La dieta del guerriero

La dieta del guerriero

Vivere come un guerriero, mangiando cibi non raffinati a sazietà una sola volta al giorno. Per stimolare il metabolismo, trasformare il pasto in puro muscolo e assicurarsi ore di scattante lucidità e altrettante di appagante riposo.

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dieta del guerriero
Sale&Pepe

Ognuno di noi ha un guerriero dentro, che sa dove devi andare e cosa devi fare: segui il tuo istinto primordiale e tornerai lucido, forte e muscoloso come un gladiatore. Ecco l’idea di fondo di un libro che qualche anno fa ha appassionato migliaia di persone in cerca di una via verso il peso forma e in generale una condotta di buon senso applicata all’alimentazione quotidiana e che, complici le imminenti Olimpiadi e relativa passerella di corpi atletici e scattanti, è tornato prepotentemente di moda.

È “The warrior diet” dell’americano Ori Hofmeckler, un volume andato a ruba sul quale l’autore teorizza che prima di metterci nelle mani degli esperti - dietisti, nutrizionisti, personal trainer - per stare meglio dovremmo affidarci alla natura, ascoltando i nostri bisogni ancestrali, perché DNA e metabolismo umani non sono cambiati nel corso dei millenni e dovremmo tornare ad alimentarci come l’uomo primitivo o il soldato dell’antica Roma.

Per esempio, eliminando tutti i cibi “lavorati” (prodotti industrali così come fritti) ed evitare tutto quello che istintivamente percepiamo come non consono. Quello che non è naturale e che è consumato senza tenere conto dei ritmi circadiani, dal latino circa diem, approssimativamente le 24 ore durante le quali si alternano fasi di sonno e di veglia così come quelle di stop and go metabolico. Dunque, per vivere sani bisognerebbe tornare alle origini, allo stile di vita dei nostri antenati, che vivevano di caccia e che si aggiravano soli per le foreste mangiando, bevendo e riposando al bisogno. Ed è questa la chiave: alimentarsi solo per recuperare le energie spese, non prima: altrimenti i grassi vengono stoccati dall’organismo.

Secondo la dieta del guerriero, quindi, bisognerebbe rispettare una fase di sottoalimentazione di circa 18/20 ore, quelle del riposo notturno più quelle della giornata lavorativa, durante la quale sono ammesse pietanze vegetali, leggere, semi e piccoli spuntini proteici, per non affaticare gli organi digestivi e stimolare i processi metabolici. Le riserve vengono smaltite, mentre la mente resta lucida, pronta allo scatto che richiede muscolo e presenza.

La fase di sovralimentazione, invece, cioè le restanti 4/6 ore della giornata, è dedicata a mangiare e bere senza limiti perticolari, seppur attenendosi alle linee base della Paoleodieta (niente cibi raffinati, geneticamente manipolati, zuccheri semplici, alimenti prelavorati, etc.) con la certezza che i nutrienti assunti non andranno sprecati, perché subito utilizzati per ricostituire le riserve. Ma nemmeno “ingolferanno” il corpo di grassi: perché i questi si formano solo quando c’è già una scorta sufficiente e occorre mettere da parte il sovrappiù con una “conservazione” speciale, quella lipidica. Insomma: è un po’come dire che se in frigo non c’è molto quel che c’è sarà consumato subito nel migliore dei modi, assemblando con creatività quel che offre la dispensa. Se invece è già ben rifornito l’unica soluzione è surgelare. Ed è quello che il corpo fa stoccando i nutrienti in eccesso sotto forma di grassi.

Bisognerebbe mangiare comunque nella maniera più variata possibile, sottolinea Hofmeckler, fino a quando lo stimolo della sete non supera quello della fame. Nutrirsi a sazietà e fare leva sull’appagamento che ne deriva, meritato dopo tanto lavoro e poco cibo. Anche per garantirsi un sonno veramente ristoratore, il riposo del guerriero, il contrario dell’insonnia sempre più diffusa alle nostre latitudini. Al contrario, nella fase di sottoalimentazione il corpo reagisce entrando in modalità emergenza, aumentando la sensibilità insulinica e producendo una maggiore quantità di ormone GH, quello della crescita, e neurotrasmettitori come adrenalina e noradrenalina, che trasformano rapidamente i lipidi in energia.

Si tratta di una dieta davvero “primitiva” sulla quale i pareri degli esperti sono discordi. C’è chi dice che è inutile abbuffarsi come trichechi una volta al giorno e poi spiluccare semi, radici e piccoli frutti, visto che la vita del guerriero non la fa più nessuno. C’è chi, invece, riconosce all’autore il merito di aver svelato una grande verità: i nostri ritmi metabolici non sono cambiati rispetto a quelli dei nostri avi, i picchi di stress cui siamo sottoposti nella vita lavorativa sono assimilabili a quelli del cacciatore di mammut e i regimi alimentari moderni (pasti frequenti, nelle ore sbagliate e base di alimenti spesso non genuini) sono la causa di malattie metaboliche che stanno raggiungendo dimensioni allarmanti, a cominciare da diabete e obesità.

Insomma, altro che colazione abbondante che copra il fabbisogno di almeno 1/5 di calorie quotidiane, come raccomandano tutti i protocolli alimentari. Ori Hofmeckler ribalta la questione con piglio creativo. Non a caso si è laureato in arte, ma è anche stato militare. Così si è appassionato di sienze umane, fitness e nutrizione per soldati e atleti, pubblicando diversi libri di successo sul miglioramento della performance e il potenziamento muscolare naturale, alla maniera dei gladiatori. Non può certo vantare una formazione accademica da nutrizionista, ma certamente ha esperienza sul campo (di battaglia).

Silvia Bombelli

15 luglio 2016

I 10 comandamenti del guerriero:

1 mangia un solo pasto completo al giorno preferibilmente la sera

2 non calcolare le calorie e non forzarti a mangiare se non ne hai voglia

3 inserisci nel tuo pasto principale la maggior varietà di aromi, colori e consistenze per appagare i sensi

4 mangia molta frutta e verdura per garantire un buon apporto di vitamine e sali all’organismo

5 evita integratori e antiossidanti di sintesi

6 disintossicati periodicamente eliminando a rotazione carne, cereali, zucchero, alcol, carboidrati raffinati, soia e additivi chimici.

7 fai il pieno di carboidrati e di grassi in momenti differenti.

8 evita cibi Ogm, prodotti dietetici che possono ocntenere pesticidi, additivi chimici, zuccheri aggiunti, edulcoranti, fruttosio o caseina industriali

9 preferisci cibi a basso indice glicemico e integrali

10 evita combinazioni alimentari errate (come grassi con zuccheri, frutti con guscio e zucchero)

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