MilanProtocol, accordo globale per il cibo sostenibile

MilanProtocol, accordo globale per il cibo sostenibile

Presentato ieri al Cibus di Parma il progetto, che definisce le linee guida per un’azione coordinata tra tutti i Paesi contro gli sprechi. L’obiettivo è ottenere una sottoscrizione internazionale durante l’Expo 2015

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Paolo De Castro
Sale&Pepe

Un nuovo accordo internazionale sul cibo, che coinvolga tutti i paesi industrializzati, per rendere il sistema alimentare mondiale sostenibile e combattere gli sprechi. È l'obiettivo del Milan Protocol, presentato ieri durante la giornata inaugurale del Cibus 2014 di Parma.
Il progetto, lanciato dal Barilla Center for Food and Nutrition, prende spunto nella sua struttura concettuale dal Protocollo di Kyoto sulla salvaguardia dell'ambiente e si pone tre macro obiettivi. 

Il primo è l'abbattimento degli sprechi di cibo, attraverso campagne volte ad accrescere la consapevolezza individuale e accordi che coinvolgano la catena alimentare a partire dalla filiera agricola. Si calcola infatti che ogni anno vengano sprecati nel mondo qualcosa come 1.3 miliardi di tonnellate di cibo.

Altro obiettivo fondamentale è promuovere stili i vita sani, con programmi di educazione alimentare per bambini: lotta all'obesità quindi, dato che oggi per ogni persona malnutrita nel mondo ce ne sono due in sovrappeso e se 36 milioni muoiono ogni anno per fame, 29 milioni periscono invece per malattie legate ad un eccesso di cibo. Uno squilibrio che è addirittura immorale, come recita il manifesto del protocollo.

Il terzo grande scopo è diffondere l'agricoltura sostenibile. Oggi un terzo dei raccolti viene impiegato per produrre mangimi e biocarburanti anziché cibo per i paesi afflitti dalla fame. Il protocollo propone di promuovere riforme agricole per riequilibrare la proporzione e chiede ai Paesi che vi aderiscono di impegnarsi per combattere la speculazione finanziaria sugli alimenti, rimediando alle fluttuazioni dei prezzi. 

Trampolino di lancio del progetto sarà l'Expo 2015, sede prescelta per raccogliere le firme di governi e istituzioni dei vari Paesi. La speranza è inoltre che l'Italia, che fa dell'alimentazione di qualità e della dieta mediterranea uno dei suoi punti di forza, all'Expo di Milano sappia porsi come punto di riferimento e giocare un luogo di leadership per questa iniziativa.
Appena nato, il progetto vanta già adesioni illustri: i membri che entrano nel CDA della fondazione e sono Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, Alberto Grando, prorettore per lo sviluppo dell'Università Bocconi e Paolo de Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo (nella foto). Proprio ieri Paolo de Castro, nel corso di una conferenza stampa "improvvisata" ha ribadito l'importanza del Protocollo che vuole finalmente mettere i grandi temi legati alla produzione e al consumo di cibo al centro delle agende internazionali, auspicando che diventi un vero e proprio manifesto dell'Expo 2015.

Barbara Galli, 5 maggio 2014

Photo credit: Barbara Galli

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