La pentola etica che cuoce senza fuoco

La pentola etica che cuoce senza fuoco

Wonderbag, la “pentola” che cuoce senza calore piace in America, ma fa bene al Sudafrica. Per ogni Wonderbag venduta negli Usa, una viene donata a una famiglia africana

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Sale&Pepe

E' di Sarah Collins, imprenditrice africana, l'idea innovativa di ripristinare un'antica tecnica di cottura che consente di risparmiare calore, isolando il contenitore in cui l'alimento viene cotto. 

In pratica si spreca calore solo per iniziare la cottura e dopo il processo va da sé: si porta a ebollizione il cibo nella pentola, dopodiché, si sigilla co il coperchio e si trasferisce nella Wonderbag, un fornello a forma di sacco foderato con materiale isolante. Dopodiché  si copre e si chiude strettamente.

Ed è a questo punto che la magia inizia, il calore che scaturisce dalla pentola rimane imprigionato nella Wonderbag: questo consente al cibo di continuare a cuocere lentamente. E' necessario più tempo per raggiungere l'obiettivo desiderato, ma il risparmio di energia è assicurato.    

Dopo aver avuto molto successo sul mercato Britannico, le Wonderbags sono adesso vendute negli Stati Uniti su Amazon. Hanno un ingombro minimo essendo confezionate sottovuoto, ma aperte diventano più grandi, raggiungendo la dimensione di una cuccia del cane. Il materiale isolante di cui sono costituite è vario: si va dalle foglie di banana, al polistirolo riciclato. La casa produttrice, infatti, si rifornisce da uno stabilimento di tessuti, che scarterebbe il polistirolo, mandandolo in discarica.

Per ogni articolo acquistato al prezzo di 50 dollari, un altro viene donato a una famiglia in Sudafrica a basso reddito. La produzione di questo elettrodomestico ecologico viene fatta in Sudafrica, fornendo posti di lavoro in un paese ad alto tasso di disoccupazione. Nuovi insediamenti produttivi sono stati avviati anche in Rwanda, Messico e Turchia, con lanci in Kenya, Nigeria e Somalia.

Riassumendo, i vantaggi di questo "fornello" per la cottura lenta sono molti: un risparmio di fonti energetiche, riduzione delle emissioni di CO2, meno deforestazione, meno fumi tossici e risparmio di acqua, perché l’isolamento termico fa anche sì che evapori meno acqua e dunque se ne sprechi meno per cucinare.

Patrizia Zanette
8 maggio 2014

Photo credit: Amazon

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