Pizza napoletana, prossimo patrimonio dell’umanità

Pizza napoletana, prossimo patrimonio dell'umanità

Siamo già a 30.000 firme per chiedere che la pizza napoletana sia inserita tra i beni tutelati dall’Unesco

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Slice of fresh pizza
Sale&Pepe

"Ma tu vulive 'a pizza, 'a pizza, 'a pizza..." solo a sentire canticchiare questo ritornello ti viene voglia di mangiarne una! La pizza napoletana, uno dei prodotti gastronomici "Made in Italy" più conosciuti al mondo che già si vanta del marchio STG, specialità tradizionale garantita, sarà presto inserita nell'elenco dei beni tutelati dall'Unesco.

La petizione per la sua candidatura ha raggiunto 30 mila firme ed è stata promossa dell'ex ministro delle Politiche Agricole Alfonso Pecoraro Scanio, presidente di Federculture, sulla piattaforma Change.org.

L'idea è stata presentata all'ultima manifestazione Napoli Pizza Village che si è svolta  dal 2 al 7 settembre, a cui hanno aderito Slow Food, Coldiretti, il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione e il presidente della Commissione Nazionale Italiana Unesco Giovanni Puglisi, lo chef Alfonso Iaccarino, l'Associazione Nazionale Pizzaioli, il campione della "pizza napoletana" Gino Sorbillo, l'attore Claudio Bisio e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Le firme raccolte verranno consegnate domani martedì 14 ottobre a Roma ai responsabili italiani dell'Agenzia delle Nazioni Unite che proporranno la candidatura dell'Arte della Pizza tra i beni immateriali a Parigi nei primi mesi del 2015.

"L'arte della pizza, che ben ci rappresenta nel mondo, è una conoscenza tradizionale e un bene immateriale che merita il riconoscimento da parte dell'Unesco. La pizza napoletana è l'unico tipo di pizza italiana riconosciuta in ambito nazionale ed europeo", sostiene il promotore Alfonso Pecoraro Scanio.

Questo riconoscimento è un'occasione per salvaguardare il Made in Italy dal fenomeno della falsificazione denominato "Italian sounding" che produce enormi danni alla nostra economia e, secondo la Coldiretti, costerebbe all'Italia 300.000 posti di lavoro. Se fatta con ingredienti giusti come olio, mozzarella, pomodoro e farina la pizza fa bene. Ma da un'inchiesta di Bernardo Iovene per la trasmissione Report di Rai Tre," Non bruciamoci la pizza", da Milano a Napoli, a Venezia e Firenze, risulta che la pizza spesso non è digeribile e talvolta può contenere elementi cancerogeni. In più i pizzaioli a volte non puliscono i forni e la pizza tra fumi e farina carbonizzata puo' rappresentare un rischio per la salute.

Ma non dobbiamo allarmarci: basta seguire le regole di preparazione e la pizza diventa piatto ideale per un'alimentazione corretta. W la pizza.

13 ottobre 2014
Susanna Meregalli

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