Dalle stelle alle stalle: ecco come due vegetali usati nell'alimentazione animale sono diventati superfood anche per noi umani e stanno vivendo una new age a tavola
Erba medica e sorgo sono tra gli “ingredienti” più diffusi nell’alimentazione degli animali. Ma da qualche tempo questi due vegetali sono passati dalle stalle alle stelle (quelle dei ristoranti più prestigiosi) e sono protagonisti di una piccola rivoluzione gastronomica che unisce sostenibilità, nutrizione e creatività in cucina.
Sia il sorgo sia l’erba medica sono vegetali a basso impatto ambientale, molto nutrienti e perfetti nelle diete vegetariane e vegane. Dunque, inserirli nell’alimentazione umana non è tanto dettato dalla curiosità verso nuovi alimenti, ma dall’attenzione per la biodiversità, dalla ricerca di coltivazioni sostenibili e dall’interesse per ingredienti nutrienti e funzionali.
È il quinto cereale più coltivato al mondo e l’Italia è il maggior produttore europeo di sorgo bianco, quello destinato all’alimentazione. Eppure ben pochi in Europa lo conoscono e lo consumano. Probabilmente perché il sorgo (Sorghum bicolor) è di casa soprattutto nelle zone aride e semiaride di Asia e Africa, dov’è molto diffuso e viene usato in ogni sua parte. Invece da noi il sorgo è sempre stato destinato alla nutrizione animale, poiché se ne ricavano granella e foraggi insilati destinati agli allevamenti avicoli, bovini e suini.
Eppure il sorgo possiede tutte le caratteristiche ideali per aiutare l’agricoltura del terzo millennio a vincere la sfida del cambiamento climatico: basso impatto ambientale, alta resistenza in campo, piccole esigenze idriche e grande versatilità d’uso, poiché può essere usato in tanti modi. Anche nella nostra alimentazione.
La prima virtù del sorgo è il suo profilo nutritivo:
E alcune varietà sono anche ricche di antiossidanti. Questi plus, uniti alla diffusione del sorgo nelle cucine etniche, hanno spinto la Società italiana di pediatria a inserirlo tra i cereali alla base della piramide alimentare transculturale, consigliando alle mamme italiane di darlo ai bambini sin da piccoli.
Il secondo aspetto interessante è che è privo di glutine. Dunque, in una società attenta alle intolleranze e alla varietà dei cereali alternativi, il sorgo rappresenta una valida opzione per chi segue una dieta gluten free e si fa apprezzare per il sapore delicato e lievemente aromatico.
E poi c’è la versatilità in cucina. Il sorgo decorticato in chicchi può essere utilizzato come alternativa a riso, cous cous od orzo in insalate tiepide, minestre, zuppe e bowl. La farina di sorgo entra in pane, focacce e dolci rustici gluten free, ma amche in burger e piatti etnici. E c’è chi lo “soffia”, come il popcorn, per dare un tocco croccante a ricette gourmet. In commercio in Italia si trovano anche diversi formati di pasta e la farina di sorgo, tutte gluten free, nonché gallette e fiocchi per la prima colazione.
Nota soprattutto come foraggio per animali, a cui fornisce una sana quantità di proteine vegetali, e come coltivazione amica dell’ambiente, perché fissa l'azoto atmosferico, fondamentale per migliorare i terreni senza dover ricorrere a fertilizzanti di sintesi, ora l’erba medica (Medicago sativa o alfalfa) sta vivendo una seconda vita. Tutto è cominciato con la valorizzazione dei germogli di alfalfa, ormai comuni nei negozi bio e nei mercatini di prodotti alternativi.
Ma perché sono interessanti per la nostra alimentazione?
Più di recente la valorizzazione dell’erba medica è andata oltre i germogli: alcune aziende italiane hanno iniziato a usare l’erba medica disidratata a bassa temperatura per la produzione di alimenti salutistici destinati all’uomo, che apportano beta-carotene, vitamine, proteine vegetali e Omega 3. Con la farina di erba medica “millesimata” (ossia selezionata) vengono realizzati fette biscottate, grissini, cracker e biscotti, tuti acquistabili online. Poi ci sono il prosciutto crudo affinato con erba medica e il pecorino a latte crudo, riconosciuto come Presidio Slow Food, le cui forme vengono lasciate a contatto con erba medica. Infine c’è anche il miele di erba medica, che si caratterizza per le note erbacee tipiche delle piante officinali.
Per cucinare tante ricette, dal risotto alle polpettine, dalle creme all’hummus allo “sgroppino”, come suggerisce nel suo sito l’Agricola Forte, storica produttrice di erba medica disidratata e di alimenti a base di alfalfa.
Manuela Soressi,
aprile 2026
Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi
Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi