Pizza? Italiana, italianissima anzi straniera

Pizza? Italiana, italianissima anzi straniera

Riuscite a pensare a nulla di più nostrano della pizza? Sembra difficile, eppure due margherite su tre sono preparate con mozzarella, pomodoro, farina e olio stranieri

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La pizza? Nell'immaginario collettivo è il più italiano dei piatti, la napoletanità che si fa ricetta. E invece i numeri del Dossier Coldiretti dicono tutt'altro: da noi ormai due pizze su tre sono confezionate con ingredienti stranieri. Infatti lo scorso anno sono aumentate (e non di poco) le importazioni delle materie prime da cui nasce la specialità candidata a entrare nel patrimonio immateriale dell'umanità Unesco. Le percentuali sono impressionanti, persino a tre cifre: del 379% quelle di concentrato di pomodoro dalla sola Cina e del 279% quelle di olio di oliva dalla Tunisia. Meno allarmante l'incremento dei prodotti caseari destinati alla produzione di mozzarella, che si attesta sul 17%.

Vero melting pot da forno  
Partiamo dall'impasto, fondamentale per la bontà della pizza: oggi almeno una "pallina" su due è fatta con farine straniere, mentre i primi dati del 2016 rispetto allo scorso anno registrano già un aumento di 1000 tonnellate di grano tenero importato, in particolare dal Canada. Stratosferico l'aumento delle importazioni di concentrato cinese, che nel 2015 ha raggiunto le 67 mila tonnellate, ovvero 5 volte il quantitativo del 2014. Ma oltre il danno c'è la beffa: il concentrato arriva da noi per essere rilavorato e confezionato e, siccome per legge bisogna indicare il luogo di confezionamento, non quello di coltivazione, alla fine il prodotto risulta italiano. Numeri da capogiro anche per l'olio di oliva tunisino, cresciuto del 279% lo scorso anno. E anche qui le prospettive per il 2016 e 2017 sono di ulteriore crescita, dopo l'agevolazione a dazio zero concessa al Paese maghrebino dall'Unione Europea. Last but not least, la mozzarella: nel 2015 l'incremento di prodotti caseari stranieri da trasformare in formaggio ha segnato un incremento a "sole" due cifre (17%), tra cui spiccano le cagliate lituane destinate con ogni probabilità a diventare nostranissime mozzarelle, visto che la loro principale destinazione è la Campania. 

Numeri da recordi
La pizza non è solo un'icona della nostra gastronomia, è un vero business che in Italia sviluppa un fatturato di 10 miliardi di euro per 1,8 miliardi di pizze all'anno, scandite a un ritmo di 5 milioni al giorno. E questo spiega le cifre impressionanti anche in termini di ingredienti: 200 mila tonnellate di farina, 225 di mozzarella, 30 di olio di oliva e 260 di salsa di pomodoro. Ma come assicurarsi allora che la pizza nel nostro piatto sia davvero Made in Italy? Secondo Roberto Moncalvo, presidenti di Coldiretti, l'ingresso nel patrimonio dell'umanità Unesco potrebbe essere la soluzione: "Il riconoscimento dell'Unesco avrebbe un valore straordinario per l'Italia... è chiaro che garantire l'origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale".

Enza Dalessandri
21 aprile 2016

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