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News ed EventiCultura del ciboA ogni pane il suo piatto (anche per la scarpetta)

A ogni pane il suo piatto (anche per la scarpetta)

I pani italiani sono tantissimi, spesso nati per completare i piatti della nostra tradizione: impariamo ad abbinare pane e companatico per una vera esperienza di gusto

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Il pane è una preparazione semplice e millenaria, ci sono pani che sono lavorati oggi ancora come agli inizi, secondo tradizioni tramandate da secoli. Solo nel nostro Paese ce ne sono più di 200 tipi diversi, alcuni dicono 300. Le tipologie che popolano il Bel Paese da Nord a Sud sono così tante (e così diverse) che la lista sarebbe davvero molto lunga. Ogni regione italiana ha almeno un proprio pane tipico - diverso per pezzatura, mollica, crosta, sapore - e ogni ricetta impiega farine e impasti differenti, con tecniche di lavorazione e di cottura proprie. Alcuni di questi hanno avuto i riconoscimenti dei marchi Dop e Igp: il Pane Casareccio di Genzano, il Pane di Altamura, il Pane di Matera, il Pane Toscano, la Piadina romagnola, la Coppia Ferrarese, la Pagnotta del Dittaino.

Oltre ai pani legati a una determinata zona, esistono le tipologie più generiche, ormai diffuse ovunque nella Penisola, che vanno dal classico bianco all'integrale, di segale e ai cereali, dal salato al pane “sciocco” (proverbialmente privo di sale, come il classico pane toscano), dalla ciabatta al comune casareccio, e oltre.

Una tradizione antica e assai variegata

Una persona tiene diversi tipi di pane nel suo grembiule da cucina

In una cultura gastronomica così varia e complessa come quella italiana, con una ricchezza di prodotti e, conseguentemente, di piatti così ampia e diversificata, il pane svolge il ruolo di comprimario, e non solo nei proverbi, dove regna sovrano nei detti di saggezza popolare. Non c’è da stupirsi, quindi, che le diverse tipologie si sposino meglio con questo o quel piatto: l’abbinamento del pane giusto con il ‘suo’ companatico può sembrare un gioco divertente, ma scoprirete che esalterà l’esperienza gustativa. Ecco una piccola guida.

Colazione

Il pan brioche su un tagliere di legno con marmellata

Cominciamo con la prima colazione, quella che negli alberghi chiamano “continental” ma per noi è all’italiana: i più classici spalmeranno burro e marmellata su pani a mollica soffice, come quello al latte o briosciato, la ciriola romana, il chifel di Trentino-Alto Adige o il pane con l'uvetta (con il cioccolato, per i più golosi, e la baguette, per gli xenofili). Ottimi anche quello integrale e quello di segale. Se il breakfast è all’inglese o più semplicemente comprende le uova, sarà meglio la michetta (rosetta), la tartarughina o la pagnottina romana.

Nel caso della merenda o di uno spuntino spezzafame, dipende dal companatico; comunque, sempre meglio un pane con mollica compatta, rustico e, secondo gli ingredienti, bianco o di segale.

Antipasti e buffet 

Panini con cotechino, crema di zucca e spinacini serviti su un piatto piano grigio con uno stecchino con stellina

Quale pane usare dipenderà dall'intensità dei sapori che gli vengono accostati. Se si tratta di preparare delle tartine, andranno bene i tipici panini mignon, al latte o viennesi, oppure i più saporiti panini all'olio con olive o semini di sesamo o papavero. Con insalata di pollo o insalata russa è obbligatorio servire quello bianco. Insaccati, affettati, affumicati e würstel esigono o un tipo casereccio come il pugliese, il toscano sciapo e il comasco, oppure un pane “da imbottire”, come la crocetta piacentina, il maggiolino o la michetta lombardi, la ciabatta (anche in versione integrale), la mafalda siciliana, il miccone pavese, la biova torinese; da provare le versioni con pinoli, olive, semi di cumino, ai cereali o al sesamo, e il pane condito siciliano. 
Un consiglio: per un gusto più particolare e speziato, spolverizzali di paprika dolce o piccante, prima di farcirli. Potete riempire anche un unico pezzo grosso, tipo quello in cassetta o la pagnotta rustica, da servire a fette.

Se c’è del salmone affumicato, abbinatelo a pane scuro, integrale, ai 5 cereali o di segale, meglio se all’aneto, tostato e imburrato. Il caviale, se non avete dei blini russi per l’occasione (ne vale la pena), vuole fettine bianche con crosta croccante, leggermente tostate e ben imburrate, c’è chi lo gusta anche sull'integrale, sempre imburrato. Ogni pâté (specialmente se si tratta di foie gras) esige la baguette.

Con minestre e zuppe

tre tipi di pani che si abbinano perfettamente a zuppe e minestre: ciabatta, friselle e pane toscano

Ideale un classico pane di tipo casereccio, che mantenga la propria consistenza anche se inzuppato. Non si sbaglia se a ogni zuppa tipica si abbina la specialità della zona (toscano per ribollita e acquacotta, ciabatta per la zuppa pavese, pane di mais o friselle pugliesi per le zuppe di verdure o la coppia di Ferrara dal cuore morbido, ideale per intingoli e zuppe consistenti). Altamura o una pagnotta rustica se servite la zuppa dentro il pane, come nel caso della clam chowder. 

Con la carne

diverse pagnotte di michetta in un cestino del pane

Il carpaccio chiede il pugliese oppure il toscano. Se serviamo arrosti e bistecche alla griglia, va bene pane bianco di piccolo formato e la michetta - di rigore con la cotoletta di vitello impanata.
Se si tratta di intingoli, stracotti, brasati, umidi: scegliete tipologie caserecce o comunque con molta mollica per assorbire bene i sughi; con la cacciagione, ancora una volta ideale è il pane toscano senza sale, oppure il casereccio comune. Con la trippa, provate la michetta, altrimenti un casereccio comune, un bianco di piccolo formato o condito.

Con il pesce

brodo di fano accompagnato da quattro fette di pane tostato

Se in zuppa, brodetto o in intingolo (foto sopra), vuole un pane casereccio, meglio quello locale di ogni regione, eventualmente leggermente grigliato. Se si tratta di pesce bollito o alla griglia, c’è solo l’opzione pane bianco. Se vi piace l'integrale, si abbina a crostacei e molluschi, come quello con i semi di sesamo.

Con le verdure in pinzimonio

pan bagnat nizardo ripieno di insalata mista

Meglio un pane di tipo casereccio; per accompagnare insalate di verdure crude provate quello con olive, una biova o, se servite l’insalata nel pane stesso come nel pan bagnat nizzardo (foto sopra), in una pagnotta rustica, morbida con la crosta; per quelle di verdure cotte, ottime le rosette, le tartarughine o le pagnottelle. I funghi vogliono il toscano o comunque casereccio, o integrale.

Con i formaggi

quattro pezzi di mozzarella in carrozza filanti

Se preparate la mozzarella in carrozza, oltre al classico pane in cassetta, leggermente tostato per asciugarlo, provate con il pane toscano. Se i formaggi da abbinare sono dolci, freschi o morbidi, vogliono il pane francese, oppure del pane integrale a fettine o del pane pugliese o toscano. Formaggi stagionati e piccanti si sposeranno bene con la michetta, il pane comasco o del pane all'olio. Nel caso di una fonduta, ideale il pane toscano.

Pane da scarpetta e con i sughi

il rito della scarpetta: un piatto nero sporco di sugo, viene ripulito con un pezzo di pane

E con il ragù? Il pane bianco di tipo casereccio quasi senza sapore rispetto alla salsa cotta a lungo, esalterà il ragù come protagonista assoluto. Da provare un pane semi-integrale, che sia elastico e poroso, in grado di assorbire bene il sugo e trasformare il boccone in qualcosa che vada oltre “pane più ragù”.

Per i sughi va bene sempre del pane fresco dalla crosta sostenuta, con un cuore di mollica morbida, perfetta per accogliere e catturare fino all’ultima goccia di condimento, con buona pace del galateo…

Francesca Tagliabue
Francesca Tagliabue

Lettrice instancabile, giornalista appassionata di racconti e di viaggi, è da sempre incuriosita dalla storia e dalla letteratura del cibo – come ingrediente e come alimento finito – e dalla cucina, intesa come arte del produrre cibo, momento sociale e tappa fondamentale evolutiva. Ama narrare storie e ricercare le origini dei piatti e dei loro nomi. Si ritiene molto fortunata perché scrive per lavoro e per diletto, insieme – Linkedin – Ph. Carlo Casella

 

 

 

Lettrice instancabile, giornalista appassionata di racconti e di viaggi, è da sempre incuriosita dalla storia e dalla letteratura del cibo – come ingrediente e come alimento finito – e dalla cucina, intesa come arte del produrre cibo, momento sociale e tappa fondamentale evolutiva. Ama narrare storie e ricercare le origini dei piatti e dei loro nomi. Si ritiene molto fortunata perché scrive per lavoro e per diletto, insieme – Linkedin – Ph. Carlo Casella

 

 

 

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TAG: #pane

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