Da Amsterdam all’Italia: la carica delle patatine straordinarie

Da Amsterdam all'Italia: la carica delle patatine straordinarie

Ci sono le olandesi doc, con poco amido e ideali da friggere, e le italiane, ricche di sapori, varianti e fantasia. Perché non accenna a fermarsi la patatina fritta mania

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Sale&Pepe

Avevamo già scritto del boom delle patatine fritte olandesi che, circa 2 anni fa, sbarcarono a Napoli e riuscirono a conquistarla https://www.salepepe.it/news/notizie/napoli-invasa-dalla-patatine-fritte/ 

Sembrò incredibile che proprio la città della pizza fritta e di tanti altri squisiti street food tradizionali, si lasciasse colonizzare da un prodotto banale e "straniero".

A due anni di distanza possiamo affermare che la diffusione delle patatine olandesi (ma anche di quelle nostrane) non conosce sosta, che le piccole friggitorie in stile nordico hanno preso piede in moltissime città italiane e, soprattutto, che poi tanto banali non sono.

Ma ecco le aperture e i marchi presenti nelle città principali.

A Milano, noblesse oblige, esiste Tutti Fritti, che non è la solita patatineria, ma un indirizzo molto più chic. Ha sede in corso di Porta Ticinese 18, a pochi passi dalla movida serale delle Colonne di San Lorenzo, e oltre al cartoccio di patate olandesi, offre una scelta spaziale di salse (circa 50), birre artigianali e persino per intolleranti al glutine, e tanti altri bocconcini a base di pollo, maiale, fiori di zucca, calamari e baccalà. Tutti ovviamente fritti.


Non mancano i negozietti con offerta standard: Amsterdam Chips, in corso Buenos Aires 75 e Chipstar, in via Urbano III 3, garantiscono le classiche patatine a fiammifero e una buona scelta di salse a prezzi modici.

Il primo ha anche orari notturni: fino all'una di notte tutti i giorni e fino all'alba durante il weekend. Da non confondere con Chips Amsterdam, che invece si trova in corso San Gottardo 21 e diversifica il menu con uno speciale hotdog di wurstel e patatine.

Più milanese che olandese è, infine, Amor di patata, in piazzale Stazione di Porta Genova 2. Serve patatine che seguono la moda: con buccia e senza, a stick e a spirale, nel cartoccio o infilzate in uno stecco. Anche qui l'apertura si protrae fino alle 2 di notte.

A Roma, le vere olandesi (patate caratterizzate da meno amido e quindi già nate per essere fritte) si gustano da Queen's Chips Amsterdam che ha almeno sette sedi sparse tra centro e periferia est della capitale e che promette di introdurre presto un dolcissimo donut coperto di zucchero.

La migliore risposta alla catena esterofila è Fries, che per ora si trova in viale Giulio Cesare 179 e pure a Palermo in via Magliocco 21 (ma si attendono a breve nuove aperture). Qui la garanzia sta nelle "patate italiane (e non olandesi) di alta qualità, tagliate a mano e fritte in olio di arachide 100% senza colesterolo". Meglio di così…

Altre olandesi si trovano a Firenze, Reggio Calabria, Verona e in almeno una decina di città minori: dalle lombarde Crema e Pavia fino a Lamezia Terme e Trapani. Segno che il successo di questa formula galoppa in ogni parte dello stivale.

Ma per chi volesse passare dall'altra parte del bancone e approfittare del business, come si fa a diventare patatinari? La cifra di ingresso richiesta dalla "casa madre" è di appena 30-40 mila euro a seconda del marchio (attenzione perché tra Chips Amsterdam e Chipsy Amsterdam ci sono almeno 10.000 euro di differenza). In cambio vengono offerti arredamento, formazione del personale, pubblicità e altro. Ma la disponibilità del locale dovete metterla voi e, ovviamente, tanti sacchi di patate.

Daniela Falsitta,
5 ottobre 2016

foto: https://www.flickr.com/photos/waferboard/

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