Il ritorno della michetta (e della rosetta)

Il ritorno della michetta (e della rosetta)

Croccante, leggera e un po’ vintage. Due locali, a Roma e a Milano, ne riscoprono la natura gourmand

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Ormai è difficilissima trovarla. La michetta, con la sua crosta leggera, dorata e croccante, il sottilissimo strato di mollica bianca appena umido, e il meraviglioso incavo vuoto, che sembrava nato per accogliere un ripieno: volute di prosciutto cotto, fettine di mozzarella o tocchi di ghiotto salame. Doveva essere freschisima, di giornata, perché già il mattino dopo era secca, adatta solo per farne pangrattato.

Trent'anni fa la vendevano tutte le panetterie lombarde (per poche lire), fin dai tempi della dominazione austrungarica. Pare infatti che la sua invenzione risalga a quell'epoca, quando si integrarono in un solo pane le caratteristiche della mica lombarda e del Kaiser viennese. Oggi in città non si trova quasi più: resiste in qualche panetteria di provincia, ma sembra aver perso il suo fascino e forse anche l'impareggiabile croccantezza. 

A ridarle meritata dignità e a riproporla in chiave contemporanea un locale milanese e uno romano (nella capitale la michetta si chiama, però, rosetta). 

Quello lombardo si chiama, manco a dirlo,  Mica-Michetteria: è gestito da Federico Gordini e Matteo Ungaro (in due sedi in Porta Ticinese e Piazza Diaz), che hanno deciso di rispolverare la michetta e la sua vocazione a diventare ghiotto scrigno di ripieni gourmand, perfetta come street food: modernissima e antica al tempo stesso. Per le guarnizioni non c'è che l'imbarazzo della scelta: tra le numerose ricette del locale una, rigorosamente farcita con mortadella e gorgonzola, è dedicata  a Enzo Jannacci. 

A Roma c'è Zia Rosetta, delizioso localino a una luce nel rione Monti, dove i croccanti panini (tre nella foto di questo articolo) accolgono ripieni sfiziosi, sempre ricchissimi, in versione tradizionale e mini (ideale per assaggiare più farciture). L'ambiente familiare e simpatico fa da contorno a deliziose degustazioni appoggiati ai pochi tavolini del locale, per strada nella suggestiva via Urbana, ma anche a casa e in ufficio. Perché a Roma come a Milano, esiste la possibilità di farsi portare il panino a domicilio.

Che sia michetta, che sia rosetta, che sia bigné o anche stellina come si chiama nel bergamasco, speriamo che il pane con i 5 petali torni nei locali, ma anche nelle panetterie. Per la gioia dei nostalgici di qualche merenda improvvisata e dei nuovi palati gourmand.

Livia Fagetti
10 novembre 2014


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