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News ed EventiCultura del ciboSicilia del vino e arte contemporanea: le cantine culturali dell'Isola

Sicilia del vino e arte contemporanea: le cantine culturali dell'Isola

Il panorama vitivinicolo siciliano si sta trasformando in una rete di avamposti culturali in cui le cantine integrano arte contemporanea, teatro, archeologia e mecenatismo. Da Planeta a Tenute Orestiadi, gli spazi di produzione superano la dimensione agricola per diventare musei a cielo aperto ed espressione profonda dell'identità del territorio

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Il panorama vitivinicolo siciliano ha superato da tempo la dimensione della semplice ospitalità. Oggi, le cantine dell'isola si muovono come veri e propri avamposti culturali, integrando installazioni site-specific, architetture d'autore e collezioni permanenti. Un fenomeno nazionale che MetodoContemporaneo — l'osservatorio promosso dall'Università di Verona e BAM! Strategie Culturali — mappa all'interno di una rete che conta oltre 60 aziende.

Al recente Sicilia en Primeur 2026, è stato ribadito come vigne e barricaie siano ormai percepiti come luoghi vivi, plasmati dalla convergenza tra la ricerca del buono e quella del bello. Gli ambienti di produzione smettono, cioè, di essere semplici spazi di lavoro per trasformarsi in musei fuori dagli schemi, dove l'opera d'arte, uscita dalle gallerie, diventa materia tangibile a contatto con la terra.

Il modello diffuso di Planeta: tra nomadismo d'artista e festival in vigna

Installazione luminosa al neon della Fibonacci Sequence di Mario Merz posizionata sopra un muretto a secco tra i vigneti dell'EtnaLa celebre "Fibonacci Sequence" di Mario Merz accesa al crepuscolo tra i filari della tenuta Planeta a Sciaranuova, sull'Etna

In questo scenario, il modello più radicato e complesso è indubbiamente quello di Planeta, realtà che ha ridefinito i confini e la percezione del vino siciliano nel mondo attraverso un palinsesto che contamina musica, teatro, letteratura e arti visive. Si parte con Viaggio in Sicilia, un progetto biennale di residenza artistica itinerante.

Veduta aerea di due installazioni d'arte contemporanea all'aperto nei terreni della cantina Planeta in Sicilia.
L'arte che si stratifica nel paesaggio: due delle installazioni site-specific nate dai progetti culturali firmati Planeta

Artisti italiani e internazionali attraversano l’isola fuori dai circuiti convenzionali e le suggestioni raccolte si trasformano in mostre ospitate in spazi storici (come il Museo Archeologico Salinas o Palazzo Abatellis a Palermo). Parte dei lavori si stratifica poi nei luoghi di produzione: sull'Etna, nella tenuta di Sciaranuova a Passopisciaro (Ct), convivono la Fibonacci Sequence di Mario Merz (in sinergia con la Fondazione Merz) e una grande installazione del collettivo Claire Fontaine dedicata al fisico Ettore Majorana.

Vigneti rigogliosi in primo piano e i resti in pietra dell'antico fortilizio arabo di Mazzallakkar in riva al lago Arancio.I filari della tenuta dell'Ulmo a Sambuca di Sicilia che si affacciano sulle storiche rovine del fortilizio arabo di Mazzallakkar

Poi c’è Sciaranuova Festival. Nato nel 2015 sull'Etna, trasforma i vigneti in un palcoscenico teatrale all’aperto senza strutture classiche, sfruttando i pini secolari e il profilo del vulcano come scenografia naturale. Planeta Session & Santa Cecilia in Musica, invece, si tiene a Noto (Sr), nella tenuta di Buonivini e la programmazione si sdoppia. Da un lato il dialogo tra arti visive ed elettronica nel verde ; dall'altro i concerti al tramonto tra i filari, omaggio alla santa patrona dei musicisti e al Nero d’Avola di punta della cantina. Infine, Guardando Mazzallakkar, presso la tenuta dell’Ulmo a Sambuca di Sicilia (Ag) è una rassegna di incontri culturali al calare della sera in riva al lago Arancio, da cui riemergono i resti dell'antico fortilizio arabo che dà il nome al ciclo.

Etna d'autore: l'arte materica di Pietradolce e Cottanera

Collage sull'Etna con l'architettura moderna della cantina Pietradolce, l'installazione artistica Pietre d'Acqua in vetro di Murano e il vulcano sullo sfondo.
L'unione materica di Pietradolce: l'architettura razionalista si fonde con le rocce in vetro di Murano e il profilo fumante dell'Etna

Rimanendo sul vulcano, l'unione tra terra e arte contemporanea trova altre due interpretazioni fondamentali. A Solicchiata (Ct), Pietradolce mostra un'architettura razionalista all'esterno (firmata Giuseppe Scannella) e interni curati da Viviana Haddad in pietra lavica, ferro e legno. Qui il fare vino e la ricerca visiva coincidono grazie alle opere site-specific di artisti legati agli elementi naturali, come Alfio Bonanno e Giorgio Vigna. Di quest'ultimo la cantina ospita Pietre d’Acqua, un bacino d’acciaio bruciato su cui fluttuano trentuno rocce in vetro di Murano.

Poco distante, a Castiglione di Sicilia, Cottanera porta avanti Cottanera Visioni. L’idea originaria è quella di ospitare ogni anno un artistica per una residenza sul vulcano, creando installazioni site-specific (come quelle di Gabriella Ciancimino e Ruben Brulat) destinate a rimanere tra i muretti a secco e i filari di Contrada Iannazzo. L'obiettivo a lungo termine resta quello di stratificare gli interventi per consegnare al territorio un vero museo a cielo aperto.

Memoria storica, archeologia e dibattito civile

Cassetta di legno aperta contenente le bottiglie di vino dell'Opificio Gibellina con le etichette d'arte contemporanea di Tenute Orestiadi.
Le bottiglie trasformate in multipli d'arte: la cassetta in legno del progetto "Opificio Gibellina" di Tenute Orestiadi

La memoria storica e civile diventa invece l'asse portante per altre cantine dell'isola. A Gibellina (Tp), la cantina Tenute Orestiadi è indissolubilmente legata alla ricostruzione artistica pensata da Ludovico Corrao dopo il terremoto del 1968. Dalla collaborazione con l’Accademia di Brera è nato il Barriques Museum, un percorso espositivo permanente in cui l'arte contemporanea convive con una barricaia in piena attività. Da questo nucleo prende forma anche il progetto Opificio Gibellina, che trasforma le bottiglie della cantina in multipli d'arte con etichette d'autore. Tra i protagonisti, Emilio Isgrò reinterpreta con la sua celebre tecnica della cancellatura le etichette de Il Bianco e de Il Rosso di Ludovico: un gesto che trasformando il vino in superficie poetica e segno d'identità mediterranea.

Dettagli storici delle Cantine Pellegrino con reperti, antichi registri d'archivio e un carretto siciliano davanti a una barriccaia.Un patrimonio che unisce mecenatismo e memoria: i dettagli storici custoditi all'interno delle Cantine Storiche Pellegrino a Marsala

A Marsala (Tp), le Cantine Storiche Pellegrino, conservano un patrimonio che unisce archeologia e mecenatismo: dai reperti punici al museo del carretto siciliano, fino all’archivio Ingham-Whitaker sulla nascita del Marsala. Inoltre, all'interno della Salina Genna, sorge il Teatro a Mare Pellegrino 1880, struttura ecologica in tufo, sale e legno che ospita performance teatrali ispirate alla tradizione omerica. Sempre a Marsala, Donnafugata, oltre alle storiche etichette d'autore entrate nel collezionismo, estende il legame con il territorio all'architettura agraria: nella tenuta di Khamma, a Pantelleria, custodisce un antico giardino pantesco donato al FAI.

Trittico d'arte contemporanea Poliedrica di Arrigo Musti con tre figure mitologiche su sfondi rosso, verde e blu."Poliedrica", il trittico in alluminio di Arrigo Musti dedicato a Topazia Alliata ed esposto nelle cantine Duca di Salaparuta

Duca di Salaparuta a Casteldaccia (Pa) esibisce Poliedrica, un trittico in alluminio di Arrigo Musti dedicato a Topazia Alliata. I tre pannelli raffigurano altrettante figure mitologiche — Baccante, Demetra, Artemide — per evocare le diverse stagioni di Topazia, donna eclettica e anticonformista. Le Wellness stesse immagini vestono poi le etichette della linea Colomba Platino.

A Sclafani (Pa), Tasca d'Almerita sceglie invece la via del dibattito civile con Cogito, un aperitivo per la mente, format nato a Palermo per favorire confronti interdisciplinari sui temi della contemporaneità e tracciare un modello di mecenatismo intellettuale.

Interno del Museo dei Relitti Greci a Gela con lo scafo di un'antica nave adagiato sulla sabbia sotto luci azzurre e teche espositive.
La monumentale imbarcazione storica esposta al Museo dei Relitti Greci di Gela, valorizzato in partnership con l'azienda Casa Grazia

Nel territorio di Gela (Cl), l'azienda Casa Grazia è partner del Comune nella valorizzazione del Museo dei Relitti Greci. Inoltre, il progetto Un Mare di Storie prevede workshop internazionali di visual design e una nuova traduzione dei testi di Archestrato di Gela, uno dei primi food writer della storia. A questa narrazione del territorio contribuiscono fortemente le etichette d'autore firmate dall'illustratore Angelo Ruta: vere e proprie tele che trasformano le bottiglie in un suggestivo racconto visivo della biodiversità della Riserva Naturale del Lago Biviere e dell'identità locale.

Il fil rouge che unisce esperienze così diverse è la convinzione che il vino, da solo, non basti più. O forse non sia mai bastato: in Sicilia, arte e cultura sono da sempre ingredienti del terroir.

Enrico Saravalle
Enrico Saravalle

Enrico Saravalle è giornalista di vasta e varia cultura, che ama viaggiare, mangiare e usare mouse e tastiera per raccontare luoghi, esperienze e sapori ad ogni angolo del globo. Quando non è in giro per il mondo si divide tra Milano e la Sicilia.

Enrico Saravalle è giornalista di vasta e varia cultura, che ama viaggiare, mangiare e usare mouse e tastiera per raccontare luoghi, esperienze e sapori ad ogni angolo del globo. Quando non è in giro per il mondo si divide tra Milano e la Sicilia.

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