La rivincita dei negozietti sui supermercati

La rivincita dei negozietti sui supermercati

Perdono terreno i grandi store in favore delle piccole rivendite di alimentari. Che rinascono dopo la quasi totale scomparsa

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Negozio di alimentari
Sale&Pepe

Si ritorna a fare la spesa nei piccoli negozi di quartiere: una tendenza, anzi una controtendenza, in crescita negli ultimi due anni. La crisi mondiale e l’immigrazione sempre più consistente verso i lidi italiani stanno invertendo un fenomeno che per quasi vent’anni è stato inarrestabile. Ovvero la moria dei piccoli alimentari, spazzati via dall’arrivo dei grandi supermercati, immensi empori in cui si trova di tutto, velocemente e a prezzi più bassi.

Così era, almeno. Ma oggi soffia un’aria nuova. Sempre più spesso, gli stranieri che arrivano nel nostro Paese rinunciano all’inutile ricerca di uno stipendio fisso e si mettono in proprio aprendo piccole rivendite che soddisfano esigenze nuove: pochi scaffali, riforniti quotidianamente, magazzino quasi inesistente, costi di gestione bassi, prezzi decisamente competitivi e orari a misura d’uomo (e di donna) che lavora, dalle 7 del mattino alle 22.30.

Queste iniziative oggi hanno successo perché, come spiega Mariano Bella, capo dell’ufficio studi di Confcommercio, “non si parte più per le grandi spedizioni, magari con tutta la famiglia, in cui si metteva insieme la spesa per due settimane. Lo stesso costo della benzina incide troppo. E nessuno si sogna più di stipare ogni angolo del frigo. Si fanno meno scorte, perché non ci si può permettere di sprecare, di finire per buttare roba che non si utilizza”. Nelle grandi cattedrali del cibo il ritmo di smaltimento delle merci rallenta e si trasforma in zavorra. Senza contare che gli alti costi di gestione non consentono di scontare i prodotti più di tanto.

Così, pur restando ancora favorevole il bilancio dei supermercati rispetto a quello delle piccole rivendite, la tendenza inizia invertirsi, aumenta il numero dei megastore che chiudono i battenti e parallelamente aumentano i negozietti che tentano l’avventura. Le stesse grandi catene hanno recepito il messaggio e investono sempre di più in market di dimensioni ridotte. La battaglia non è ancora vinta, ma sicuramente questi segnali annunciano la fine di un’epoca e, tutto sommato, un ritorno al punto di partenza, quando si poteva recuperare un litro di latte muovendosi a piedi e pagandolo un prezzo equo. (Fonte: la Repubblica)

Cristiana Cassé
5 maggio 2014

Photo credit: © Scott Barrow/Corbis



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