Il gusto al tempo dell’amore

Il gusto al tempo dell'amore

Uno studio rivela che essere innamorati o pensare all’amore influenza la percezione del gusto e altera il sapore dei cibi, tanto da rendere più dolce persino l’acqua

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Fried Egg, Heart Shape
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Il nostro stato d’animo può influire sulla percezione del cibo che stiamo gustando?

Da questa domanda è partito lo studio condotto da un gruppo di ricercatori olandesi che, in particolare, si sono concentrati sugli effetti dell’amore. La conclusione? Secondo il team di scienziati l’emozione tanto cara ai poeti è in grado di agire sui recettori del gusto che si trovano sulla lingua, rendendoli più sensibili alle sostanze zuccherine. E questo avviene in modo eclatante con l’acqua, che, quando si è innamorati o si pensa all'amore, può persino sembrare più dolce, anche se è insapore.

L’amore è dolce, la gelosia è amara

Lo studio ha coinvolto 197 studenti, ai quali è stato chiesto di scrivere circa due emozioni in egual modo forti e dirompenti, l’amore e la gelosia. Subito dopo, gli scienziati hanno dato da mangiare ai partecipanti delle caramelle gommose dolci e dei cioccolatini agrodolci, invitandoli a giudicare circa la dolcezza o l’amarezza: coloro che avevano scritto sull’amore hanno giudicato le caramelle più dolci rispetto a quelli che si erano concentrati sulla gelosia. Ma la parte più interessante dell’esperimento è stata quella in cui i partecipanti sono stati invitati a bere dell’acqua distillata, del tutto insapore. Coloro che avevano pensato all’amore hanno giudicato l’acqua come “dolce”. E questo, secondo i ricercatori, è merito dell’elaborazione che il cervello fa delle informazioni sul gusto dei cibi. In particolare l’emozione dell’amore farebbe tornare un po’ all’infanzia e alla figura della madre, a cui è legato per forza di cose il gusto dolce del latte, sia materno sia artificiale.

Insomma, essere innamorati o comunque pensare all’amore renderebbe tutto più dolce. Altri studi sembrano confermare quanto la percezione del gusto di un cibo non passi solo attraverso le informazioni rilevate dalla bocca e dalla lingua, ma anche da quelle rilevate dall’olfatto, dalla vita, dall’udito, dal tatto e dalle emozioni vissute nella vita quotidiana. Addirittura uno studio americano ha dimostrato che la valutazione di una pietanza viene influenzata persino dal tipo di musica che si ascolta in sottofondo.

Silvia Tatozzi
6 agosto 2015

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