I coloranti alimentari naturali che arrivano dall’orto

I coloranti alimentari naturali che arrivano dall'orto

C’è un modo naturale per “colorare” i prodotti alimentari: usare i pigmenti di frutta, ortaggi, erbe e alghe. E ora arrivano le Linee guida della Ue 

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Sale&Pepe

I coloranti alimentari non fanno più paura: sono naturali e fatti con i prodotti dell'orto.

Siete anche voi tra quelli che, prima di comprare un prodotto alimentare, consultano la lista degli ingredienti e scartano le caramelle, le bibite, i gelati e i budini che contengono coloranti?

Allora per voi arriva una bella notizia: sarà più facile trovare in commercio alimenti più "naturali", dove gli additivi coloranti sono stati sostituiti da pigmenti estratti da frutta, verdura, alghe, piante e bacche.

Questi "ingredienti coloranti" (come sono definiti tecnicamente) sono già usati da un paio di anni ma dal 29 novembre 2015 saranno più garantiti, perché entreranno in vigore le Linee guida dell'Unione europea che stabiliscono come possono essere ottenuti, quali standard di sicurezza devono rispettare e come vanno indicati sulle confezioni dei prodotti in cui vengono usati.

Individuare in quali prodotti sono usati è facile: basta leggere l'elenco degli ingredienti presente sull'etichetta, dove sono indicati con il loro nome (ad esempio, "concentrato di melograno") anziché con le sigle (composte dalla E seguita da un numero compreso tra 100 e 180) riservate ai coloranti sintetizzati chimicamente oppure ottenuti da fonti naturali.

La ragione è semplice: non si tratta di additivi ma di veri e propri ingredienti che, però, non danno sapore o profumo ma solo colore. Al riguardo la Ue è molto severa: innanzitutto gli ingredienti coloranti devono provenire da frutta, verdura, erbe e altri cibi consumati in Europa da decenni (i più usati sono carote, barbabietole, uva, zucca e spirulina).

Si tratta di alimenti che potremmo mettere nel piatto ma di cui sono state sviluppate varietà speciali, che contengono più antiossidanti di quelli comunemente in vendita al supermercato.

111317Per estrarne i pigmenti coloranti si devono usare procedure che non alterino le caratteristiche naturali di questi prodotti, senza ricorrere a solventi organici o a sostanze chimiche di sintesi. Le polveri e i concentrati così ottenuti possono essere usati in tutti i prodotti alimentari, per ravvivare il colore delle bibite all'arancia rossa (che una volta pastorizzata sbiadisce diventano meno "credibile") o dello yogurt alla fragola (visto che la purea di questo frutto è piuttosto smorta), per far diventare più appetibile un topping all'amarena o un gelato ai frutti di bosco.

Essendo poi tutti di origine vegetale, questi ingredienti coloranti sono ok anche per vegetariani e ai vegani, che potranno così gustarsi un aperitivo analcolico senza preoccuparsi di verificare se il suo brillante colore rosso si deve all'uso del carminio, out per loro perché ricavato da un insetto, la cocciniglia.

Manuela Soressi
27 novembre 2015

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