Foie gras: un dilemma gourmet

Foie gras: un dilemma gourmet

Il mito gastronomico francese nasce da una una tecnica di produzione brutale: la Giornata mondiale contro il foie gras e una petizione per togliere il prodotto dagli scaffali dei supermercati ci invitano a riflettere

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foie gras
Sale&Pepe

Autentica gloria francese, in tutto il mondo il foie gras è considerato un cibo gourmet per eccellenza, che troneggia sulla tavola delle feste di molti buongustai, al di qua e al di là delle Alpi. Ma proprio in questo periodo, quando iniziano gli acquisti del pregiato fegato grasso di anatra o d'oca, la Giornata mondiale contro il foie gras ci ricorda come questa strepitosa delizia si ottenga con una tecnica di produzione brutale. Mentre l'associazione no profit Essere Animali registra il primo concreto successo della sua campagna anti-foie: il gruppo Pam Panorama ha deciso di togliere il prodotto dagli scaffali di tutti i suoi punti vendita.  

111171Ma come si produce il foie gras? Il fegato grasso di anatre e oche si ottiene da animali maschi (quello delle femmine è considerato di qualità inferiore), che nelle ultime due settimane di vita vengono confinati in gabbie molto anguste o in recinti affollati, in modo da accumulare più grasso possibile. Qui vengono sottoposti al "gavage", che è la pratica con cui si alimentano 2 volte al giorno, somministrando loro 500 g di pastone direttamente nello stomaco, tanto che il peso delle bestie può aumentare anche di 3 kg e quello del loro fegato decuplicare, infiammandosi e diventando "grasso". 

111173Contro questa pratica crudele, documentata con video e fotografie, l'associazione Essere Animali ha svolto un'indagine in 6 allevamenti francesi (Oltralpe si produce il 70% del foie gras venduto nel mondo, Italia compresa, dove è vietata la produzione ma non la distribuzione) e ha lanciato una petizione indirizzata alle grandi catene della distribuzione perché smettano di vendere il foie gras. All'appello animalista hanno già aderito oltre 60mila persone e il gruppo Pam Panorama, che ha ritirato il prodotto dai suoi 153 punti vendita. Tra le altre catene virtuose, Coop aveva già proibito la vendita di foie gras dal 2012, mentre Conad non ha mai avuto il prodotto con il suo marchio, ma lascia liberi i singoli punti vendita di vendere quello di altri brand.

Restano aperte le porte di macellerie e gastronomie, oltre a quelle di Bennet, Carrefour, Auchan, Esselunga e Eataly per gli irriducibili del fegato grasso d'anatra o d'oca. A loro la personalissima (quanto sofferta) soluzione dell'amletico dilemma: comprare o non comprare?  

Enza Dalessandri
26 novembre 2015


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