso degli scavi è nato il progetto “Il Parco Conserva” con cui sono stati assegnati, in concessione agraria, cinque lotti di terreni demaniali per la coltivazione e la valorizzazione del pomodoro cannellino flegreo.

Il pomodoro dei Campi Flegrei

pomodorino cannellino flegreo

Prodotto Alimentare Tradizionale, il pomodoro cannellino flegreo è coltivato da una decina di aziende nei comuni di Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida e Quarto e nelle aree flegree dei comuni di Napoli e Giugliano in Campania. Nel 2025 è stato costituito un comitato promotore per l’ottenimento della Dop.

Il cannellino flegreo si riconosce per la forma oblunga con una lieve strozzatura verso il centro e per la buccia così sottile da non richiedere la pelatura in fase di trasformazione, mentre la polpa, spessa e soda, si presenta di colore rosso intenso a maturazione. Il gusto è un giusto equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità che lo rendono ottimale per diverse preparazioni che vanno dalla pizza ai condimenti, dai sughi fino ai dolci e i gelati. Ogni anno, alla fine di luglio, proprio all’interno dell’area archeologica si tiene Gustosissimo, una serata dove i migliori ristoratori dell’area flegrea si ritrovano per cucinare le loro proposte con il pomodoro cannellino flegreo.

Viti all’ombra del Monastero

In passato, ampie porzioni di territorio agricolo nell'area flegrea, compresa la zona collinare di Monterusciello, appartenevano ai grandi complessi monastici di Napoli. Tra questi, spiccava il Monastero delle Clarisse di Santa Chiara. I terreni venivano coltivati per garantire il sostentamento del monastero e per la produzione di vino, sfruttando lo straordinario e fertile suolo vulcanico dell’area. Con le trasformazioni urbanistiche degli anni '80, in particolare la rapida urbanizzazione di Monterusciello nata per ospitare gli sfollati del bradisismo e del terremoto del 1980, molte di queste aree agricole storiche vennero frazionate, dimenticate o lasciate all'incuria.

Un progetto di riscatto sociale e territoriale

Sorte che toccò anche al vigneto monastico che però, grazie al progetto di riqualificazione urbana MAC- Monterusciello Agro City, è oggi al centro di un importante percorso di rinascita che si inserisce nel più ampio contesto di riscatto del quartiere. Il progetto agricolo che si concentra sul ripristino dei vitigni autoctoni dei Campi Flegrei di Falanghina da cui si ottengono vini bianchi freschi, minerali e sapidi e Piedirosso (o Per 'e Palummo), rosso tipico del territorio, leggero e dai sentori vulcanici; coltivati rigorosamente a piede franco (senza innesto su vite americana, grazie alla composizione sabbioso-vulcanica del terreno che protegge naturalmente dalla fillossera). Il vigneto di Santa Chiara oltre a essere un sito di produzione vinicola rappresenta un importante hub sociale poiché offre percorsi di inserimento lavorativo per soggetti svantaggiati o giovani del territorio.

Dai Greci ai giorni nostri, i mitili di Cuma

cozze dei campi Flegrei

Navigando lungo la costa seguendo la rotta di Enea si incontrano gli allevamenti di cozze di Mytilus Campaniae, la prima organizzazione produttori del Centro-Sud che si occupa della cozza. In particolare, l’attività di molluschicoltura si concentra nel Golfo di Pozzuoli e nei bacini lacustri del comparto flegreo. Anche la mitilicoltura nel comparto flegreo affonda le sue radici nell'antichità classica, come testimonia la monetazione arcaica della polis di Cumae. Tra le emissioni cittadine spiccano due rarissime monete d'oro, oggi conservate rispettivamente al British Museum di Londra e al Cabinet des Médailles di Parigi, che presentano sul dritto la testa di ninfa e sul rovescio la conchiglia del mitilo, talvolta affiancata da un chicco di grano.

Oggi una delle monete con l’effige della cozza è conservata ed è visibile presso la Sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La cozza dei Campi Flegrei si riconosce per le carni di colore che varia dal bianco-giallo al rosa vinaccia e la texture compatta. Inoltre, grazie all’ecosistema marino-costiero flegreo che è caratterizzato dal rimescolamento tra le acque tirreniche e gli apporti idrotermali e minerali d'origine vulcanica, i mitili autoctoni presentano una sapidità marcata ed equilibrata con persistenti note iodate e minerali.

Indirizzi per gustare i sapori Flegrei

Gelato Grajales con pomodoro cannellinoGelato Grajales

Dopo la visita a campi, vigne e allevamenti arriva il momento di provare i sapori dei Campi Flegrei. Le cozze sono presenti in tutti i ristoranti, così come il pomodoro cannellino. Ecco alcuni indirizzi da non perdere.

A Monte di Procida

  • Ristorante Hotel Al Chiaro di Luna: sulle terrazze del Novilunio si cena a base di pescato e mitili freschissimi godendo di una vista su Ischia e di un panorama a 360 gradi sul Golfo.
    Dove: via Amedeo, 89, Monte di Procida (NA), telefono: 081 868 2424
  • Don Salvatore Ristorante & Relais: per una full immersion nel pomodoro cannellino flegreo questo è l’indirizzo giusto. Qui Luigi Colandrea impiega i prodotti dell’azienda agricola di famiglia di cui il cannellino è una delle punte di diamante (il fratello Generoso è il presidente del Comitato per la Dop). Il menu degustazione dedicato parte con un sashimi di tonno e anguria con acqua di pomodoro e continua con l’inconfondibile parmigiana di melanzane, i risoni alla pizzaiola e il coniglio in salsa alla cacciatora.
    Dove: via Cappella, 309, Monte di Procida (NA), telefono: 320 094 2157

A Pozzuoli

  • Pizzalò: da provare la pizza "Flegrea" con provola affumicata di Agerola, olio extravergine d’oliva Cantine Barone e cacioricotta.
    Dove: corso Umberto I, 19, Pozzuoli (NA), telefono: 081 658 7566
  • Bobò: propone i Fusilli alla Ninfea conditi con basilico, cipolla, burro, Pecorino Romano, Parmigiano Reggiano e olio extravergine d’oliva.
    Dove: via Arco Felice Vecchio, 1, Pozzuoli (NA), telefono: 081 461 9826
  • Quantobasta: ottimo il raviolo di pasta fresca ripieno di stracciata di bufala.
    Dove: via Nicola Fasano, 120, Pozzuoli (NA), telefono: 081 213 1348
  • Punto Nave: delizia il palato con un Mezzo Pacchero alla caprese.
    Dove: via Libero Bovio, 23/25, Monterusciello (NA), telefono: 081 524 1845
  • Abraxas: da provare lo Spaghetto macchiato freddo con le cozze.
    Dove: via Scalandrone, 15, Pozzuoli (NA), telefono: 081 854 9347
  • Grajales: famoso per il Pomodoro d'autore, un gelato 100% pomodoro cannellino flegreo, naturalmente privo di latte e glutine, arricchito da un crumble croccante al basilico.
    Dove: via Monte Ruscello, Monterusciello (NA), telefono: 081 524 8714

A Bacoli

  • Casa Santini: condisce la battuta di carne con un sorbetto al pomodoro cannellino flegreo.
    Dove: via Wolfgang Amadeus Mozart, 169, Bacoli (NA), telefono: 339 549 9223
  • Kuma65: utilizza il cannellino flegreo per preparare un sugo con cui finisce la Montanara (tipica pizza fritta napoletana).
    Dove: via Cuma, 65, Bacoli (NA), telefono: 081 854 3204
  • Sunrise Est. 1984: con il pomodoro flegreo ci fa lo scarpariello per il suo Cheesesteak, il celebre panino nato a Philadelphia negli anni '30.
    Dove: via Gaetano de Rosa, 11, Bacoli (NA), telefono: 333 245 3020
  • Il Riccio: uso il pomodoro sul Crostone dei Campi Ardenti insieme alla ventresca di tonno e alla stracciata di bufala.
    Dove: via Molo di Baia, 47, Bacoli (NA), telefono: 081 868 8617
  • Salago: dal cannellino ricava una confettura per la sua cheesecake flegrea
    Dove: Via Fusaro, 47, Bacoli (NA), telefono: 339 251 9363

Altre mete in Campania

  • Klove: prepara la Margherita Borbonica affiancando al pomodoro cannellino flegreo il conciato romano, il Fiordilatte, la mozzarella di bufala affumicata e il pesto di basilico.
    Dove: corso Umberto I, 874, Casal di Principe (CE), telefono: 333 108 1527
  • Le Due Torri: propone il pomodoro in confit su una fresella integrale con corazza di scottona, olive caiazzane e fior di cappero.
    Dove: via Venafrana, KM 4, 700, Presenzano (CE), telefono: 0823 989518
  • Casa Sarchiapone: qui il pomodoro diventa protagonista della Lardiata Cumadoro (la più grande azienda agricola di pomodoro cannellino flegreo) con ziti di Gragnano spezzati a mano saltati con sugo fresco, battuta di lardo nostrano, aglio, prezzemolo, peperoncino e pecorino di Laticauda grattugiato.
    Dove: via Ripuaria, 303, Varcaturo (NA), telefono: 081 804 3331
Alessandra Iannello
Alessandra Iannello

I siciliani si dividono fra siciliani di terra e siciliani di mare. Quelli di terra rimangono nell’Isola, quelli di mare viaggiano in giro per il mondo ma tornano sempre a casa. Lei è una siciliana di mare e le passioni conducono la sua vita. Ha fatto dell’amore per la scrittura la sua professione e per questo è diventata giornalista. Racconta storie di vita, di territori, di viaggi e cibi attraverso la lente delle sue esperienze e del suo sentire. Esplora il territorio insieme alle persone che le raccontano le loro emozioni e il loro saper fare, un sapere millenario frutto dell’unione di tradizioni e di tecnologie moderne.

I siciliani si dividono fra siciliani di terra e siciliani di mare. Quelli di terra rimangono nell’Isola, quelli di mare viaggiano in giro per il mondo ma tornano sempre a casa. Lei è una siciliana di mare e le passioni conducono la sua vita. Ha fatto dell’amore per la scrittura la sua professione e per questo è diventata giornalista. Racconta storie di vita, di territori, di viaggi e cibi attraverso la lente delle sue esperienze e del suo sentire. Esplora il territorio insieme alle persone che le raccontano le loro emozioni e il loro saper fare, un sapere millenario frutto dell’unione di tradizioni e di tecnologie moderne.

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