Banane e avocado Made in Italy

Banane e avocado Made in Italy

Sono coltivati Sicilia e rappresentano una vera e propria novità. Frutto dell’impegno dei produttori e dell’innalzamento delle temperature

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banane bis
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Gli effetti di un inverno dal clima insolitamente mite, anzi quasi caldo, si sono mostrati ovunque nel nostro Paese. A parte le recenti nevicate, anche in collina e in montagna si sono viste spuntare primule e margherite con larghissimo anticipo sui tempi consueti. Al Sud, albicocchi e mandorli sono già fioriti. Negli orti, la verdura di stagione sorprende per la velocità con cui spunta e alcune varietà tardive di broccolo e cavolfiore sono divenute primizie. Ma tutto questo sorprende fino a un certo punto. La vera notizia sta nel fatto che, grazie alle temperature così alte, in Sicilia sono stati prodotti i primi avocado e persino le prime banane Made in Italy. Per la precisione, gli avocado vengono da Giarre, ai piedi dell’Etna, mentre le banane da Palermo.

In effetti, il rialzo delle temperature che ha favorito queste performance da zona tropicale è davvero sensibile. Basta tenere presente che gennaio 2016 ha segnato 1,2° oltre la media e che la prima parte di febbraio è arrivata temperature minime anche a 3,5° sopra la media. Siccome questa tendenza è ormai in atto stabilmente dal 2000, per gli agricoltori è fondamentale capire come fronteggiarla. “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli” dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “Si tratta però di una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita più attenti all’ambiente nei consumi, a partire dalla tavola”.

Oltre a exploit curiosi ed eclatanti come la coltivazione di avocado e di banane, l’innalzamento delle temperature provoca mutamenti sostanziali in diversi settori della produzione alimentare, come la stagionatura dei salumi, l’affinamento dei formaggi e l’invecchiamento dei vini. Negli ultimi trent’anni, secondo un’analisi di Coldiretti, il vino italiano è aumentato di un grado e ora viene prodotto circa un mese in anticipo rispetto al passato. Ma anche altre colture hanno risentito del mutamento climatico. Basta pensare che l’ulivo ora viene coltivato anche in Valtellina, in provincia di Sondrio, a nord del 46° parallelo: un fatto fino a poco tempo fa neanche immaginabile. E anche il grano duro per la pasta, coltura tipicamente mediterranea, ora viene coltivato in gran parte nella pianura Padana.

Alessandro Gnocchi
22 febbraio 2016

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