Sale&Pepe: scopri il numero di agosto 2016

Sale&Pepe: scopri il numero di agosto 2016

Dal 20 luglio 2016 è in edicola la nuova edizione di Sale&Pepe con tante idee per ricchi piatti di paella da gustare con gli amici, costine irrinunciabili per il barbecue dell’estate, frozen yogurt per un gelato gourmand

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Sale&Pepe

49391Agosto. Palmino Slongo (e vi assicuro che il nome è vero), cinquantenne artista di strada perso in un mondo irreale, balla senza sosta la sua musica tecno davanti alla Darsena di Milano, incurante del sole e del caldo. Intorno c’è il vuoto di una città in ferie.

Mentre, divertita, lo osservo, assaporo per la prima volta una fetta di anguria gialla. Una nuova varietà, la coltivano in Sicilia e nell’Agro Pontino, è succosa, forse meno dolce ma più dissetante di quella rossa. Il suo giallo vivo colpisce, ma i semini neri al loro posto non mentono, è proprio un’anguria. Chi sarà stato il suo spiccatore? Già perché nelle campagne, una volta era lo “stacchino” nell’Agro Pontino o lo “spicador” nella zona di Reggio Emilia colui che, per professione, a prima vista e con brevi tocchi a mano aperta riconosceva il frutto maturo e buono.

Intorno a Novellara nel Reggino si parla ancora della bravura di Francesco Brioni soprannominato “Falco”. L’esperto spiccatore analizzava lo stato vegetativo della pianta, il cambiamento di colore della scorza, l’appassimento del cirro, il suono cupo del frutto percosso. Analizzati questi segnali per i primi stacchi, procedeva legando la roncola a un bastoncino e recidendo il peduncolo in un rito arcaico.

Mestieri di una volta, testimoni di un mondo contadino che non c’è più. Un mondo dove l’anguria, passata dai fasti dei banchetti rinascimentali ai quali prestava forma e colore per sperimentazioni scenografiche o culinarie, era diventata cibo che leniva la fame e apportava refrigerio. Costava poco produrla e poco era il suo valore di vendita. L’Italia contadina del Novecento si regalava qualche momento di riposo nei capanni costruiti con legno e frasche per la vendita dei cocomeri e il gestore teneva i frutti in una tinozza di acqua e ghiaccio o sotto lo zampillo di una fontanella.

I capanni sono diventati chioschi e si sono sparsi nelle città regalandoci l’idea di estate. Ancora oggi per me l’anguria è quella che acquisto dai cocomerai, m’ispira aria di vacanza, mi evoca tavolate sotto pergolati, mare, campeggi nelle pinete. Mi dimentico che sono a Milano, che sto guardando Palmino e pensando che per lui sarebbe stata più consona una milonga. E che la mia fetta di cocomero è davvero buona.

di Laura Maragliano

126779Oltre al gelo di melone, su Sale&Pepe in edicola dal 20 luglio potrai trovare:

PAELLA, dalla Spagna il simbolo della convivialità a tavola
PESCE CRUDO, una tendenza che ha tutto il sapore del mare
COSTINE irrinunciabili per il barbecue dell’estate
FROZEN YOGURT, quel tocco acidulo che rende il gelato gourmand

Il numero di settembre 2016 sarà in edicola dal 20 agosto 2016.


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