Trucchi e segreti per sfruttare al meglio un piccolo elettrodomestico dalle grandi capacità, con le tecniche e le ricette per metterlo alla prova
Efficiente e maneggevole, il frullatore a immersione è uno dei nostri più fidi alleati. Piccolo ma potente, dalla fine degli anni Cinquanta - quando ha fatto la sua prima comparsa in Spagna - mette d’accordo anche gli ingredienti meno socievoli, emulsionandoli in salse e creme. Capace di trasformare rustiche zuppe in raffinate vellutate, lo fa senza neppure spostarle dalla pentola e lasciandoci pure una mano libera. Come ogni bravo mago, però, anche il frullatore a immersione ha i suoi segreti. Che noi vi sveliamo nelle prossime righe.
Nel suo funzionamento base, il frullatore a immersione ha bisogno di poche attenzioni e preparazioni. E proprio qui sta il suo bello. Super compatto, nella sua versione più semplice presenta un corpo in acciaio o in materiale plastico già pronto all’uso, comprensivo di un motore con annessi comandi e di un fusto con l’estremità a campana contenente le lame. Le versioni più complesse - che sono ormai anche le più comuni - consentono di staccare e sostituire la parte finale, trasformando così il corpo motore in un altro elettrodomestico. Ulteriore comodità è infine rappresentata dalle varianti wireless, capaci di lavorare anche senza una presa elettrica nei paraggi.
Dotazione classica di tutti i frullatori a immersione è il bicchiere, eventualmente graduato. Dalla forma alta e stretta, questo contenitore è progettato per ridurre al minimo la distanza tra le pareti e la campana, garantendo che tutto il flusso del liquido passi attraverso le lame. Inoltre, il suo diametro ridotto farà sì che anche in presenza di poco prodotto questo ricopra completamente la campana. Che ne sarà, appunto, immersa.
Un accessorio classico del frullatore a immersione è la frusta a filo. Applicabile al corpo con un semplice gesto, trasforma l’elettrodomestico in uno sbattitore elettrico adatto a montare a neve gli albumi o la panna fresca quanto a emulsionare creme e salse.
Il corpo motore del mixer potrà trasformarsi anche in tritatutto. Per farlo farà ricorso a un contenitore chiuso dotato di lame e, una volta montato, sarà perfetto per tritare finemente frutta secca, formaggi stagionati o erbe aromatiche così come per preparare la base di un soffritto.
Non sempre presente, ma dotato di una indubbia utilità, questo accessorio è dotato di pale in plastica. Evitando i danni che un comune frullatore farebbe alla polpa lessata delle patate, questo la spinge attraverso un setaccio senza romperne l’amido. E salvando il purè dall’effetto colla.
Alla base del successo del frullatore a immersione troviamo senz’altro la sua semplicità di utilizzo. Questo però non esclude i margini di miglioramento. Utilizzarlo correttamente significa saperlo muovere bene, scegliendo i tempi, le inclinazioni e il ritmo corretti.
Vi sembrerà controintuitivo, ma il frullatore a immersione non va immerso in posizione perfettamente verticale. Che stiate lavorando i cibi nell’apposito bicchiere, direttamente nel recipiente di cottura o in una comune ciotola, cercate di inserirvi il braccio del frullatore con una inclinazione di circa 45 gradi. Permetterete così all'aria intrappolata nella campana di fuoriuscire, impedendo che all'accensione si crei una bolla pronta a esplodere in schizzi. Per lo stesso motivo, assicuratevi che la campana sia completamente immersa prima di premere il tasto di avvio.
Qualunque sia l’alimento da trattare, iniziate la lavorazione tenendo il frullatore ben saldo sul fondo del recipiente a bassa velocità. Solo quando la base sarà omogenea, potrete iniziare a sollevarlo lentamente. Utilizzate un movimento fluido e controllato dal basso verso l'alto per attirare gli ingredienti solidi verso le lame grazie alla forza di aspirazione.
Che stiate lavorando composti densi o a base di erbe - uno per tutti, il pesto - che temono il calore, evitate di azionare il motore in modo continuativo. Lavorando a brevi impulsi - dovreste trovare l’apposito tasto: schiacciatelo - impedirete da una parte di surriscaldare i grassi della salsa e dall’altra di fare ossidare i vegetali, sensibili a loro volta al calore delle lame.
Se avvertite che il frullatore si è "incollato" al fondo, non forzate il braccio. Per superare l’effetto ventosa, spegnete il motore per un istante e inclinate leggermente lo strumento per rompere il vuoto d'aria, quindi riprendete il vostro lavoro.
Sebbene la comodità del frullatore stia anche nel poter lavorare gli alimenti direttamente in pentola, prestate comunque attenzione alle temperature. Frullare un liquido che sta ancora bollendo è rischioso, dato che il vapore imprigionato sotto la campana può espandersi improvvisamente all'accensione, causando schizzi ustionanti. Molto meglio spegnere il fuoco e lasciate riposare la preparazione per almeno 5-10 minuti prima di procedere.
A questa domanda non esiste una risposta univoca. Vanno infatti messi in conto fattori quali la quantità di alimenti da lavorare, la loro temperatura e, naturalmente, il tipo di preparazione. La grossa distinzione resta comunque tra bicchiere e pentola.
Il classico recipiente dalla forma stretta e allungata è l'ambiente ideale per preparare le emulsioni a freddo. Una per tutte, la maionese. Per ottenere i risultati migliori, tenete il frullatore leggermente decentrato: si creerà così un vortice naturale che convoglierà il cibo verso il basso senza sforzo.
Lavorare vellutate, creme e minestre direttamente nel recipiente di cottura è un gran bel vantaggio. Nel caso la pentola sia poco profonda, inclinatela leggermente verso di voi per raggruppare il liquido e assicurarvi che la campana sia sempre sommersa dal composto. Nel caso questo non fosse ancora sufficiente, considerate la possibilità di aggiungere del brodo.
Capita di dovere usare il frullatore a immersione in una ciotola diversa dal contenitore apposito. Accade per esempio con il latte, la farina e le uova che vi sono riuniti per una pastella. Perché il composto per le crespelle sia perfettamente liscio, qualche attimo di lavorazione farà la differenza.
Se avete scelto di frullare direttamente in pentola - per esempio il fondo di cottura di un brasato - fate attenzione che la campana metallica non graffi il fondo del recipiente. Per prevenire questo rischio, alcune aziende producono frullatori dotati di una apposita protezione. In sua mancanza o comunque come buona norma, mantenete lo strumento leggermente sollevato.
Per rendere una vellutata straordinariamente leggera, nelle battute finali portate il frullatore verso la superficie del liquido, mantenendo la campana sempre parzialmente immersa. Questo movimento incorporerà una minima quantità di aria, creando una consistenza spumosa al palato.
Non appena terminato l'uso, immergete il braccio del frullatore in un contenitore con acqua tiepida e una goccia di detersivo, azionandolo per pochi secondi. Questo "lavaggio dinamico" eliminerà i residui in totale sicurezza. Ricordate di staccare sempre la spina prima di rimuovere il braccio motore o di toccare le lame. Più velocemente, per una pulizia comunque efficace, sempre dopo avere staccato la spina potete mettere il braccio sotto l’acqua, passando delicatamente le lame con una spugnetta con un po’ di detersivo. Sciacquate poi con cura e lasciate asciugare perfettamente prima di riporre nell’armadio.
Accessori e funzioni super raffinate trasformano il frullatore a immersione in una specie di robot da cucina. Capace quindi di aiutarci nelle più svariate operazioni e ricette. Qui ci limiteremo agli impieghi dello strumento a lame. Dimostrando quanto, già così, ci sia prezioso in mille occasioni.
La maionese è uno dei cavalli di battaglia dal frullatore a immersione. Usarlo per prepararla risparmierà a voi tempo e indolenzimenti al polso e alla salsa il rischio di impazzire. Anche grazie, va detto, agli accorgimenti indicati nel nostro articolo sulla maionese personalizzata. Già che ci siete, poi, date un’occhiata anche a questo servizio che spiega come prepararla senza uova. Scoprirete come usare il frullatore per ottenere, per esempio, la maionese al tofu, degna compagna del pinzimonio della foto in alto.
Vero maestro nel cavarci di impaccio nelle comuni difficoltà ai fornelli, il piccolo mixer risulta di aiuto anche con altre salse. Rendendole setose anche quando sono grumose - come raccontiamo in questo articolo su come fare la besciamella - o facilitandoci la vita nella loro emulsione. È il caso della salsa aioli che accompagna lo stoccafisso con verdure della foto sopra e di quella, sempre all’aglio, che completa l’insalata bull’s blood con pollo e verdure: una ricetta fresca e raffinata perfetta per un pranzo di primavera.
Il nostro amico a immersione non disdegna comunque anche le texture più granulose. Comune alternativa al mortaio (con buona pace dei puristi), dà vita a diverse varianti del pesto genovese. Tra i tanti possibili, provate il pesto alla menta e piselli che guarnisce queste bruschette alle zucchine, quello al cavolo nero che condisce i tagliolini di ceci alla chitarra con triglie della foto sopra o quello di erbe miste che completa questa pasta con burrata, zucchine e gamberi.
Prima arrostiti e poi uniti a una besciamella al pecorino, i broccoli che condiscono gli gnocchi di pane della foto sopra si trasformano in salsa cremosa sempre grazie al frullatore a immersione. Un po’ come accade ai peperoni - cotti in padella e poi uniti alla panna - che condiscono queste pappardelle o alle foglie che compongono la vellutata per questa quinoa con tempura di broccoletti.
Anche il riso può trarre vantaggio dal frullatore a immersione. Un esempio ce lo offre il risotto primavera con costolette d’agnello. Caratterizzato da una magnifica tonalità di verde, deve il suo colore al liquido di cottura, ottenuto frullando la borragine cotta nel brodo direttamente nel recipiente dove è stata lessata. Nel caso del risotto zola e rucola (foto sopra) la verdura è stata prima sbollentata e poi frullata con l’olio per ottenere un condimento da aggiungere a fine cottura, mentre quello con scampi crudi è impreziosito da un pesto piccante di coriandolo.
Accanto alle salse viste sopra, creme e vellutate sono certo i piatti che sfruttano al meglio i talenti del frullatore a immersione. Tra le innumerevoli preparazioni possibili ricordiamo una portata raffinata come questo involtino di verze con crema di topinambur. Farcito con carne di vitello e salsiccia, viene servito su un morbido letto di tuberi cotti e frullati nel brodo con l’aggiunta di panna fresca. La materia prima non cambia nella vellutata con chips di verdure che vedete nella foto sopra, mentre patate, porri e panna sono i protagonisti di un grande classico come la crema Parmentier.
Perfetto per realizzare in tempo record creme di frutta e frullati, il frullatore a immersione si rivela utile anche nei dolci più complessi. Nella crostata Rocher alle pesche, per esempio, è di aiuto nel dare morbidezza al cremoso al cioccolato che la farcisce, mentre nel più semplice budino di riso al cioccolato bianco della foto sopra l’intervento del piccolo mixer serve a rendere più omogeneo, per quanto ancora grossolano, il cereale cotto nel latte.
Come già visto con la besciamella, il frullatore a immersione può salvarci in caso di grumi anche con la crema pasticciera, resa più liscia dal suo intervento a fine cottura. Guarnito con datteri ripieni, il plumcake al cardamomo sfrutta i servigi del nostro per la glassa al cioccolato bianco e vaniglia che farcisce la frutta, mentre nella crema ghiacciata al Porto l’elettrodomestico mignon ci è di aiuto nel montare lo yogurt e il miele che accoglie sui piatti il dolce al cucchiaio sotto zero.
Camilla Marini
febbraio 2026