Quanti batteri in spugnette e tovaglioli!

Quanti batteri in spugnette e tovaglioli!

Uno studio rivela che canovacci e spugnette che utilizziamo in cucina sono un vero e proprio covo di batteri. Anche peggio delle spugne che abbiamo in bagno

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Le usiamo per lavare posate, piatti e pentole, ma anche per una bella passata dopo cena sul tavolo o sulla tovaglia lavabile, per non lasciare briciole, macchie di unto e igienizzare bene il tutto.

Ebbene, più che uno strumento per pulire, le spugnette da cucina sono considerate dai virologi un veicolo per la diffusione dei batteri.
I canovacci e le spugnette sono considerati comunemente accessori indispensabili per tenere la cucina e gli utensili puliti. Ma secondo uno studio condotto dalla Global Hygiene Council sono un covo di batteri, persino sei volte peggio delle spugne che si usano nella sala da bagno. E secondo la NSW Food Authority anche i tovaglioli in stoffa che usiamo per pulirci a tavola sono un nido confortevole per i germi e andrebbero cambiati dopo ogni utilizzo.

Secondo gli esperti del Global Hygiene Council, ente internazionale costituito da studiosi di virologia, infezioni e microbiologia, i canovacci da cucina hanno l’habitat giusto per far proliferare organismi come escherichia coli e pseudomonas.

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Lo studio ha analizzato le spugnette di famiglie di tutto il mondo, dall’Europa all’India, dagli Emirati Arabi agli Usa e ha rivelato che nei migliori dei casi, solo il 25 per cento delle situazioni si collocano entro i livelli di soglia accettabili. Nove spugnette su 10 sono contaminate da batteri, il 7 per cento contiene oltre un miliardo di batteri (al metro quadro). Andando nello specifico i biologi hanno rivelato che il 60 per cento delle spugnette è contaminato con l’escherichia coli, che può provocare problemi seri all’apparato digerente e a quello urinario. Mentre un quarto dei canovacci contiene quantità rilevanti di pseudomonas, un organismo che prolifera in ambienti poco puliti e che può provocare infezioni a ossa, pelle, apparato uditivo e respiratorio.

Solo una percentuale bassissima del campione internazionale ha superato il test. Il problema, dicono gli esperti, è che il panno è un ottimo veicolo per diffondere i germi sulle varie superfici della casa.

Si potrebbe pensare che le famiglie siano poco informate. No: si tratta di pigrizia. Quasi tutti sanno che le spugnette sono un covo di batteri, ma solo il 40 per cento delle persone correi ai ripari.
La soluzione non sta solo nel cambiare frequentemente i teli per la pulizia della casa. Sarebbe sufficiente lavare spesso, almeno una volta a settimana le spugnette con temperature sufficientemente alte per distruggere i batteri, magari aggiungendo qualche cucchiaino di aceto o del caro vecchio bicarbonato usato dalla nonna quando faceva il bucato.

testo di Barbara Roncarolo
grafica di Patrizia Zanette
7 luglio 2014

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