Come tagliare (scientificamente) la torta

Come tagliare (scientificamente) la torta

Qual è la fetta perfetta di torta? Non è a triangolo come abbiamo sempre fatto: lo sostiene un matematico britannico che ha studiato forme e proporzioni dei dolci per trovare come tagliare al meglio un dolce

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Il simbolo più gustoso del dolce perfetto è lui: il triangolo, sinonimo di una fetta di torta, affettata delicatamente con una palatorta e riposta sul piatto da dessert. Ebbene, d'ora in avanti bisognerà trasformare questa immagine e sostituire la fettina triangolare con una forma più squadrata, anzi, rettangolare. Lo sostiene uno scienziato e matematico britannico, Alex Bollos, che dopo aver scoperto un antico articolo di giornale che consigliava come tagliare il dolce, ha svolto alcune ricerche e fatto i calcoli del caso, usando le sue conoscenze geometriche, per arrivare a presentare la tecnica perfetta del taglio della torta.

In un video pubblicato su Youtube (clicca qui) visto ormai oltre 10 milioni di volte, il matematico con la passione per la cucina applica i principiu scientifici al taglio di una torta a base circolare. Perché non tagliare come abbiamo sempre fatto la torta a triangolini? Per preservarla dalla parte che avanzerà nel piatto di portata. Ovvero, la tecnica aiuta a conservare nel migliore dei modi la soffice consistenza e il livello di umidità dell'interno del dolce, che se viene diviso in parti triangolari rischia di perdersi. E la torta, il giorno seguente, risulterà al gusto completamente diversa rispetto al momento della sua apertura.


Per preservare le sue caratteristiche, e le ore di lavoro che il cuoco ha adoperato per cucinare il dolce, ecco la strategia: prima di tutto bisogna tagliare al centro esatto della torta una fetta abbastanza sottile e lunga tutto il diametro della torta. Asportare questo rettangolo e posizionarlo su un piatto, dividerlo in due e servire così le prime due porzioni. La torta sarà ora divisa in due semicerchi uguali, che andranno subito riavvicinati e riuniti, ricreando una sorta di cerchio simile a quello originale, solo più piccolo. A questo punto serve l'ausilio di un elastico sottile, con cui tenere le due parti insieme. Con il coltello, è ora il momento di tagliare nuovamente la torta nell'altro verso, andando nuovamente a creare una fetta rettangolare per tutta la lunghezza del diametro del cerchio e asportandola. Ecco altre due porzioni pronte. Ancora una volta, la torta andrà riunita per formare un cerchio un po' più piccolo del precedente e andrà poi tenuta insieme con un elastico. A questo punto, si procede sempre con la stessa tecnica ritagliando le parti centrali (che da questa operazione in avanti saranno già divise in due) e poi riunendo la torta.
Se avremo soddisfatto tutti i commensali con un quantitativo adeguato e volessimo così conservare il dolce per il giorno seguente, la torta apparirebbe ancora tonda e ben unita.

L'idea del matematico britannico arriva da molto lontano nel tempo: Bollos infatti ha ritrovato un vecchio articolo pubblicato su Nature nel 1906 in cui uno studioso scriveva alla rivista in una lettera come fosse sbagliato tagliare le torte a fette triangolari, e già illustrava la tecnica. Per il matematico inglese non è restato che applicare le sue consocenze geometriche e provare poi la veridicità delle affermazioni del collega pubblicate un secolo prima.

Eva Perasso
11 novembre 2015

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