W la doggy bag antispreco

W la doggy bag antispreco

Grande ritorno del mitico sacchetto per gli avanzi non consumati al ristorante.
Una soluzione che in tempi di crisi economica piace sempre più agli italiani

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Sale&Pepe

In tempo di crisi le idee per risparmiare non mancano e la doggy bag piace alle famiglie italiane. Ma di che cosa si tratta? È una confezione di carta o di cartone che consente di portarsi a casa gli avanzi dopo una cena al ristorante o in pizzeria. Un vero trucco antispreco.

Questa abitudine è diffusa in altri Paesi, Stati Uniti in testa, con il nome di doggy bag (borsa del cane) anche se non è certo cibo per cani! È una prassi consolidata nei ristoranti americani: quando si finisce di cenare, i camerieri prevengono la richiesta con la classica domanda "Shall I box it up?" (devo inscatolare gli avanzi?) o portano al tavolo scatole e sacchetti per permettere ai clienti di confezionarli.

In Francia è abbastanza normale uscire dai ristoranti stellati con la borsina del cibo avanzato e nella lontanissima Cina si usa chiedere il "dabao" a fine pasto, ossia di preparare il pacchetto. Persino la first lady Michelle Obama in visita in Italia nel 2009 in occasione del G8 a Roma, con molta disinvoltura portò via la carbonara avanzata dal ristorante in cui aveva cenato.

Ma perché rinunciare quando la doggy bag è molto glamour? A Londra presso l’esclusivo hotel a 5 stelle The Barkeley viene servito il "Prêt-à-porter" tradizionale tè inglese del pomeriggio con torte e pasticcini che si ispirano alle passerelle di moda: gli avanzi vengono poi "confezionati" in pochette dai colori flou. Anche il famoso chef scozzese Gordon Ramsey vi impacchetterà quel che resta di bistecca e polpette in un elegante sacchetto firmato.

In passato gli italiani consideravano la doggy bag un rito "cheap" e si vergognavano a chiederla. Ma negli ultimi mesi la tendenza sta combiando. E una sentenza della Cassazione ha stabilito il diritto dei clienti a portarsi a casa gli avanzi di pranzo o cena.

Da un’indagine della Coldiretti risulta che un italiano su tre, uscendo dal ristorante, chiede di portare a casa gli avanzi. Solo il 10% lo fa regolarmente, il 23% qualche volta, mentre il 24% non lo fa perché si vergogna, il 18% perché non è interessato e il 25% perché non lascia niente nel piatto.

Tutto questo riflette la crisi economica e la consapevolezza di una nuova responsabilità degli italiani contro lo spreco alimentare. Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente, diffusi in occasione degli Stati generali contro lo spreco di cibo, ogni famiglia italiana butta 200 grammi di cibo alla settimana pari a un risparmio di 8,7 miliardi di euro all'anno in tutto il Paese.

Da queste considerazioni nasce a Milano il progetto "Il buono che avanza", la prima rete di ristoranti ad "avanzi zero" nato dall'Associazione Cena dell'Amicizia Onlus. Pietro Leemann di Joia e Davide Oldani di D'O hanno subito accolto la doggy bag nei loro ristoranti a Milano, proponendola ai loro clienti, in una confezione glamour.

Anche la città di Genova con l’iniziativa "Pasto buono" istituita dal Comune, distribuisce agli indigenti quello che avanza nei ristoranti, mentre la Provincia autonoma di Trento ha consegnato ai ristoranti 40 mila eco-vaschette. Sensibilizzare i cittadini sull'importanza di combattere gli sprechi è l'obiettivo da raggiungere.


Susanna Meregalli
20 Ottobre 2014

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