Dai successi in Coppa Italia all'ingresso nell'esclusiva associazione Apei di Iginio Massari: la gelatiera Lavinia Mannucci celebra il Rinascimento con un dolce iconico ispirato a Brunelleschi
La pasticceria italiana è molto più di una tradizione gastronomica: è memoria collettiva, racconto territoriale e patrimonio culturale. Ogni dolce custodisce secoli di storia, influenze popolari e rituali familiari tramandati di generazione in generazione.
In questo scenario, la Toscana occupa un posto speciale: una terra dove la semplicità degli ingredienti si intreccia con l’eleganza della lavorazione, dando vita a dolci iconici che ancora oggi rappresentano l’identità di un territorio. Dolci spesso ispirati alla bellezza rinascimentale fiorentina, influenzati dall’estetica, dalla cultura e dalla raffinatezza di quel periodo così fiorente, dove i dolci stessi assumevano forme armoniose, colori eleganti e decorazioni elaborate, ispirate ai canoni di equilibrio e proporzione tipici dell’arte rinascimentale.
Negli ultimi anni, la pasticceria contemporanea ha iniziato a reinterpretare questi grandi classici, dando vita a un dialogo tra tradizione e innovazione. La sfida più interessante non consiste nello stravolgere le ricette, ma nel valorizzarle attraverso tecniche moderne e una maggiore attenzione alla qualità delle materie prime. È qui che si gioca il vero equilibrio della reinterpretazione gastronomica, bilanciamento che ha ben saputo gestire Lavinia Mannucci, della gelateria Caminia di viale Giannotti a Firenze e già vincitrice della terza edizione della Coppa Italia di Gelateria - competizione organizzata dall’Aig - fresca di nomina tra i nuovi Ambasciatori Apei l’Associazione presieduta dal Maestro Iginio Massari.
La nomina è avvenuta all’interno dell’ultimo Seminario Tecnico organizzato proprio dagli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana e la giovane gelatiera toscana è tra i nuovi professionisti che entrano ufficialmente a far parte dell’entourage del Maestro bresciano. Una nomina che Apei riconosce sia per la competenza tecnica che per il percorso, la visione e il contributo dato alla crescita della pasticceria italiana.
Lavinia Mannucci ha saputo reinterpretare un prodotto identitario territoriale: lo zuccotto fiorentino, recentemente tornato al centro dell’attenzione gastronomica toscana. Il celebre semifreddo del resto vanta già una sua storia, attorno alla seconda metà del XVI secolo, grazie a Bernardo Buontalenti, architetto e alla corte dei Medici, talentuoso inventore anche del gelato da cui deriva la cosiddetta crema Buontalenti.
Rispettando le materie prime della ricetta originaria, pan di Spagna e bagna all’alkermes che ne conferisce identità aromatica, tra profumo speziato e floreale, e un colore dalla tonalità rubino che valorizza la forma dello zuccotto Lavinia Mannucci ha realizzato un cuore di gelato alla crema, una base fondente e utilizzato la bagna all’alkermes - quella prodotta ancora oggi dall’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella secondo la ricetta di fra’ Cosimo Bucelli - in una forma che richiama la cupola del Duomo di Firenze di Brunelleschi.
“Essere entrata in Apei guidata dal Maestro Massari, tra i più grandi interpreti dell’arte dolciaria italiana, così come far parte di questo gruppo di lavoro che annovera i migliori professionisti del settore, è per me motivo di profondo orgoglio. Portare avanti prodotti identitari come lo zuccotto fiorentino significa custodire la memoria della nostra cultura gastronomica - reinterpretandola con sensibilità contemporanea, tecnica e rispetto delle materie prime – e quella tradizione artigianale che cerco ogni giorno di raccontare attraverso il gelato” – spiega Lavinia Mannucci.
La gelatiera toscana è da sempre impegnata nella valorizzazione della tradizione dolciaria del suo territorio, e già in occasione della vittoria della Coppa Italia di Gelateria aveva reinterpretato una crema antica fiorentina, gusto iconico ispirato ai dessert rinascimentali toscani.
In questo senso, i dolci toscani rappresentano un modello culturale oltre che gastronomico. “Credo che la grandezza della pasticceria italiana, e toscana in particolare, risieda proprio in questa capacità di attraversare il tempo: restare fedele alle proprie radici continuando, allo stesso tempo, a evolversi” – ha concluso la gelatiera Mannucci.
giugno 2026