Obama vuole salvare le api americane

Obama vuole salvare le api americane

Il presidente ha creato una task force per bloccare la strage di insetti dovuta ai pesticidi. Che mette in crisi l’agricoltura Usa e l’intero ecosistema

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Dopo le tante crociate della moglie Michelle a favore di un'alimentazione sana e della salvaguardia dell'ambiente, questa volta è lo stesso presidente Barack Obama a scendere in campo o, forse meglio, "nei campi", creando una task force per salvare le api americane. Il neonato team governativo, che può contare su un investimento di 50 milioni di dollari, dovrà sviluppare strategie per proteggere la salute dei preziosi impollinatori, da cui dipendono i tre quarti delle più importanti colture alimentari che coprono il 90% dell'agricoltura a stelle e strisce. Solo per fare un esempio, in California si coltiva l'80% delle mandorle al mondo e per ottenere questo risultato occorrono 1,4 milioni di arnie.

A falcidiare le colonie di api negli Stati Uniti negli ultimi anni sono diversi fattori, dalla diminuzione dei fiori, di cui si nutrono, alla riduzione della variabilità genetica. Ma la causa principale sta nell'uso massiccio della chimica in agricoltura e in particolare dei pesticidi neonicotinoidi, che da un lato proteggono i vegetali ma dall'altro sono fortemente tossici per gli insetti. A contatto con queste sostanze, api, vespe e farfalle si indeboliscono e vengono più facilmente attaccate da parassiti e malattie. Mentre i principali neonicotinoidi sono stati banditi nell'Unione Europea, al di là dell'oceano queste sostanze continuano a decimare le api: le arnie sono passate dai 6 milioni del 1947 ai 2,5 di quest'anno, con una perdita del 23% solo nello scorso anno.

Le api sono un elemento fondamentale dell'agricoltura americana, tanto che il valore del loro contributo alle coltivazioni viene stimato in 15 miliardi di dollari. Ma non si possono considerare solo una risorsa economica: il loro calo significativo mette in pericolo l'intero equilibrio ecologico, in un rapporto tra uomini, vegetali e animali che si fa sempre più precario. Ben venga quindi l'intervento di Barack Obama, segnale di svolta incoraggiante di una politica che vuole tenere insieme economia e ambiente. Da imitare subito, anche al di qua dell'oceano. 

Enza Dalessandri
23 giugno 2014

 

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