Dalle mostre di Palazzo Re Rebaudengo alle boscaglie delle Rocche: indicazioni utili per scoprire affreschi del Cinquecento, assaggiare tajarin e acquistare miele o pere Madernassa
Chi ama dedicarsi agli sport all’aperto trova nelle rete di sentieri che attraversano le Rocche nel Roero una infinita possibilità di passeggiate o tragitti in bicicletta ad anello adatti a qualsiasi tipo di preparazione e interesse: da coloro che vogliono scoprire i segreti dei cercatori di tartufo risalendo i boschi aggrappati ai terreni sabbiosi a quelli che preferiscono approfondire il tema dei fossili nascosti tra le pareti sabbiose dei pendii. Il Circuito dell’Acino è uno dei questi e parte da Guarene.
Alla collina di San Licerio la collezione d’arte contemporanea all’aperto scatena la fantasia di grandi e piccini con le sue bizzarre installazioni e in lontananza il castello, alto sulla collina, accende l’immaginazione sui fasti e gli sfarzi settecenteschi dei conti Roero. In centro ci si lascia condurre dalle calde sfumature degli edifici e delle case signorili che si rincorrono intorno a Palazzo Re Rebaudengo, sede di mostre temporanee, spesso dedicate alle avanguardie artistiche. Da qui partono i sentieri ad anello verso il lago di Guarene o lungo il costale delle Rocche.
A pochi passi, il belvedere che guarda il fiume Tanaro è stato trasformato da pochi mesi in un’oasi fiorita per la biodiversità e la salvaguardia delle api. Tutti si prendono cura di loro, qui nel Roero. L’alternanza di vigneti, noccioleti e frutteti, calanchi e boschi ha contribuito a fare iscrivere queste colline nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità. Lungo il percorso, da Castagnito come da Guarene e Castellinaldo, lo sguardo verso le Langhe e il Roero non fanno che avvalorare la scelta della commissione UNESCO, avvenuta nel 2014. Proprio a Castellinaldo, con una breve deviazione dal percorso segnalato, si può raggiungere la chiesa dedicata a San Servasio, alta sull’omonimo bric. All’interno affreschi del Cinquecento di buona fattura.
Dopo una passeggiata tra i sentieri del Roero, la tappa a tavola – per scoprire i sapori della tradizione locale, tra pasta fresca tirata a mano, grandi piatti di carne e formaggi – vede due indirizzi.
Opera di ingegneria culinaria dei fratelli Negro imperfetta solo nel nome. Estesa la lista delle bottiglie. Pasta fatta a pochi metri dal tavolo: tajarin con sugo di salsiccia o gnocchi di patate con Castelmagno e pera Madernassa. Se disponibile, scegliere tra i secondi l’agnello al forno.
Pasta fatta in casa come tajarin e ravioli del plin, cucina roerina con arrosti e brasati e, in stagione, battute di carne al tartufo. Per chi ama i formaggi, alla fine del pranzo si può scegliere tra una buona selezione regionale.
Tra aziende agricole, storiche macellerie e laboratori artigianali, ecco gli indirizzi ideali dove fare scorta delle eccellenze del territorio: dalle rinomate pere Madernassa al miele pregiato, fino ai vini d'autore, ai salumi e alla frutta di stagione a chilometro zero.
La punta di diamante della frutticoltura cuneese è la pera Madernassa. Dalla polpa compatta e fine, risulta ideale per realizzare composte e mostarde per accompagnare i bolliti. In stagione il Roero è il posto giusto dove trovarla fresca o nei vasetti durante l’anno.
In questa parte di Roero, dove l’Arneis, dalla bacca bianca, si esprime ai massimi livelli, la Barbera merita particolare menzione. Si è anche costituito un piccolo gruppo di viticoltori che ha come obiettivo promuovere la sottozona del Barbera di Castellinaldo d’Alba DOC e le particolari caratteristiche del vino, dallo spiccato contenuto alcolico e di buon corpo.
La produzione di miele è una delle attività agricole più importanti del Roero e la storia lo insegna. Strutture che risalgono ai secoli XVIII e XIX sono stati ristrutturati lungo il Sentiero dell’apicoltura, un percorso ad anello nel Comune di Montà, come testimonianza di quanto importante sia l’apicoltura. Si tratta di ciabòt (edifici rurali) con apiari in muratura, unici nel loro genere in Europa. Anche per queste ragioni storiche il miele del Roero nutre grande fama tra gli appassionati.
Il gelato alla nocciola, grande classico delle coppe all’italiana, trova in questa piccola gelateria uno dei suoi baluardi. Si trovano anche torte e focacce farcite per uno spuntino.
Il Roero è un orto giardino dove pesche e pere sono da sempre i migliori frutti. Pomodori, zucchine, pesche, albicocche, peperoni raccolte dai contadini in questi terreni e seguendo i tempi della natura.
Cari piemontesi adatte per la preparazione di albesi, tagliate, arrosti e bolliti. Salame crudo langarolo, salame al Barolo e, durante il periodo invernale, cotechini e zamponi.
Riccardo Lagorio
Se volete qualche informazione più tecnica sul Cammino Francescano della Marca seguiteci anche su Starbene nella rubrica Cammina con Gusto.
Globetrotter ed esperto di prodotti tipici, ci racconta storie e ghiotti segreti con un ricco itinerario dal mare ai colli dell’Emilia-Romagna tra piadine, crescentine e gnocco fritto. Lo potete trovare qui.
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