Il tre stelle Michelin ha firmato il menu della cena che ha riunito oltre 200 persone della famiglia del paddock sulla griglia di partenza del Gran Premio d'Italia: pasta Barilla al bronzo, simboliche ruote e un legame mai nascosto con la sua passione per i motori
Energia travolgente, simpatia modenese, passione e competenza: sono le cifre del Bottura che ha servito ieri sera 200 piatti di pasta sulla lunga tavolata allestita da Barilla alla griglia di partenza del circuito di Monza. Una sfida vera, tutt'altro che scontata, e anche lo chef, in un sincero mix di consapevolezza e modestia, un po' d'ansia la lasciava trapelare: "che Dio ce la mandi buona, perché tenere al dente la pasta per 200 persone…".
Bottura, cuoco pluristellato riconosciuto a livello mondiale (tre stelle Michelin all'Osteria Francescana di Modena, più volte in cima alla classifica dei World's 50 Best Restaurants, ideatore dei Refettori che in giro per il mondo combattono lo spreco alimentare), ha nel suo DNA emiliano una passione viscerale per i motori.
"Alle elementari a scuola mi accompagnava mio fratello Paolo. Sulla strada c'era il circuito di Modena (lo stesso dove poi ha anche cantato Vasco Rossi) e lui mi diceva: 'Andiamo a scuola o scavalchiamo il muro?' Ovviamente scavalcavamo. E lì c'erano Saarinen, Pasolini, Agostini, Villa che provavano le moto, oppure Maserati e Ferrari che testavano le auto. Se nasci e cresci così…" non è possibile, lo capiamo anche noi, restare immuni al fascino della velocità.
Se c'è un vissuto collettivo legato alla Formula 1, anche per chi non segue ogni gara, è il suono ripetuto dei motori che dal circuito arriva fino ai nostri schermi, tra marzo e novembre, nelle ore lente del pranzo italiano. Un'abitudine parte della nostra cultura, proprio come quella di sedersi l'una accanto all'altro a mangiare, che si è raccontata in una spettacolare tavola allestita sull'asfalto delle gare. La suggestiva infilata di piatti e bicchieri, informale e giocosa, era aperta a chi lavora attorno alla Formula 1: piloti, team, meccanici, ingegneri, strateghi, driver delle safety, trainer e tecnici. Il menu, costruito attorno alla pasta Barilla, porta la firma di Massimo Bottura, in collaborazione con DO&CO. Il nome scelto per la serata è "La Tavolata": un tavolo lungo quasi 100 metri, apparecchiato giovedì 3 settembre, alla vigilia del Gran Premio d'Italia, sulla griglia di partenza di Monza. Il primo evento di questo genere organizzato insieme da Barilla e Formula 1.
"Dalle Alpi alla Sicilia, l'Italia celebra il rito di sedersi tutti insieme", racconta Bottura, "perché alla fine la nostra cucina è questo. È un gesto d'amore per gli amici, per la famiglia. E cosa cucini? La pasta: le ruote che sembrano fatte apposta per la Formula 1, o la pasta al bronzo, che ormai per noi è diventata quasi quotidianità."
Yuki Tsunoda Dopo l'aperitivo, gli ospiti gustano i fusilli al bronzo Barilla, serviti - spiega Bottura - con "un pesto di Casa Maria Luigia, che è casa mia: ho preso tutte le erbe aromatiche immaginabili (menta, basilico e un fondo amaro di rucola) per un pesto molto fresco". Seducente e amarognolo, quasi alchemico: nel senso più affascinante del termine.
La seconda pasta è una cacio e pepe emiliana, preparata con le ruote Barilla, un nuovo formato, emblematico per la serata. Bottura: "Al posto del pecorino vado di parmigiano. Abbiamo fatto una scomposizione del formaggio (via tutta la proteina, tenuta solo la parte di affioramento e l'acqua), cotto le ruote nella sua acqua, mantecato con la crema di affioramento e completato, alla fine, con pepe macinato".
Piatti veloci come i piloti in gara in questi giorni? "Il mio motto è "Festina lente". Pensa molto lentamente e poi agisci molto velocemente. Come in Formula 1: dietro c'è tutto l'inverno, giorno e notte, a studiare ogni minimo dettaglio. Poi la pista: un minuto e 25″3, un minuto e 25″2 e 99: uno è primo, l'altro è secondo, e non conta più niente."
Chiusura, inevitabile, sul nuovo menu dell'Osteria Francescana, quest'anno interamente costruito intorno all'arte.
A cura della redazione