Sottopeso a mezza età? Rischi la demenza

Sottopeso a mezza età? Rischi la demenza

Le persone sovrappeso avrebbero invece fino al 30% di possibilità in meno di soffrirne rispetto a chi ha un peso corretto. Uno studio dai risultati inaspettati.

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Woman lifting weights in health club
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Le persone che a mezza età sono sottopeso hanno un terzo di probabilità in più di soffrire di demenza più tardi nella vita. Sono le impressionanti conclusioni di uno studio scientifico, il più grande e preciso mai realizzato mettendo in correlazione statistica l’indice di massa corporea e il rischio di demenza.

Non solo: anche gli obesi – sempre di mezz'età - avrebbero il 30% di chances in meno delle persone di peso regolare di essere affetti da una forma di demenza, una conclusione che contraddice quella di ricerche scientifiche precedenti, che associavano l’obesità ad un aumentato rischio di demenza.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Diabetes & Endocrinology (clicca qui), pare dunque portare a una considerazione: più grassi si è, meno si rischia la demenza (ma, ovviamente, si rischia di più di soffrire di altre patologie legate all'obesità).

L'indice di massa corporea (IMC o BMI, dall'inglese “Body Mass Index”) indica il rapporto tra il peso di una persona e il quadrato della sua altezza, ed è il dato che si usa per stabile il peso forma, studiato per valutare i rischi correlati a sovrappeso e obesità. Esistono strumenti online per capirlo e calcolarlo in un click (clicca qui), e verificare se il nostro peso è normale, troppo alto o troppo basso.

I ricercatori inglesi hanno analizzato una enorme banca dati, che forniva le informazioni di quasi vent'anni di storia medica di ben il 9% della popolazione del Paese. In particolare hanno studiato le cartelle cliniche di quasi 2 milioni di persone che avevano l'età media di 55 anni all'inizio del periodo di studio, e un IMC di 26.5 – che indica un leggero sovrappeso. La demenza è stata diagnosticata a oltre 45mila di queste persone nei nove anni successivi. Le persone sottopeso avevano un rischio dal 34% al 39% superiore, che persisteva anche 15 anni dopo l'epoca in cui erisultavano sottopeso. Per quanto riguarda la situazione opposta, i ricercatori hanno verificato che più l'IMC aumentava, più diminuiva il rischio di demenza: - 18%; - 24%, fino al -29% degli gli obesi di classe 3 (i più grassi in assoluto, con un IMC superiore a 40).

I fattori normalmente considerati incisivi nell'aumento del rischio di demenza – come alcol e fumo – facevano poca differenza. Le ragioni per cui un indice di massa corporea più elevato protegga dai rischi di demenza non sono ancora chiare.

La demenza è una dei problemi di salute più pressanti dell'era moderna. Si prevede che il numero globale di persone che ne soffrono triplichi entro il 2050, raggiungendo i 135 milioni. Se dalla demenza sostanzialmente allo stato attuale non è possibile guarire, ciò che possiamo fare è cercare di prevenirla con uno stile di vita salutare. Che questo studio, per quanto riguarda il rapporto con l'alimentazione, potrebbe in parte rimettere in discussione.

Carola Traverso Saibante
10 aprile 2015

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