Inverno pazzo: primizie in anticipo di oltre un mese

Inverno pazzo: primizie in anticipo di oltre un mese

Fragole, carciofi, broccoli… I frutti e gli ortaggi che avremmo dovuto trovare al mercato fra marzo e aprile sono già arrivati. È un bene o un male?

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Per noi che abbiamo già voglia di primavera è sicuramente un bene scoprire che le fragole della Basilicata sono disponibili in pieno febbraio, come anche il carciofo romanesco e quello Igp di Brindisi (in anticipo di ben 45 giorni), per non parlare delle varietà tardive di broccoli, cavolfiori e cime di rapa che in Puglia sono diventate precoci.

E’ quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti sugli effetti di questo inverno che, più dei precedenti, si è rivelato anomalo per le temperature sopra la media. Lo confermano i dati di Ucea (Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all’agricoltura) che posizionano l’inverno 2015-16 come il più caldo degli ultimi 215 anni (data in cui sono iniziate le rilevazioni).

E per noi consumatori, la buona notizia non è solo che i banchi dei mercati sono più colorati e profumati del dovuto, ma anche che la sovrapposizione insolita di varietà made in Italy non avvezze a convivere ha causato un sensibile contenimento dei prezzi, a sua volta insolito quando si parla di primizie.

Tutto bene, quindi, per chi è ormai stanco di patate e mele e sente il bisogno di una tavola più fresca. Un po’ meno positiva la situazione dei coltivatori che devono far fronte a un paio di problemi non da poco. Il primo è che se frutta e verdura maturano in tempi non sospetti bisogna attrezzarsi freneticamente per la raccolta, con mezzi e uomini la cui recluta era prevista ben più avanti.

La seconda complicazione sta nel rischio di gelate tardive, che se già normalmente fanno danno all’agricoltura, ora possono rivelarsi micidiali per la vite che ha già gemmato e per diversi alberi da frutto che in alcuni casi sono già fioriti. Il clima oltretutto, come si è evidenziato negli ultimi anni, è destinato a fare dell’anomalia una regola, quindi gli agricoltori dovranno in qualche modo adeguarsi alla situazione. Come afferma Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti “è una nuova sfida che le imprese agricole italiane e le istituzioni devono affrontare”.

Cristiana Cassé
17 febbraio 2015

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