I falsi miti della dieta gluten free

I falsi miti della dieta gluten free

Nonostante i celiaci conclamati siano una minima percentuale, sempre più persone si avvicinano ad una dieta senza glutine. Eppure esistono notevoli controindicazioni

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È giusto togliere dalla propria alimentazione il glutine anche se non si è intolleranti o allergici?
Una tendenza recente vede nel glutine uno spauracchio da evitare a qualunque costo, ma in questo modo si rischia di impoverire la propria alimentazione.

Molti pensano che i loro problemi gastrici siano legati all’intolleranza al glutine e non alla digeribilità. Non è così perché le patologie correlate al glutine difficilmente si manifestano con sintomi come il gonfiore e dolori addominali.

Alessio Fasano, fondatore e direttore del Center for Celiac Research del Massachusetts General Hospital, e autore del libro Gluten Freedom, ha individuato cinque punti che sfatano il mito che la dieta senza glutine sia più salutare, anche in assenza di un problema di celiachia.

1. Non è detto che si dimagrisca
Senza glutine, non vuol dire senza calorie. Anzi, spesso i cibi per ciliaci contengono maggiori quantità di grassi e zuccheri che servono a compensare la povertà di gusto dovuta all’assenza di grano. Se è necessario astenersi dall’assunzione di glutine, meglio concentrarsi su frutta, verdura e poca carne magra, piuttosto che su surrogati di pasta, pane e pizza.

2. Il conto della spesa aumenta
I prodotti specifici senza glutine come pasta, biscotti, crackers, in media hanno un costo due o tre volte superiore rispetto ai prodortti normali. Questo accade perché vengono utilizzati cereali speciali e perché il processo produttivo deve seguire specifiche procedure che evitino la contaminazione con ingredienti a rischio.

3. Si possono accusare dolori alla pancia
La scelta di alimenti privi di glutine può diminuire l’apporto di fibre. Gli alimenti a base di grano rappresentano il 44% del fabbisogno quotidiano di fibre di un individuo. Queste sono fondamentali a mantenere l’intestino sano e funzionale, scongiurando lo sviluppo di infiammazioni, colon irritabile, crampi, ecc... Fagioli, legumi, verdure e riso integrale sono ottime fonti di fibra senza glutine.

4. Sopraggiunge la spossatezza
Eliminando frumento, orzo e segale dai pasti, si abbassa notevolmente il consumo di una vasta gamma di nutrienti come ferro, fibre, acido folico, zinco, e vitamina D. I segni di una tale carenza si manifestano con affaticamento, debolezza, perdita di capelli e cambiamenti di umore. Per questo motivo le diete prive di glutine vanno supervisionate da specialisti che sanno come compensare tali possibili carenze.

5. Aumentano i rischi di tumore
Spesso i produttori di alimenti senza glutine, sostituiscono il grano con la farina di riso. Il riso è una delle principali fonti di arsenico inorganico, un minerale che si trova nel suolo. Anche l’aumento della quantità di carne nella dieta non è particolarmente salutare. I ricercatori ritengono che l’assunzione in alta percentuale di proteine, aumenti i livelli di ormone della crescita, che può incoraggiare la crescita delle cellule tumorali.

Francesca Santambrogio
30 settembre 2015

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