Come cucinare l'orzo

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Originario forse dell'Asia occidentale e dell'Africa nordorientale, l'orzo è penetrato in Europa prima del grano (e attualmente è coltivato in quasi tutti i Paesi del mondo). Con il frumento è il cereale più antico: il ritrovamento più in là nel tempo è quello di Jarmo, nel Kurdistan iracheno, i cui grani si fanno risalire al 6700 a.C..
Gli antichi Greci si alimentavano prevalentemente di orzo; il rancio dei gladiatori romani era la zuppa di orzo; l'ostia consacrata della Comunione è piatta e sottile poiché i pani dei primi cristiani erano di farina di orzo non lievitata.

L'orzo era consigliato da Ippocrate (il padre della medicina) per ogni genere di malattie. Rimineralizzante delle ossa, è indicato per lattanti e bambini; ricco di fosforo, fortifica le cellule nervose. Previene anche le affezioni polmonari e cardiovascolari ed è molto indicato in caso di gastriti e coliti. È particolarmente consigliato per chi è a dieta perché ricco di vitamine del gruppo B che hanno un effetto positivo sul sistema nervoso e aiutano a tenere sotto controllo l'appetito.

L'orzo è molto utilizzato nella cucina regionale, soprattutto in Alto Adige e Friuli, per preparare zuppe e minestre. L'orzo si può anche macinare e dà una farina nutriente, ottima per pani e focacce, oppure si trasforma in fiocchi da aggiungere allo yogurt; tostato e macinato è un surrogato del caffé. Puoi cuocere l'orzo perlato con lo stesso procedimento usato per il risotto, ottenendo così saporiti orzotti. Per le minestre, preferisci quello perlato dai chicchi bianchi e tondeggianti. 

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Step by Step

La ricetta dell'orzotto

I tipi di orzo

In commercio si trovano soprattutto tre tipi di orzo: integrale, decorticato, perlato. L'orzo integrale è quello più nutriente in quanto ha subito meno processi di raffinazione, però è anche il più complesso da preparare: va messo a lungo in ammollo e richiede una lunga cottura. L'orzo decorticato è metà strada tra l'orzo integrale e quello perlato: si ricava dalla decorticazione, eliminando quindi le parti esterne della buccia; rispetto al perlato conserva maggiori qualità nutrizionali, necessita però di lunghi ammollo e cottura. L'orzo perlato deriva da una lavorazione che lo decortica e lo priva della crusca. Si presenta con granelli rotondi e bianchi. È il più pratico da usare perché non necessita di alcun ammollo e cuoce in poco tempo. 

Speciale orzo perlato

Ricetta di contorno con orzo

Dessert con orzo

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